Richiamato caffè macinato per ocratossina oltre i limiti: il lotto ritirato dal mercato

Il Ministero della Salute ha segnalato il ritiro cautelativo di un lotto di Perfetto Moka al caramello per i livelli elevati di una micotossina

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QuiFinanza

Redazione

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Il Ministero della Salute ha pubblicato un avviso di richiamo precauzionale riguardante un lotto di caffè macinato aromatizzato a marchio Bialetti. Il provvedimento si è reso necessario a causa del riscontro di valori di ocratossina A superiori ai limiti stabiliti dalla normativa vigente per la tutela della sicurezza alimentare.

La presenza di questa micotossina oltre le soglie consentite ha fatto scattare immediatamente il blocco del lotto interessato, con la contestuale raccomandazione ai consumatori di prestare la massima attenzione alle confezioni acquistate.

Dati del richiamo e informazioni per i consumatori

Il richiamo riguarda nello specifico una precisa variante di caffè per moka. Di seguito vengono riportati tutti i dettagli utili per identificare la confezione coinvolta:

Ministero della Salute
Il caffè Bialetti ritirato dal mercato per presenza di ocratossina oltre i limiti di legge

A scopo cautelativo, si raccomanda a chiunque abbia acquistato una confezione appartenente al lotto indicato di non consumare il prodotto. I consumatori eventualmente in possesso del pacchetto di caffè richiamato possono restituirlo presso il punto vendita d’acquisto per ottenere il rimborso o la sostituzione.

Cos’è l’ocratossina A e quali sono i rischi per la salute

L’ocratossina A (OTA) è una micotossina prodotta naturalmente dal metabolismo secondario di alcune specie di muffe e funghi microscopici (come Aspergillus e Penicillium).

Può svilupparsi su diverse tipologie di alimenti durante la coltivazione, la raccolta o, più frequentemente, durante le fasi di stoccaggio e lavorazione, interessando in particolare cereali, caffè, frutta secca, spezie, cacao e derivati della carne.

Gli studi condotti dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) evidenziano come l’ocratossina A presenti spiccate proprietà genotossiche, in grado di danneggiare direttamente il materiale genetico (DNA).

L’esposizione prolungata o ad elevate concentrazioni di questa sostanza è inoltre correlata a tossicità renale e a un potenziale rischio cancerogeno a carico dei reni. Per queste ragioni, la normativa europea impone limiti di tolleranza molto severi sui prodotti destinati al consumo umano, così da prevenire qualsiasi accumulo tossico nell’organismo.

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