Fumare inquina e non soltanto per i mozziconi di sigaretta. Un altro rifiuto, ancora più difficile da smaltire e potenzialmente pericoloso, è quello delle sigarette elettroniche. Si tratta di dispositivi “elettronici”, composti da plastica, circuiti, liquidi chimici e batterie al litio. Vanno quindi smaltite seguendo le indicazioni per gli oggetti elettronici, ma molto spesso finiscono gettate nell’indifferenziata.
Un servizio scritto da diversi giornalisti europei ripercorre i territori membri e le loro scelte in merito alla gestione di questo nuovo tipo di rifiuto. Accanto all’interesse per la questione salute, cioè qual è l’effetto della sigaretta elettronica su giovani e giovanissimi che ne fanno uso, inizia a esserci anche molta attenzione sull’impronta ambientale delle e-cig monouso. Così alcuni Paesi le hanno vietate, altri invece cercano di gestire al meglio il riciclo e c’è chi invece chiede ai produttori di smaltirle correttamente. E poi c’è l’Italia, dove non esiste il divieto e continua a crescere l’allarme per i rifiuti Raee.
Indice
Francia e Belgio scelgono il divieto
Francia e Belgio hanno scelto la linea più dura. In Francia, per esempio, per legge dal 2025 è vietata la vendita, la distribuzione e anche la detenzione a fini commerciali delle sigarette elettroniche monouso. Resta il problema della raccolta dei dispositivi, anche se le e-cig sono inquadrate come rifiuti elettronici e quindi vanno conferite nei circuiti dei piccoli apparecchi elettronici e degli accumulatori.
Parte della gestione è anche la comunicazione con i consumatori. A questi viene ricordato di non gettare prodotti come le sigarette elettroniche nei rifiuti domestici e che possono lasciarli gratuitamente nei punti vendita di grandi dimensioni o nei centri autorizzati di raccolta, per incentivare lo smaltimento corretto. È prevista una sanzione fino a 100.000 euro per le persone fisiche e 300.000 euro per le aziende.
Anche il Belgio ha preso questa direzione. Dal 1° gennaio 2025 ha vietato le sigarette elettroniche usa e getta in tutti i punti vendita. Ma nel caso belga, come spiegano i giornalisti chiamati a produrre il contenuto pubblicato su Il Sole 24 Ore, si tratta di un più ampio pacchetto anti-tabacco che ha come obiettivo quello di creare una “generazione senza fumo”.
Irlanda per il riciclo corretto
In Irlanda si punta invece al corretto smaltimento. Nel Paese sono circa 30 milioni le sigarette elettroniche gettate, ma solo una piccola parte è smaltita correttamente.
Il Paese punta a risolvere lo smaltimento focalizzandosi sulle batterie agli ioni di litio contenute nei dispositivi. Il problema, come ha spiegato l’associazione del settore, è legato agli incendi che queste batterie possono generare nei camion compattatori e negli impianti di trattamento. Infatti tra il 2023 e il 2025 si stima che le sigarette elettroniche abbiano causato danni per oltre 56 milioni di euro e circa 1,7 milioni di euro di danni ai veicoli per la raccolta.
Spagna punta al divieto
In Spagna stanno mettendo a punto delle restrizioni sempre più severe sulle sigarette elettroniche usa e getta. Si va, anche in questo caso, verso il divieto dei dispositivi monouso.
L’esecutivo spagnolo parla delle sigarette elettroniche come di un problema di tipo ambientale, oltre che di salute. Internamente però c’è dibattito, con la Commissione spagnola dei mercati e della concorrenza che contesta alcuni aspetti della riforma e sostiene che il governo dovrebbe valutare alternative meno restrittive rispetto al divieto totale.
Lituania punta il dito contro i produttori
In Lituania invece la normativa va in una direzione diversa: per legge le sigarette elettroniche devono comunque essere raccolte tramite i circuiti ufficiali dei rifiuti elettronici e accumulatori, ma nel Paese vige la responsabilità estesa del produttore.
Le aziende devono quindi finanziare la raccolta e il riciclo dei dispositivi che hanno immesso sul mercato. Sono previste sanzioni per chi abbandona i rifiuti o li smaltisce in modo inappropriato e queste multe agiscono sia sui privati che sulle imprese, in base alla gravità del danno.
Cosa fa l’Italia?
E in Italia? Al momento non c’è un divieto per le sigarette usa e getta. Per quanto riguarda lo smaltimento delle sigarette elettroniche, dovrebbe avvenire con la stessa normativa sui rifiuti Raee.
In base a queste regole, i rivenditori come le tabaccherie e i negozi di svapo hanno l’obbligo di ritirare gratuitamente i dispositivi usati. In caso di rifiuto, scatta la sanzione amministrativa tra i 150 e i 400 euro.
Il problema principale in questo caso è il comportamento dei consumatori, che in molti casi non tentano neanche di consegnare le sigarette esauste ai punti di raccolta, ma le smaltiscono nell’indifferenziata o le abbandonano negli spazi pubblici causando dispersioni di plastica e batterie al litio.