Venezia, ticket d’ingresso fino a 50 euro: proposta per frenare il turismo giornaliero

Il sindaco di Venezia propone aumento contributo d’accesso fino a 50 euro nei giorni più affollati. Chi dovrebbe pagarlo e come funziona

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Claudio Cafarelli

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Il contributo d’accesso per visitare Venezia potrebbe aumentare sensibilmente nei prossimi anni. A rilanciare il dibattito è stato il nuovo sindaco della città, Simone Venturini, che ha proposto di portare il ticket giornaliero dagli attuali 5-10 euro fino a una cifra compresa tra 30 e 50 euro in alcune giornate particolarmente affollate. La proposta arriva mentre il sistema del contributo d’accesso è entrato nel suo terzo anno di sperimentazione e continua a essere uno degli strumenti più discussi per la gestione dei flussi turistici nel centro storico lagunare.

La proposta del nuovo sindaco

Venturini, eletto da poche settimane alla guida del Comune di Venezia, ha annunciato l’intenzione di chiedere un confronto con il Governo per modificare l’attuale sistema tariffario. Oggi il contributo d’accesso prevede due importi: 5 euro per chi prenota almeno quattro giorni prima della visita e 10 euro per chi effettua la prenotazione negli ultimi giorni. Secondo il sindaco, questa differenza non sarebbe sufficiente a influenzare i comportamenti dei visitatori. Per questo motivo la proposta è quella di introdurre importi molto più elevati nei periodi di maggiore pressione turistica.

“Se oggi è da 5 a 10 euro, la mia proposta è di portarlo dai 30 ai 50 euro per determinati giorni”, ha spiegato il primo cittadino di Venezia. Per rendere possibile l’aumento sarà però necessario un intervento normativo nazionale, poiché i limiti economici del contributo sono stati fissati da una legge dello Stato.

Come funziona oggi il contributo d’accesso

Il ticket è stato introdotto per scoraggiare il turismo giornaliero e ridurre l’affollamento nelle zone più frequentate della città. Devono pagarlo i visitatori che entrano a Venezia senza pernottare in una struttura ricettiva. Chi soggiorna in hotel, bed and breakfast o altre strutture continua invece a versare la tassa di soggiorno e non è soggetto al contributo d’accesso. Sono inoltre esenti diverse categorie di persone, tra cui:

L’obbligo si applica generalmente dalle 8.30 alle 16.00 e riguarda soprattutto i fine settimana e le giornate considerate più critiche per l’afflusso turistico.

Perché si pensa a un aumento del ticket

I dati raccolti nei primi mesi del 2026 mostrano un risultato diverso dalle aspettative. Nei primi 42 giorni di applicazione del contributo sono stati emessi circa 268 mila ticket da 10 euro, contro circa 245 mila biglietti acquistati in anticipo al prezzo ridotto di 5 euro. Numeri che suggeriscono come la differenza economica tra le due tariffe non sia stata sufficiente a modificare in modo significativo le abitudini dei visitatori. L’assessore al Bilancio Michele Zuin ha osservato che “tra 5 e 10 euro non c’è molta differenza” e che una distanza maggiore tra le due tariffe potrebbe produrre effetti più evidenti.

Nel corso degli anni il Comune ha progressivamente ampliato il numero delle giornate interessate dal contributo. Nel 2024, primo anno di sperimentazione, il ticket era richiesto per 29 giornate. Nel 2025 si è passati a 54 giornate, mentre nel 2026 il calendario è stato esteso a 60 giorni. Il contributo è stato attivato dal 3 aprile e resterà in vigore fino al 26 luglio. Oltre ai fine settimana, in alcuni periodi dell’anno il pagamento è richiesto anche in altri giorni della settimana.

Più controlli e multe per chi non paga

Il Comune di Venezia ha rafforzato anche le attività di controllo. Se nel 2024 non erano state elevate sanzioni e nel 2025 le multe erano rimaste limitate, quest’anno l’amministrazione ha deciso di intensificare le verifiche. Nei primi giorni di applicazione del contributo il numero dei verbali emessi è risultato sensibilmente superiore rispetto allo scorso anno. Chi viene trovato senza ticket rischia una sanzione amministrativa compresa tra 50 e 300 euro. Secondo il Comune, dopo tre anni consecutivi di applicazione, il sistema può ormai considerarsi pienamente operativo e i visitatori dovrebbero essere informati sull’obbligo di pagamento.

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