Il 27 marzo si preannuncia una giornata complessa per la mobilità, in particolare a Milano. È stato confermato lo sciopero del trasporto pubblico locale, con possibili disagi per metro, autobus e tram gestiti da Atm. La protesta è stata annunciata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e confermata dall’azienda. L’agitazione è stata proclamata dal sindacato Al Cobas e avrà una durata di 24 ore. Anche in altre città ci saranno disagi per la popolazione.
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Fasce di garanzia e orari dello sciopero
Secondo quanto comunicato, il servizio di Milano potrebbe non essere garantito in alcune fasce orarie: dalle 8:45 alle 15:00 e dalle 18:00 fino al termine del servizio. Questo significa che nelle ore centrali della giornata e in serata gli spostamenti potrebbero risultare più difficili.
La situazione riguarda anche altre aree.
In Monza e Brianza, sulla rete Net, sono previsti disagi tra le 9:00 e le 11:50 e dalle 14:50 fino a fine turno.
A Napoli, i lavoratori Eav si fermeranno dalle 19:00 alle 23:00.
A Novara lo stop interesserà il servizio Sun dalle 17:30 alle 21:30.
Le motivazioni dello sciopero dei lavoratori Atm
Alla base della protesta ci sono diverse richieste avanzate dal sindacato Al Cobas. I rappresentanti parlano di condizioni di lavoro difficili e di un’organizzazione ritenuta non sostenibile. Nella comunicazione si legge:
Basta turni massacranti, basta ricatti, basta finzioni.
I lavoratori denunciano
turni ingestibili, blindati, senza tempi di recupero, notturne lunghissime e senza soste.
Secondo il sindacato, i carichi di lavoro sono aumentati senza un corrispondente incremento del personale. Viene inoltre segnalata una stagnazione salariale, nonostante l’aumento del costo della vita.
Carichi di lavoro aumentati, mentre il personale di fatto non aumenta. Salari fermi, nonostante inflazione e bilanci aziendali sempre in attivo.
Tra le criticità evidenziate anche pressioni disciplinari e una gestione definita eccessivamente rigida.
Assenza totale di confronto reale con chi il servizio lo fa davvero.
Le richieste
Le richieste avanzate dai lavoratori riguardano principalmente aspetti economici e organizzativi. Tra i punti principali c’è l’aumento degli stipendi, indicato in
150 euro netti mensili, non riparametrati e senza dare nulla in cambio.
Viene inoltre chiesto un miglioramento delle condizioni di lavoro, con turni più sostenibili, riposi garantiti e una gestione meno frammentata degli orari. Si legge nella nota:
Per turni umani, riposi certi, fine degli spezzati selvaggi, ferie garantite.
Tra le richieste anche maggiore attenzione alla sicurezza e all’igiene nei luoghi di lavoro. Il sindacato critica anche le trattative in corso con altre sigle, accusate di non rappresentare adeguatamente le esigenze dei lavoratori.
Sciopero nazionale, coinvolti anche scuola e stampa
Lo sciopero nazionale del 27 marzo non riguarda solo i trasporti. Sono previste mobilitazioni anche in altri settori, con possibili disagi diffusi. Nel comparto dell’istruzione è stato proclamato uno sciopero nazionale dal sindacato Sisa.
Lo stop coinvolgerà docenti, dirigenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario per l’intera giornata. Tra le principali richieste figura un aumento salariale per recuperare il potere d’acquisto, oltre a interventi sul precariato e sull’organizzazione del sistema scolastico.
Vengono inoltre proposte modifiche strutturali, come un ruolo unico per i docenti e nuove modalità di selezione per i dirigenti scolastici.
Anche il settore dell’informazione sarà interessato dalla protesta. È stato proclamato uno sciopero nazionale dei giornalisti da parte della Fnsi.
Alla base della mobilitazione c’è la richiesta di un rinnovo contrattuale e una maggiore tutela della professione. La federazione denuncia un contratto fermo da anni e condizioni economiche difficili per molti collaboratori.
Gli editori, attraverso la Fieg, hanno replicato definendo l’attuale sistema contrattuale
gravato da privilegi non più sostenibili.