Le navi da crociera inquinano e consumano molto, ma anche in questo settore si sta inserendo la sostenibilità. Alcuni attori puntano ad abbassare i consumi e le emissioni e per farlo si parte dai carburanti. Il problema dell’alimentazione dei motori delle navi da crociera è percepibile anche solo attraverso l’osservazione della mole che queste navi occupano in mare e i viaggi più o meno lunghi che possono svolgere.
La maggior parte delle imbarcazioni utilizza prodotti derivati dal petrolio, come l’olio combustibile pesante o il gasolio marino. Ma qualcosa sta cambiando. Un esempio di questo cambiamento è l’annuncio del 12 maggio di Eni e MSC Cruises che hanno completato la fase sperimentale relativa all’utilizzo di diesel rinnovabile ottenuto da scarti come oli vegetali esausti e grassi animali.
Indice
Eni e MSC per il diesel HVO
La nave da crociera MSC Opera è stata alimentata per circa 2000 ore con HVO puro. Non è stata fatta alcuna modifica al motore e sono state rilevate prestazioni positive, anche dal punto di vista delle emissioni.
Questo l’annuncio di Eni, che insieme a MSC Cruises ha condotto un test congiunto sul diesel HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) di Enilive pensato per l’alimentazione dei motori delle navi da crociera.
La conclusione dell’esperimento è la conferma di fattibilità tecnica dell’impiego del biocarburante in forma pura nel settore marittimo.
Decarbonizzazione e riduzione delle emissioni
Stefano Ballista, amministratore delegato di Enilive, ha commentato i risultati del test con soddisfazione, perché confermano che il biocarburante diesel HVO può contribuire alla decarbonizzazione del trasporto marittimo e l’utilizzo è possibile da subito.
Spiega:
L’HVO può essere utilizzato in forma pura nei motori marini validati per il suo impiego, consentendo la riduzione delle emissioni climalteranti calcolate lungo l’intera filiera compresa tra il 65% e il 90% rispetto ai tradizionali combustibili fossili.
Questo combustibile viene prodotto nelle bioraffinerie di Venezia e Gela, quindi è un prodotto completamente italiano, a partire da materie di scarto come oli alimentari esausti, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare.
Si tratta di un prodotto subito disponibile nei porti di Genova, Ravenna e Venezia. Si pensa quindi che contribuirà in maniera efficace alla decarbonizzazione del trasporto marittimo e permetterà al settore di rispettare gli obblighi previsti dal regolamento FuelEU Maritime e alla riduzione dei costi legati alle emissioni.
I risultati del test
Sorprendenti sono i risultati del test condotto con la nave da crociera. Grazie a questo è stato possibile dimostrare che l’HVO rappresenta una soluzione immediatamente applicabile anche ai motori marini e senza dover fare modifiche o aggiornamenti tecnologici ai motori.
Infatti, i risultati hanno garantito prestazioni in linea con i combustibili fossili marini ed una serie di dati positivi dal punto di vista delle emissioni.
Si registrano infatti:
- riduzioni delle emissioni di NOx (-16%) e di particolato;
- riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) pari a circa l’80% in meno rispetto al carburante tradizionale.
Quest’ultimo dato in particolare è stato il risultato dell’utilizzo nel processo di produzione dell’HVO di materie prime al 100% di origine biogenica.
Anche da MSC Cruises, attraverso lo Chief Energy Transition Officer Michele Francioni, arriva il commento soddisfatto. Il test ha confermato la fattibilità tecnica dell‘utilizzo al 100% di HVO sulle navi da crociera.
Per un brand come MSC, impegnata nella decarbonizzazione, l’HVO potrà svolgere un ruolo molto importante e insieme ad altri combustibili immediatamente disponibili come LNG e bio-LNG c’è l’opportunità concreta di accelerare la transizione verso i combustibili rinnovabili.
L’obiettivo di MSC Cruises, lo ricordiamo, è di raggiungere emissioni nette di gas a effetto serra pari a zero entro il 2050.