Acquistare un’auto elettrica o ibrida è un investimento a lungo termine. E, come scriveva John Maynard Keynes, sul lungo termine saremo tutti in fin di vita. Chi ha appena iniziato a pagare le rate convinto di aver salutato per sempre le accise e di sbeffeggiare il caro-carburante rischia di non vedere realizzate le proprie previsioni finanziarie. Nel Regno Unito il conto sta arrivando sotto forma di una tassa sulla mobilità privata: un cerotto fiscale che lo Stato applica sui propri conti per medicare l’emorragia dell’Iva sulla benzina.
Con l’avvento e la rapida diffusione dei veicoli a zero emissioni, il gettito derivante dai carburanti fossili si sta inevitabilmente prosciugando. Nel Regno Unito, questa contraddizione ha spinto il governo a definire un provvedimento destinato a fare da apripista in Europa: dal 1° aprile 2028 entrerà in vigore la Electric Vehicle Excise Duty, un prelievo chilometrico strutturato sulle vetture elettrificate.
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Le tariffe e l’impatto economico previsto
La nuova imposta andrà ad affiancarsi alla tassa automobilistica ordinaria e colpirà in modo differenziato i veicoli a basse e zero emissioni. L’Office for Budget Responsibility (OBR) ha calcolato le quote di partenza per il 2028.
| Tipologia di veicolo | Tariffa per miglio | Tariffa per chilometro | Costo annuo medio per 8.000 miglia |
| Auto 100% elettriche e a idrogeno | 3 centesimi di sterlina | 1,86 centesimi di sterlina | 240 sterline (circa 20 sterline al mese) |
| Ibride plug-in | 1,5 centesimi di sterlina | 0,95 centesimi di sterlina | 120 sterline (circa dieci sterline al mese) |
I valori espressi verranno periodicamente rivalutati in base all’inflazione. Il corrispettivo dell’Agenzia delle Entrate britannico stima che la nuova tassa genererà per le casse britanniche ben 1,1 miliardi di sterline già nel primo anno di applicazione, il 2028, per poi salire a circa 1,865 miliardi entro il 2030.
Come avverrà il calcolo della percorrenza
Una delle questioni principali legate all’introduzione della tassa riguarda la privacy e le modalità di tracciamento dei veicoli. L’esecutivo britannico ha escluso categoricamente l’obbligo di installare scatole nere o sensori Gps a bordo.
La rendicontazione sarà interamente gestita dalla Driver and Vehicle Licensing Agency attraverso una procedura amministrativa scandita in tre fasi:
- al momento del rinnovo annuale della tassa di circolazione, il proprietario dovrò i chilometri correnti del contachilometri e fornirà una stima della percorrenza prevista per i dodici mesi successivi;
- l’importo calcolato sulla stima potrà essere saldato in un’unica soluzione oppure dilazionato tramite rateizzazioni mensili;
- se al termine dell’anno fiscale l’automobilista avrà percorso più strada del previsto, dovrà versare la differenza; in caso contrario, maturerà un credito.
Il paradosso della transizione ecologica
L’introduzione delle accise sui veicoli elettrici apre un evidente dilemma politico e di mercato. Da un lato, il governo britannico rivendica il principio di equità fiscale, ricordando che la manutenzione della rete viaria deve gravare su tutti gli utenti indipendentemente dalla propulsione. Dall’altro, gli analisti di settore evidenziano il rischio che l’innalzamento dei costi d’esercizio finisca per raffreddare la domanda di auto a batteria, rallentando la transizione ecologica.
L’esecutivo precisa tuttavia che, pur considerando la nuova imposta, il costo chilometrico fiscale per chi guida un’auto elettrica rimarrà pari a circa la metà rispetto a quello sostenuto dai proprietari di veicoli con motore a combustione interna.