Ue lancia OceanEye, droni e satelliti per sorvegliare i mari e prevedere il clima

Il nuovo sistema di monitoraggio digitale europeo unisce la tutela ecologica, l'economia blu, la difesa e la sicurezza marittima

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Occhi sull’oceano. La Commissione europea ha adottato “OceanEye” per ampliare lo sguardo sugli oceani. “Occhi” in un senso molto concreto, fatto di satelliti, droni e sensori sottomarini. L’obiettivo è raccogliere dati in tempo reale su clima e biodiversità, anche con lo scopo di salvaguardare l’economia blu. C’è poi chi, come il commissario per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius, annunciando la “nuova finestra sui nostri oceani” parla di protezione delle infrastrutture e mobilità militare.

L’iniziativa dopotutto prende avvio nell’ambito di Horizon Europe, che nel 2026 ha aperto per la prima volta anche al finanziamento delle tecnologie militari. In passato e per quarant’anni vigeva il principio di separazione tra ricerca civile e militare, ora però il decimo Programma quadro Horizon Europe (Pq10) va verso una ricerca dual use, cioè con applicazioni sia civili che militari. OceanEye è uno dei primi progetti con questo doppio principio, che mira a posizionare l’Ue come principale fornitore mondiale di intelligence oceanica.

OceanEye: cos’è il progetto europeo

OceanEye sono letteralmente “occhi sull’oceano”. Si tratta di uno dei risultati del Patto europeo per gli oceani, adottato nel giugno 2025. Dentro c’è la strategia europea per la promozione dell’economia blu e il sostegno del benessere delle persone che vivono nelle zone costiere.

La Commissione europea ha adottato l’iniziativa ufficialmente il 3 giugno 2026, con lo scopo dichiarato di diventare il principale fornitore mondiale di intelligence oceanica. Con l’aumento del monitoraggio degli oceani, l’Unione Europea contribuirà al 35% del sistema di osservazione oceanica entro il 2035 e dovrebbe garantire il 35% del mercato delle tecnologie di osservazione oceanica.

Il progetto parteciperà all’esplorazione delle acque, con l’oceano che copre il 70% della superficie terrestre e del quale conosciamo e abbiamo esplorato appena il 5%. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha presentato OceanEye come lo strumento che permetterà all’Europa di guidare:

la corsa alla comprensione del nostro oceano, alla sua protezione e allo sfruttamento sostenibile del suo potenziale. Si tratta di usare la scienza e il buon governo per comprendere il nostro oceano e garantire il nostro futuro.

Costas Kadis, commissario Ue per la Pesca e gli oceani, racconta l’importanza dell’osservazione oceanica.

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A un anno dal lancio dell’EuOceanPact, arriva così l’ambizioso OceanEye per:

Come funzionerà

Il progetto si basa su quattro pilastri, dalla governance al coinvolgimento della società per sviluppare competenze. Per colmare le lacune di conoscenza sugli oceani, per esempio, l’approccio europeo sarà quello di migliorare il coordinamento tra gli Stati membri, gli organismi di ricerca e l’industria.

Nel concreto significa un osservatorio digitale che integrerà i dati provenienti da “occhi” distribuiti sotto e sopra la superficie marina. Il progetto metterà in campo satelliti, sensori sottomarini, boe intelligenti e droni.

In questo modo l’osservazione degli oceani sarà più strategica e ridurrà le inefficienze, ma anche le duplicazioni nelle raccolte dei dati. Anche per questo l’iniziativa prevede la combinazione di servizi europei già esistenti come Copernicus Marine Service, Emodnet, Wise Marine e Wise Freshwater.

Tutte le competenze in un unico punto di raccolta dati che costruirà un “oceano gemello digitale” consultabile a seconda delle necessità di natura ecologica, economica, infrastrutturale e di difesa militare. Secondo le previsioni questo sistema dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2030, consentendo il monitoraggio in tempo reale e la modellizzazione preventiva per le politiche e l’industria.

Infine si guarda al sostegno dello sviluppo e della diffusione di nuove tecnologie, tra sensori e intelligenza artificiale. Per svilupparle l’Europa punta a partenariati pubblico-privati attraverso il miglioramento dei finanziamenti per start-up e incentivi alla ricerca.

Quanto costerà l’osservazione oceanica

Tutto questo progetto ha un costo che sarà sostenuto con i fondi di Horizon Europe. Si tratta del programma quadro europeo per la ricerca, il principale strumento dell’Ue per finanziare ricerca e innovazione. Attualmente è ancora in corso il programma 2021-2027 che ha un budget di oltre 95 miliardi di euro.

Si basa su tre pilastri: eccellenza scientifica, sfide globali e competitività industriale europea. A loro volta suddivisi in cluster come salute, cultura, sicurezza civile per la società, digitale, industria e spazio, clima, energia e mobilità, e alimentazione, bioeconomia, risorse naturali e ambiente.

Ricordiamo che dal 2028 il decimo programma apre anche alla ricerca militare, dall’intelligenza artificiale alla cybersicurezza.

Ed è in questo nuovo quadro che si inserisce anche l’iniziativa OceanEye, che avrà sia obiettivi civili che militari. La Commissione ha stimato di investire 92 milioni di euro suddivisi in:

Oltre a questo, la Commissione invita gli Stati membri, i partner e le organizzazioni private ad aderire all’alleanza internazionale aumentando il sostegno all’iniziativa per gli oceani, garantendo finanziamenti per il miglioramento dell’osservazione a lungo termine.

Ekaterina Zaharieva, commissaria per le Start-up, la ricerca e l’innovazione, invita:

tutti i partner a scegliere l’Europa per sviluppare insieme un sistema globale più resiliente, un bene comune a beneficio di tutti.

È quindi richiesto di partecipare con navi di osservazione, sensori, droni e cavi sottomarini, ma anche investendo in infrastrutture di osservazione o con l’assegnazione di capacità umane a un sistema più ampio di osservazione degli oceani.

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