Richiamo alimentare, albume d’uovo ritirato per salmonella: il lotto da evitare

La catena Conad ha richiamato un lotto di albume d'uovo Piacersi per presenza di Salmonella spp.: ecco i dati del prodotto da evitare

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Redazione

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I supermercati Conad hanno segnalato il richiamo precauzionale di un lotto di albume d’uovo da allevamento a terra a marchio Conad Piacersi. Il provvedimento si è reso necessario a seguito dell’esito non conforme emerso durante i consueti controlli sulla filiera.

Nel lotto interessato è stata infatti riscontrata la presenza di Salmonella spp., elemento microbiologico non conforme agli standard normativi, che ha fatto scattare il blocco immediato della distribuzione e l’avviso ai clienti.

Dati del richiamo e indicazioni per i consumatori

Il ritiro riguarda un lotto specifico di albume venduto nelle confezioni trasparenti/cartonato da mezzo chilo. Di seguito si riportano tutte le informazioni utili per identificare il prodotto:

Conad invita i clienti in possesso delle confezioni appartenenti al lotto indicato a non consumarle e a riportarle presso qualsiasi punto vendita della catena, dove si provvederà al rimborso o alla sostituzione. La nota precisa inoltre che, come indicato in etichetta, la cottura completa dell’alimento contribuisce all’inattivazione del microrganismo.

Cos’è la Salmonella e quali sono i rischi della salmonellosi

La salmonellosi è una delle infezioni alimentari più diffuse nell’uomo e viene causata da batteri del genere Salmonella, appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae. Questi microrganismi colonizzano principalmente il tratto intestinale dei volatili da cortile e possono contaminare uova, carne di pollame e derivati sia all’origine sia durante le fasi di lavorazione e confezionamento.

L’infezione si manifesta solitamente tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, presentandosi sotto forma di gastroenterite acuta con nausea, vomito, crampi addominali, diarrea e febbre.

Nella maggior parte degli individui sani i sintomi tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni. Tuttavia nei soggetti fragili, come bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone immunocompromesse, l’infezione può evolvere verso forme sistemiche o invasive più severe (come la setticemia), che richiedono un tempestivo intervento medico e ricovero ospedaliero.

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