Truffa con lo Spid di Poste Italiane, l’email è perfetta ma falsa: come riconoscerla

Email truffa sullo SPID di Poste Italiane: sembra autentica ma ruba dati. Ecco i segnali per riconoscerla e proteggerti subito

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Arriva una mail con oggetto: “Il tuo Spid di Poste Italiane è stato sospeso: riattivalo ora”. Grafica perfetta, loghi ufficiali, italiano corretto, tono pacato. Sembra tutto autentico. Ma è una truffa. Ecco come riconoscerla passo dopo passo e come difendersi.

Perché questa truffa è diversa dalle altre

Il phishing classico si riconosce facilmente: errori grammaticali, toni allarmistici, grafica approssimativa. Questa email, invece, non presenta nessuno di questi difetti. Comunica con calma che il canone annuale dello Spid “non è stato ancora pagato” e propone due soluzioni: recarsi in un ufficio postale oppure cliccare su un link. Nessun ultimatum, nessuna minaccia. Proprio per questo è così pericolosa.

Poste Italiane, nella sezione sicurezza del proprio sito, è molto chiara su questo punto: l’azienda non richiede mai tramite email, Sms, telefono, social o sportello credenziali di accesso, Pin, Cvv o codici Otp. Non invita mai a effettuare transazioni per risolvere presunti problemi di sicurezza, né a recarsi presso Atm o uffici postali per questo tipo di operazioni.

Tre controlli da fare prima di cliccare

Prima di cliccare, è utile effettuare tre verifiche rapide che possono fare la differenza:

È importante controllare con attenzione l’indirizzo del mittente, non solo il nome visualizzato. Nel caso del phishing Spid, ad esempio, il mittente era mail@comunicazioni.poste.it: plausibile, ma falso. Tutte le comunicazioni ufficiali di Poste Italiane arrivano esclusivamente da indirizzi con dominio @posteitaliane.it. Qualsiasi variazione è un segnale di allarme.

Prima di aprire qualsiasi link, si deve posizionare il cursore sopra senza cliccare. In basso a sinistra del browser apparirà l’indirizzo reale di destinazione. Se non contiene il dominio ufficiale dell’azienda (ad esempio, nel caso descritto iniziava con “public-eur”, senza alcun riferimento a Poste Italiane) non bisogna cliccare.

Infine, si può aprire l’app ufficiale (come Poste ID) e controllare lo stato del proprio account. Se tutto risulta attivo e regolare, la mail è falsa. Non fidarti mai di comunicazioni esterne: verifica sempre direttamente dalla fonte ufficiale.

Cos’è il phishing e le altre truffe da conoscere

Il phishing è una tecnica di frode informatica. Sfrutta messaggi ingannevoli per indurre l’utente a cliccare su link che portano a siti contraffatti, visivamente identici a quelli ufficiali. L’obiettivo è rubare credenziali di accesso, numeri di carta di credito e codici Otp.

Nel caso descritto, la truffa è costruita con una cura rara: nessun elemento visivo fuori posto, linguaggio istituzionale e persino l’alternativa “fisica” dell’ufficio postale per risultare ancora più credibile.

Il phishing via email è solo una delle minacce. Esistono varianti altrettanto insidiose:

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