Calendario scolastico 2026-2027, scuole aperte dal 31 agosto: quando si torna in classe

Pubblicate le date del calendario scolastico 2026-2027: quando iniziano le lezioni regione per regione e la novità dell’Emilia-Romagna

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Le Regioni e le Province Autonome hanno definito le date ufficiali del calendario scolastico 2026-2027. La campanella tornerà a suonare tra il 7 e il 16 settembre, con differenze territoriali che anche quest’anno caratterizzeranno l’avvio delle lezioni in Italia. Accanto alle date di apertura delle scuole, una delle novità più discusse riguarda l’Emilia-Romagna, dove dal 31 agosto partirà una sperimentazione destinata alle scuole primarie. Non si tratterà però di lezioni anticipate rispetto al calendario tradizionale, ma di attività educative ed extrascolastiche organizzate dai Comuni con il sostegno economico della Regione.

Quando inizia la scuola nel 2026 regione per regione

Il calendario scolastico 2026-2027 prevede partenze differenziate a seconda delle decisioni prese dalle singole amministrazioni regionali. Le prime scuole a riaprire saranno quelle della Provincia Autonoma di Bolzano, dove le lezioni inizieranno lunedì 7 settembre 2026. Giovedì 10 settembre sarà invece il turno della Provincia Autonoma di Trento e della Valle d’Aosta. La maggior parte delle Regioni aprirà le scuole tra il 14 e il 16 settembre. Lunedì 14 settembre inizieranno le lezioni in Basilicata, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Umbria.

Martedì 15 settembre toccherà invece a Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana. Le ultime Regioni a tornare in classe saranno Abruzzo e Veneto, dove l’avvio dell’anno scolastico è fissato per mercoledì 16 settembre 2026.

Le festività nazionali comuni a tutte le scuole

Nonostante le differenze regionali sull’inizio delle lezioni, restano identiche in tutta Italia le festività nazionali durante le quali le scuole resteranno chiuse. Il calendario prevede la sospensione delle attività didattiche il 1° novembre 2026 per Ognissanti, l’8 dicembre per l’Immacolata Concezione e il 25 e 26 dicembre per Natale e Santo Stefano.

Le scuole saranno inoltre chiuse il 1° gennaio 2027 per Capodanno e il 6 gennaio per l’Epifania. Nel 2027 la pausa pasquale cadrà tra il 28 e il 29 marzo, mentre le altre festività nazionali saranno il 25 aprile per la Festa della Liberazione, il 1° maggio per la Festa del Lavoro e il 2 giugno per la Festa della Repubblica. A queste date si aggiungeranno poi eventuali ponti e sospensioni deliberate autonomamente dalle singole Regioni.

La novità dell’Emilia-Romagna: scuole aperte dal 31 agosto

La regione Emilia-Romagna guidata dal presidente Michele de Pascale ha infatti approvato un progetto sperimentale che consentirà l’apertura delle scuole primarie già dal 31 agosto. Non si tratterà però dell’inizio ufficiale delle lezioni tradizionali, che resterà fissato al 15 settembre, ma di un sistema di attività educative, sportive, musicali e culturali pensate per supportare le famiglie nelle settimane finali dell’estate.

La Regione ha stanziato 3 milioni di euro per avviare il progetto, che coinvolgerà inizialmente 42 Comuni e Unioni di Comuni appartenenti alle aree Atuss, le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile. Le attività saranno organizzate direttamente dalle amministrazioni locali, che potranno scegliere in autonomia sedi, modalità operative e tipologia dei servizi offerti.

Secondo quanto spiegato dalla Regione Emilia-Romagna, i bambini potranno partecipare a laboratori creativi, attività sportive, musica, giochi, iniziative culturali e momenti di supporto educativo all’interno degli edifici scolastici.  Le attività saranno gestite con personale extrascolastico ed educatori, seguendo un modello simile a quello dei servizi di pre e post scuola già presenti in molti Comuni.

Il presidente Michele de Pascale ha spiegato che il progetto nasce da un confronto con i territori e dalle richieste avanzate negli ultimi anni da molte famiglie, interessate ad anticipare il ritorno a scuola rispetto alla tradizionale data del 15 settembre. Ogni amministrazione potrà quindi scegliere se concentrare le attività in alcuni plessi oppure distribuirle su più scuole del territorio.

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