Quanto contante si può prelevare senza essere segnalati? I limiti in banca

Nessuno può vietare di prelevare una qualsivoglia cifra in contanti dal proprio conto corrente. I limiti ci sono solo all'uso del contante

Pubblicato:

Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista con una solida carriera avviata nel 2002, ha iniziato il proprio percorso professionale specializzandosi in mercato immobiliare e mutui. Nel corso di molti anni di attività, ha ampliato il suo raggio d'azione approfondendo i temi del fisco, del diritto e della macroeconomia. Oggi analizza scenari complessi e dinamiche geopolitiche per le principali testate nazionali e portali finanziari.

In banca è possibile ritirare quanto denaro si vuole: non esiste, infatti, un limite massimo al prelievo di contanti dal proprio conto corrente. Scattano, però, le segnalazioni antiriciclaggio nel momento in cui si superano i 10.000 euro al mese. Per le imprese e i professionisti i controlli sono leggermente più stringenti: le segnalazioni scattano quando vengono effettuate operazioni giornaliere superiori a 1.000 euro o 5.000 euro al mese.

Quali sono i limiti di prelievo

A condizionare massimali e regole per i prelievi in banca non è una legge universale introdotta dall’alto dal legislatore, ma scaturisce da degli accordi contrattuali che intercorrono tra il singolo cliente e l’istituto bancario per garantire la sicurezza del conto corrente.

I prelievi dagli Atm (sportello automatico per il Bancomat)

Ogni singola carta di debito, di credito o prepagata ha dei massimali di prelievo specifici, che sono indicati all’interno del foglio informativo e prevedono:

Quando vengono superate queste soglie, la carta viene bloccata fino al giorno successivo o al mese successivo.

I prelievi in filiale (allo sportello con l’operatore)

Da un punto di vista tecnico, quando ci si presenta a uno sportello dove c’è un operatore non ci sono gli stessi limiti tecnici dell’Atm, ma sono previste delle regole organizzative.

Generalmente le filiali tengono poco contante per motivi di sicurezza. Quando devono essere effettuati dei prelievi che superano una determinata soglia – generalmente 2.000 o 5.000 euro – la banca richiede una prenotazione con almeno 48 ore di anticipo.

Quando vengono effettuati dei prelievi elevati, l’operatore potrebbe chiedere di compilare un modulo o fornire una breve giustificazione. Questo passaggio serve alla banca per assolvere agli obblighi della normativa antiriciclaggio, ossia il Dlgs n. 231/2007.

Le soglie del monitoraggio antiriciclaggio

Il monitoraggio antiriciclaggio non serve a vietare il prelievo dei soldi presenti sul conto corrente, ma serve a intercettare dei flussi di denaro, che, almeno potenzialmente, potrebbe avere degli utilizzi illeciti.

I controlli effettuati dall’Unità Informazione Finanziaria (Uif) e dall’Agenzia delle Entrate scattano al superamento di determinate soglie.

La soglia mensile dei 10.000 euro

In questo caso non siamo davanti ad un limite oltre al quale non è possibile prelevare, ma è un semplice obbligo a comunicare.

Gli istituti bancari, infatti, ogni mese devono inviare all’Unità Informazione Finanziaria un report su tutti i clienti che effettuano prelievi o versamenti di contante pari o superiori a 10.000 euro nel corso del mese.

Il sistema tiene conto anche delle piccole operazioni, come 20 prelievi da 500 euro effettuati in giorni diversi. Nel momento in cui il totale arriva a 10.000 euro, il nome del correntista entra nel database centrale e possono scattare gli accertamenti antiriciclaggio.

La segnalazione di operazione sospetta

Leggermente differente dalla comunicazione automatica è la segnalazione di operazione sospetta, che è discrezionale e, soprattutto, dipende dall’operatore di banca.

A farla scattare, generalmente, sono dei comportamenti che destano sospetto. Se il correntista preleva costantemente delle somme appena sotto la soglia (magari 9.500 euro) o se il prelievo non è coerente con il profilo del correntista, la banca può inviare una segnalazione seguendo gli indicatori di anomalia della Uid.

La segnalazione non è sinonimo di un reato, ma può far scattare dei controlli da parte della Guardia di Finanza.

Il questionario della banca

Quando un correntista sta gestendo somme importanti allo sportello, la banca gli sottopone un modulo di adeguata verifica, nel quale viene chiesto:

Dichiarare il falso in questi moduli costituisce reato penale ai sensi della normativa antiriciclaggio.

Le particolarità per le imprese e i professionisti

La gestione dei prelievi di contante da parte delle imprese e dei professionisti non è solo una questione di sicurezza, ma è connessa anche ai potenziali accertamenti fiscali che potrebbe innescare.

Il principio su cui ruota il ragionamento è quello della tracciabilità dei costi: l’Agenzia delle Entrate vuole sapere con chiarezza dove finiscono i soldi che escono dalle casse aziendali.

La presunzione fiscale

Quando il titolare di un’azienda preleva dei contanti senza indicare chi sia il beneficiaro nelle scritture contabili, si presume che sia stato utilizzato per effettuare degli acquisti in nero. Questa è una presunzione legale a favore dell’Agenzia delle Entrate.

In questo caso i controlli scattano quando i prelievi superano i 1.000 euro al giorno o i 5.000 euro al mese.

Nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate contesta il prelievo, spetta all’imprenditore dimostrare che quei soldi sono stati utilizzati per scopi aziendali leciti o per fini personali già tassati.

La differenza tra imprese e professionisti

In questo contesto è necessario fare una netta distinzione tra gli imprenditori (nei quali rientrano anche le ditte individuali) e i liberi professionisti.

Per i primi la presunzione fiscale sopra citata si applica pienamente. Ogni prelievo deve avere una giustificazione documentale (come ad esempio la fattura d’acquisto pagata in contanti entro i limiti di legge).

Grazie alla sentenza n. 28/2014 della Corte Costituzionale, la presunzione sui prelievi non si applica più ai professionisti. Un avvocato o un architetto può prelevare senza che ciò diventi automaticamente compenso in nero. Restano, comunque vada, validi i controlli antiriciclaggio generali.

Il limite all’uso del contante

Quanto abbiamo visto fino a questo momento non deve essere confuso con il limite massimo all’uso del contante, ossia la soglia massima per il passaggio di denaro tra due soggetti privati senza un intermediario bancario. Dal 1° gennaio 2023, la soglia in Italia è fissata a 4.999,99 euro.

Superata la soglia dei 5.000 euro è obbligatorio utilizzare strumenti tracciabili come bonifici, carte di credito e carte di debito o assegni non trasferibili.

In altre parole è possibile prelevare o versare in banca anche 20.000 euro in un colpo solo, perché il rapporto è tra il correntista e la propria banca (non è un trasferimento tra soggetti diversi). Tuttavia, non si potranno usare quei 20.000 euro per comprare un’auto in contanti da un concessionario o da un privato.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963