Casa fatta con 8mila bottiglie di vetro riciclate: il progetto nato in Brasile

Casa de Sal, sull’isola di Itamaracá in Brasile, è stata costruita con oltre 8mila bottiglie di vetro riciclate raccolte sulle spiagge

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

In Brasile una madre e una figlia hanno trasformato migliaia di bottiglie di vetro abbandonate sulle spiagge in una casa vera e propria. Il progetto si chiama Casa de Sal e si trova sull’isola di Itamaracá, nello Stato di Pernambuco. L’abitazione è stata realizzata da Edna Dantas, 55 anni, educatrice socio-ambientale, e dalla figlia Maria Gabrielly Dantas, 27 anni, designer specializzata in moda sostenibile. La casa è composta da sette stanze ed è stata costruita usando più di 8mila bottiglie di vetro riciclate. Non si tratta di un’installazione turistica, ma di un’abitazione vissuta. L’obiettivo delle due donne era utilizzare materiali scartati e dimostrare che i rifiuti possono diventare una risorsa anche nel settore dell’edilizia.

Come è nata Casa de Sal

L’idea è nata durante la pandemia di Covid-19, dopo le stagioni turistiche che lasciavano sulle spiagge grandi quantità di bottiglie e altri rifiuti. Invece di attendere interventi di pulizia, madre e figlia hanno iniziato a raccogliere sistematicamente i materiali abbandonati lungo la costa. Le bottiglie sono state poi lavate, selezionate e utilizzate per formare le pareti della casa.

La costruzione è partita con pochi mezzi e molto lavoro manuale. Le prime fondazioni e i primi disegni sono stati realizzati direttamente dalle due donne, che hanno poi portato avanti il progetto per quasi due anni.

Casa con bottiglie di vetro riciclate, dai rifiuti alle pareti

Le bottiglie di vetro sono diventate l’elemento principale dell’abitazione. La struttura è stata completata anche con palette riciclate e altri materiali recuperati. Tra questi ci sono anche tegole ottenute da tubi di dentifricio, secondo una logica di riuso che attraversa tutta la costruzione.

Edna Dantas ha spiegato che una bottiglia, se non si rompe, può restare intatta per anni. Per questo, secondo lei, ignorare il problema dei rifiuti non lo fa scomparire. Casa de Sal nasce proprio da questa consapevolezza: trasformare un materiale difficile da smaltire in una parte utile e stabile dell’abitazione.

Casa de Sal non è solo una casa sostenibile. Per Edna e Maria Gabrielly è anche un laboratorio e un manifesto. La storia personale di Edna, cresciuta nell’Agreste brasiliano e legata a culture quilombola e indigene, ha avuto un ruolo centrale. Da bambina aveva imparato a riutilizzare gli oggetti per necessità. In questo progetto ha applicato quella stessa logica a un’intera abitazione.

La figlia Maria Gabrielly ha affiancato questo approccio con la propria esperienza nella moda sostenibile. Il risultato è una casa che unisce funzione, estetica e attenzione all’ambiente. La luce che attraversa le bottiglie crea riflessi colorati negli ambienti interni. Ogni parete mostra visivamente la quantità di rifiuti sottratti alle spiagge.

Il tema delle disuguaglianze abitative

La costruzione della Casa de Sal richiama anche un tema economico e sociale più ampio: l’accesso alla casa in Brasile. Il progetto nasce infatti in un contesto in cui molte famiglie vivono condizioni abitative precarie e devono fare i conti con costi elevati, mancanza di risorse e difficoltà nell’accesso a soluzioni stabili.

All’inizio, Edna e la figlia hanno vissuto in uno spazio di circa 20 metri quadrati, usato insieme come camera e laboratorio di cucito. La casa non disponeva ancora di una sala da bagno tradizionale e la vita quotidiana era organizzata con mezzi essenziali.

Con il tempo, stanza dopo stanza, la struttura è diventata una vera abitazione. La vicenda mostra come il riuso dei materiali possa diventare una risposta concreta, anche se artigianale, a problemi ambientali e abitativi.

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