Pollo richiamato dai supermercati per salmonella, i lotti e la scadenza

Il supermercato richiama otto lotti di pollo Avicarvil per sospetta salmonella: prodotti, scadenze, rischi e istruzioni per il rimborso

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

I supermercati Tosano hanno annunciato il richiamo di otto lotti di carne avicola a marchio Avicarvil per la sospetta presenza di salmonella. I prodotti interessati, tutti di origine romena, comprendono petto, filetti, fusi, ali e sovracosce di pollo.

Il richiamo, disposto in via precauzionale dal produttore Avicarvil Food & Distribution Srl, riguarda carne lavorata nello stabilimento di Frâncești, in Romania (marchio RO 100 EC). Gli avvisi ufficiali sono stati pubblicati dalla catena solo nei giorni scorsi, suscitando più di una perplessità sui tempi della comunicazione.

I prodotti interessati

Ecco l’elenco dei prodotti interessati dal richiamo:

Cosa fare

Nonostante i documenti siano datati al 23 febbraio, i consumatori sono stati informati soltanto tra il 26 e il 27 febbraio, a ridosso della scadenza fissata al 1° marzo. Il ritardo riduce drasticamente il tempo a disposizione per verificare l’eventuale presenza dei lotti nelle proprie cucine. A complicare ulteriormente la situazione contribuiscono l’assenza di immagini nelle comunicazioni e il mancato aggiornamento nel portale del Ministero della Salute.

Chi avesse acquistato uno dei prodotti indicati è invitato a non consumarlo e a riportarlo al punto vendita, dove potrà ottenere il rimborso. La salmonella rappresenta infatti un serio rischio microbiologico, soprattutto per bambini, anziani e persone fragili.

Come riconoscere la salmonella

La salmonella è un batterio responsabile della salmonellosi, una delle infezioni gastrointestinali più diffuse. Nella maggior parte dei casi si manifesta con diarrea, vomito, febbre, crampi addominali e disidratazione, sintomi che compaiono generalmente tra 6 e 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati.

Per un adulto sano l’infezione tende a risolversi spontaneamente in pochi giorni, sebbene con notevole disagio e spossatezza. Il quadro cambia però per le categorie più vulnerabili: bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone con sistema immunitario compromesso, come i malati oncologici o i trapiantati, possono andare incontro a conseguenze più gravi.

La prevenzione resta quindi l’arma più efficace. Una corretta cottura delle carni e il rispetto della catena del freddo sono fondamentali, così come la tempestività dei richiami alimentari, indispensabile per rimuovere i prodotti a rischio prima che arrivino sulle tavole dei consumatori.

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