Cause e conseguenze del Global Warming

Scopri i motivi del riscaldamento globale, le sue conseguenze e cosa bisogna fare per ridurlo

Pubblicato: 21 Maggio 2021 17:26Aggiornato: 8 maggio 2024 16:42

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Redazione

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Al giorno d’oggi si sente parlare spesso di riscaldamento globale o global warming, un fenomeno preoccupante sul quale gli scienziati di tutto il mondo hanno lanciato da tempo un allarme molto serio. Questo processo è dovuto soprattutto all’attività umana, in particolare all’utilizzo dei combustibili fossili come fonte energetica principale nel nostro sistema economico attuale, i quali provocano un effetto diretto sull’atmosfera terrestre di tipo climalterante.

Per questo motivo è indispensabile supportare le fonti green, allo scopo di evitare che il global warming si trasformi in realtà, provocando una trasformazione irreparabile del clima della Terra e una serie di situazioni di altissimo rischio per la sopravvivenza della nostra società. Ad ogni modo, il primo passo è acquisire maggiore consapevolezza, conoscendo bene quali sono cause e conseguenze del riscaldamento globale.

Riscaldamento globale: cos’è

Il riscaldamento globale è un fenomeno con il quale si indica l’innalzamento della temperatura terrestre, un processo rilevato su scala globale monitorando i dati storici nel corso degli ultimi due secoli. Ovviamente non è soltanto l’attività umana a interferire sul clima, infatti il pianeta è da sempre caratterizzato da cicli climatici. Tuttavia, queste trasformazioni avvengono in modo naturale nel corso di migliaia di anni, un processo lento e graduale che l’impatto dell’uomo ha accelerato in una maniera mai vista prima d’ora.

Secondo la NASA, il riscaldamento globale è un tipo di riscaldamento del sistema climatico terrestre basato sul lungo periodo, il quale è osservato dagli scienziati a partire dalla seconda metà del XIX secolo, ovvero dal periodo pre-industriale (1850-1900). Gli esperti misurano il global warming considerando l’aumento medio della temperatura rilevato sulla superficie terrestre.

In base ai dati della NASA, dalla fase pre-industriale ad oggi l’incremento della temperatura media sulla Terra è stato di oltre 1 grado Celsius, equivalente a 1,8 gradi Fahrenheit. Questa crescita però sta accelerando, infatti se dal 1880 al 1980 l’aumento è stato di circa 0,5 gradi Celsius, negli ultimi 40 anni la temperatura media mondiale è salita di circa 0,7 gradi Celsius. La media storica indica un incremento di 0,2 gradi Celsius ogni 10 anni, con una forte spinta al riscaldamento globale a partire dagli anni ’50 ad oggi.

La differenza tra riscaldamento globale e cambiamenti climatici

Quando si parla di queste tematiche non bisogna fare confusione tra due termini profondamente diversi, riscaldamento globale e cambiamenti climatici. Il primo, come abbiamo visto, è il processo di innalzamento della temperatura media, un fenomeno che viene studiato con orizzonti temporali di lungo periodo. I cambiamenti climatici, invece, sono delle trasformazioni che avvengono sempre nel corso dei decenni, tuttavia riguardano i modelli meteorologici globali.

Nel dettaglio, possiamo dire che il cambiamento climatico include al suo interno una serie di fenomeni tra cui anche il riscaldamento globale, quindi il primo è un sistema più generale di osservazione, il secondo è più specifico e incentrato appena sull’andamento della temperatura. Il clima, infatti, è un congiunto di modelli su scala globale, con diversi aspetti che possono modificarsi nel corso del tempo, come la temperatura, l’umidità e le precipitazioni, i cui effetti più visibili oggi sono l’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai.

Riscaldamento globale: le cause principali

Come abbiamo visto, il riscaldamento è un aspetto specifico dei cambiamenti climatici, con il quale possiamo indicare il surriscaldamento del clima terrestre nel corso degli ultimi due secoli. Le cause di questo fenomeno sono innumerevoli, ad ogni modo quella principale è l’utilizzo dei combustibili di origine fossili, come il carbone, il petrolio e il gas naturale. Queste materie prime, infatti, rilasciano con la combustione delle sostanze climalteranti, ovvero in grado di influire sul clima della Terra.

Per questo motivo il processo è anche conosciuto come effetto serra, poiché i gas liberati nell’atmosfera rimangono imprigionati nello strato più basso, impedendo al calore di uscire e forzando l’innalzamento della temperatura media globale. Non a caso tali sostanze sono conosciute come gas serra, tra cui quelli più pericolosi sono:

L’anidride carbonica è un gas presente naturalmente nell’atmosfera terrestre, in quanto viene rilasciato dalle eruzioni vulcaniche e dalla respirazione degli animali. L’impatto del progresso, però, a partire dalla rivoluzione industriale ha causato un incremento significativo delle emissioni di CO2, provocate soprattutto dalla combustione delle fonti fossili. La concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera è accelerata anche da altri processi legati all’attività umana, come la deforestazione e un utilizzo del suolo poco responsabile.

