A tenere un occhio sulle politiche ambientali erano rimaste solo in tre: Europa, Regno Unito e Canada. Si usa il passato perché stanno tutte quante facendo marcia indietro sul Green Deal.
Sotto la pressione della crisi economica, i Governi allargano le maglie dei vincoli ambientali su emissioni, auto e caldaie. La promessa implicita è di dare respiro all’economia e far risparmiare i cittadini.
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Perché tagliare le tasse sulle emissioni Ets non farà abbassare la bolletta
Sul fronte industriale, la Commissione Europea ha ufficializzato la revisione del sistema di scambio delle quote di emissione. La disciplina precedente prevedeva un’eliminazione rapida dei permessi gratuiti d’inquinamento per spingere le fabbriche a convertirsi alle fonti pulite. Si è deciso di prorogare gli scudi gratuiti fino al quinquennio che va dal 2038 al 2040.
Quest’operazione rappresenta un vero e proprio salvagente per l’industria dell’acciaio, della chimica e della ceramica, dove i costi della CO₂ arrivano a pesare per oltre il 30% dei costi produttivi, sventando il rischio di chiusure o delocalizzazioni.
Per le tasche delle famiglie, tuttavia, la musica non cambierà. L’incidenza diretta della CO₂ sulla bolletta di casa è infatti marginale, pari a circa il 3%. Il vero macigno che determina il costo dell’energia in Italia resta per l’89% del tempo il prezzo all’ingrosso del gas naturale. Nonostante dei passi siano stati fatti sul fronte dell’energia rinnovabile, il Belpaese resta ancora un importatore netto di combustibile per l’elettricità.
Se c’è ancora una flebile speranza che l’allentamento sugli Ets eviti il sovrapprezzo sul prodotto finale, per l’utenza domestica non ci sarà alcun taglio tangibile in fattura.
Stop motore a combustione rinviato
Nel comparto automotive il dogma del 100% elettrico è stato ammorbidito. La normativa originaria fissava il divieto assoluto di vendita per i motori a combustione interna, ibridi e plug-in compresi, a partire dal 2035. Il nuovo testo sostituisce il blocco totale con un target di riduzione delle emissioni ridotto al 90%. Il margine del 10% consente la commercializzazione e la circolazione continuativa di auto ibride plug-in, modelli con range extender e veicoli alimentati da carburanti sintetici e biocarburanti.
La deroga evita alla classe media l’obbligo di una conversione forzata alla mobilità elettrica, con un risparmio per i consumatori di almeno 10.000 euro a vettura. Tuttavia, la scelta di allungare la vita utile dei motori termici perpetua la dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati, traducendosi in un aggravio complessivo stimato in oltre 5,8 miliardi di euro all’anno sui bilanci familiari e delle piccole imprese, tra peso delle accise e fluttuazioni delle materie prime.
Efficientamento energetico al palo
Il freno tirato sulla direttiva Case Green modifica radicalmente la tabella di marcia del patrimonio immobiliare. Il testo iniziale imponeva il raggiungimento obbligatorio di classi energetiche minime (classe E entro il 2030 e classe D entro il 2033 per tutti gli edifici residenziali). Le modifiche recenti hanno rimosso gli obblighi diretti a carico dei singoli proprietari, lasciando maggiore flessibilità ai Piani nazionali.
Il mancato adeguamento strutturale delle abitazioni condanna gran parte della popolazione a risiedere in immobili dal profilo energetico altamente inefficiente. Un appartamento in classe energetica G registra in media una spesa per il riscaldamento superiore tra il 150% e il 200% rispetto a un’abitazione riqualificata in classe A. Le risorse non destinate all’efficientamento dell’immobile continueranno così a essere dissipate, anno dopo anno, per coprire i costi dei consumi termici.
Il conto finale che nessuno vuole saldare
Se la retromarcia normativa scongiura uscite finanziarie immediate e insostenibili, il sollievo per i bilanci delle famiglie, delle industrie e anche delle singole Nazioni rischia di essere un palliativo di breve termine. Gli effetti di estati sempre più calde e di eventi estremi ormai normalizzati saranno comunque scaricati su fasce di popolazione che non avranno un reddito sufficiente per mettersi al sicuro.