Come risparmiare con la sfida dei 30 giorni: tagliare le spese e salvare lo stipendio

La sfida dei 30 giorni aiuta a ridurre le spese superflue, controllare le microspese di ogni singolo giorno e recuperare soldi utili per il bilancio familiare

Pubblicato:

Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

A causa delle tensioni geopolitiche degli ultimi tempi, i prezzi della benzina e del diesel pesano sempre più sul budget familiare. A questo si aggiungono rincari degli alimenti, bollette elevate e spese quotidiane oramai difficili da sostenere. Non sorprende, quindi, che molte famiglie si ritrovino alla fine del mese con il conto quasi vuoto ancora prima dell’arrivo del nuovo stipendio. Proprio per questo, mettere in ordine le proprie finanze cercando di risparmiare è diventata una priorità. Uno dei metodi più diffusi negli ultimi anni per realizzare quest’obiettivo è la cosiddetta “sfida dei 30 giorni”.

Cos’è la sfida dei 30 giorni

La sfida dei 30 giorni, conosciuta anche come challenge del risparmio, è un modo di risparmiare diventato virale sui blog dedicati alla finanza personale e sui social. Si tratta più precisamente di un percorso mensile il cui scopo è quello di ridurre le spese superflue attraverso piccoli cambiamenti. Chi decide di seguirla può stabilire delle regole personalizzate come:

L’obiettivo non è solo quello di mettere soldi da parte ma capire dove finisce il denaro così da creare delle abitudini economiche più sostenibili nel tempo.

Un esempio di risparmio con la sfida dei 30 giorni?

Cimentarsi nella sfida dei 30 giorni non significa eliminare ogni tipo di piacere ma analizzare quanto le microspese possano incidere sul budget familiare.

Ecco un esempio tenendo conto dei prezzi medi dei prodotti diramati dal Mimit.

Una persona che lavora 5 giorni a settimana e ogni mattina prende un caffè (1,50 euro) e un cornetto (1,50 euro) al bar pagando 3 euro al giorno, arriva a spendere circa 60 euro al mese. Se invece prende solo un caffè, l’importo è più contenuto, circa 30 euro, che può però raddoppiare se di caffè se ne prendono due.

Se poi la stessa persona si concede due spritz a settimana, il cui costo secondo una classifica realizzata nel 2025 da Idealo è in media di 6 euro ognuno, spende circa 50 euro mensili. Qualora, poi, pranzi fuori due volte alla settimana, supponendo di spendere in media circa 15 euro, in un mese si raggiunge la cifra di 60 euro.

Infine, se acquista una bottiglia d’acqua al giorno al bar quando si è al lavoro al prezzo di 1 euro, sborsa circa 20 euro.

Sommando tutte queste spese si arriva a circa 190 euro mensili e ridurle, anche solo in parte con la sfida dei 30 giorni, dà la possibilità di recuperare una cifra utile per affrontare le spese impreviste, le bollette oppure per iniziare a costruire un piccolo fondo di emergenza.

Questi sono solo alcuni esempi di microspese che si possono eliminare per migliorare il proprio bilancio familiare.

Come applicare la sfida dei 30 giorni nella prima settimana? Le 7 regole da seguire

La sfida dei 30 giorni può rivelarsi molto utile se si decide di tagliare gli sprechi.

Il motivo è che si inizia il percorso con l’obiettivo di risparmiare denaro e poi grazie ad esso si scoprono metodi diversi per gestire gli acquisti e i consumi. Per cimentarsi in questa sfida, la pianificazione quotidiana è fondamentale, soprattutto nella prima settimana che è la più importante per cambiare le proprie abitudini.

Cosa fare dunque? Ecco le sette regole da seguire:

Come fare per proteggere lo stipendio durante la sfida?

Per evitare che l’intero stipendio venga assorbito dalle spese quotidiane nei primi giorni del mese, la sfida dei 30 giorni introduce una regola fondamentale: stabilire con anticipo una soglia massima di spesa variabile.

Essa può essere fissata intorno al 30% dello stipendio, da destinare alle spese non essenziali come svago e ristoranti, mentre la parte restante deve essere sempre destinata alle spese fisse e a un fondo di emergenza.

È importante inoltre, non appena arriva lo stipendio, accantonare anche una piccolissima parte prima di iniziare a spendere. Così facendo, il risparmio diventa automatico e non dipende dalla disponibilità residua a fine mese.

Infine, è utile stabilire un tetto di spesa massimo giornaliero o settimanale legato proprio allo stipendio così da distribuire meglio il denaro lungo tutto il mese evitando di avere poi difficoltà prima del successivo accredito.

Come evitare di abbandonare la sfida dopo pochi giorni?

La perdita di motivazione è il motivo principale per il quale si abbandona una sfida finanziaria dopo qualche giorno. Lo slancio iniziale si scontra infatti con le difficoltà quotidiane di raggiungere gli obiettivi e con la sensazione di dover rinunciare continuamente a qualcosa.

Per evitare che ciò accada è necessario capire a fondo che risparmiare non è una punizione ma un percorso graduale e sostenibile nel tempo: le spese superflue non vanno infatti eliminate tutte assieme ma poco alla volta. Bisogna poi monitorare i progressi che si fanno giorno per giorno, solo così infatti si tiene alta la motivazione e i risultati diventano più evidenti nel tempo.

Secondo un approfondimento pubblicato dalla nota rivista Psychology Today, uno dei motivi per i quali si fa fatica a risparmiare è che il cervello tende a privilegiare le gratificazioni immediate rispetto ai benefici futuri. Per superare questo ostacolo, la sfida dei 30 giorni sfrutta il principio della gratificazione ritardata, ovvero la capacità di rinunciare a un piacere immediato per ottenere maggiori vantaggi nel futuro. Evitando acquisti impulsivi nel presente, si migliorerà infatti il proprio equilibrio economico nel futuro.

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