Il metano è un gas estremamente pericoloso e potenzialmente più nocivo rispetto alla CO2, in quanto le sue molecole sono più attive in confronto a quelle dell’anidride carbonica, anch’esso prodotto sia dall’azione dell’uomo sia da alcuni eventi naturali. La maggior parte del gas metano rilasciato nell’atmosfera proviene dagli animali negli allevamenti, come conseguenza della fermentazione del letame, ad ogni modo è generato anche dall’agricoltura e dalla decomposizione dei rifiuti.

L’ossido nitroso è causato dalle coltivazioni, dove questo gas è il risultato delle tecniche adoperate di lavorazione del suolo e l’utilizzo dei fertilizzanti nelle pratiche agricole, tuttavia può essere prodotto anche dai combustibili fossili e dalla bruciatura delle biomasse. I clorofluorocarburi, invece, sono strettamente legati al settore industriale, infatti questi gas serra sono dovuti a una serie di applicazioni come la produzione di schiume espanse, isolanti termici, solventi e liquidi refrigeranti.

Nel dettaglio, possiamo riassumere in questo modo le principali cause del riscaldamento globale:

Riscaldamento globale: le conseguenze più gravi

Attraverso il fenomeno del riscaldamento globale, l’innalzamento della temperatura media del pianeta è diventato innegabile, avendo un impatto significativo su diversi aspetti della Terra, inclusi il clima, la vegetazione, la fauna e, naturalmente, gli esseri umani. Questo fenomeno è responsabile di alterazioni climatiche che causano una serie di cambiamenti, come lo scioglimento dei ghiacci, un aumento dell’evaporazione delle risorse idriche e modifiche nei cicli di fioritura delle piante, oltre a una maggiore frequenza e intensità di ondate di calore e fenomeni meteorologici estremi.

Queste trasformazioni, a loro volta, generano una serie di conseguenze che possono contribuire ad accelerare il riscaldamento globale e intensificare i cambiamenti climatici, mettendo a rischio la vita umana e la sopravvivenza delle specie animali e vegetali. Ad esempio, lo scioglimento dei ghiacci contribuisce all’innalzamento del livello del mare, minacciando intere aree costiere densamente popolate e aumentando il rischio di inondazioni catastrofiche nei prossimi decenni.

L’aumento delle temperature medie favorisce gli eventi meteorologici estremi, che possono causare danni alle coltivazioni, alle risorse economiche e alle infrastrutture. L’acidificazione degli oceani danneggia gli ecosistemi marini, minacciando la vita ittica e riducendo la capacità degli oceani di assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera. Inoltre, l’aumento delle temperature contribuisce alla desertificazione del suolo e alla diminuzione della biodiversità, con conseguenze sociali devastanti oltre che ecologiche.

Riscaldamento globale: soluzioni e interventi possibili

Per contrastare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici è necessario un intervento congiunto su scala mondiale. Si tratta del motivo che ha spinto i Paesi a cercare una soluzione insieme, a cominciare dal Protocollo di Kyoto nel 1997 con la partecipazione di 180 Stati, con il quale è arrivato l’impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra. Un altro evento sono stati gli Accordi di Parigi nel 2015, attraverso i quali è stato previsto l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale entro i 2 gradi Celsius, mantenendolo possibilmente entro 1,5 gradi Celsius.

L’Accordo di Parigi è stato firmato dagli Stati membri dell’Unione Europea e da altri Paesi, per un totale di 190 Stati che hanno concordato sui target da seguire. Dopodiché ogni Paese ha messo a punto la sua strategia per la riduzione dell’aumento della temperatura terrestre, tramite la diminuzione delle emissioni inquinanti climalteranti da ottenere con la conversione energetica e il passaggio alle fonti rinnovabili e alla green economy.

Il riferimento per la strategia UE, ad esempio, è il Green Deal europeo, un piano di lungo termine con il quale l’obiettivo è trasformare il continente in una zona ad emissioni zero entro il 2050, ovvero senza nessun tipo di rilascio positivo di gas serra. Secondo il programma l’Europa dovrebbe diventare un continente carbon neutral, con un’impronta di carbonio perfettamente bilanciata per la massima sostenibilità ambientale. Per farlo sono previsti ingenti investimenti in diversi ambiti, come la mobilità elettrica, lo sviluppo delle fonti di energia pulita, una migliore gestione delle foreste e l’innovazione del settore industriale.

In che modo ognuno di noi può ridurre il riscaldamento globale

Ovviamente, per ottenere dei risultati tangibili in merito al riscaldamento globale è necessario un impegno coordinato a livello mondiale, tuttavia ognuno di noi può fare la sua parte e sostenere un modello socioeconomico più verde. Per tagliare le emissioni di gas serra è possibile effettuare tantissimi interventi, oppure adottare alcuni cambiamenti nel proprio stile di vita. Ecco quelli più importanti:

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