Rottamazione quinquies, Comuni e Regioni aderenti: dove si possono cancellare sanzioni e interessi

Sono quasi 1.500 gli enti aderenti alla rottamazione quinquies fra Regioni, Province e Comuni. Il primo posto se l'aggiudica la Sicilia

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Pubblicati i dati sull’adesione alla rottamazione quinquies per chi ha vecchi debiti relativi a Imu, Tari, Tasi, multe e bollo auto. La possibilità di accedere alla definizione agevolata dipende infatti dalla volontà della Regione o del Comune di residenza di aderire alla misura.

L’elenco degli enti che hanno adottato la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per aiutare i contribuenti a capire se i propri debiti possono rientrare nella sanatoria. Sono circa 1.500 gli enti che hanno aderito alla rottamazione quinquies per le proprie entrate. Tra questi figurano 1.461 Comuni, oltre a Regioni, Province, Città metropolitane, Province autonome e Unioni di Comuni.

Rottamazione quinquies, quando si può fare domanda

La prima data da segnare sul calendario è il 16 ottobre 2026: da quel giorno i contribuenti potranno presentare la domanda di definizione agevolata per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti che hanno comunicato l’applicazione della rottamazione quinquies.

Il termine per presentare la domanda è fissato al 15 dicembre 2026. Le modalità telematiche saranno pubblicate sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 15 ottobre 2026. Ed entro la stessa data saranno disponibili nell’area riservata anche i dati necessari per individuare i carichi che possono essere definiti.

Quali Comuni e Regioni hanno aderito alla rottamazione

Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato una tabella con la denominazione degli enti che hanno comunicato l’adesione.

Nell’elenco sono indicati anche eventuali soggetti terzi che, per conto degli enti, hanno affidato ad Agenzia delle Entrate-Riscossione carichi che possono rientrare nella definizione agevolata.

Attenzione: nell’elenco può capitare di vedere una sorta di “doppia adesione”, vale a dire l’adesione di una Regione (per esempio il Lazio) e poi l’adesione di singoli Comuni (per esempio Genzano di Roma). La spiegazione è semplice: una Regione può avere scelto di aderire alla rottamazione per le proprie entrate, mentre i Comuni possono avare scelto l’adesione ciascuno per le proprie entrate comunali.

Le Regioni che hanno aderito alla rottamazione quinquies sono:

Poi ci sono i singoli Comuni aderenti, come detto. Tra i grandi Comuni figurano Roma, Napoli e Bari. Sono inoltre presenti alcune città metropolitane, tra cui Venezia, Torino e Genova. Secondo i dati riportati nelle informazioni disponibili, il 68% del totale degli enti aderenti si trova nel Sud o nelle Isole.

Rottamazione quinquies, la classifica delle Regioni

Qui sotto la classifica delle Regioni per numero di Comuni aderenti:

  1. Sicilia 261
  2. Campania 187
  3. Calabria 176
  4. Puglia 140
  5. Lazio 139
  6. Sardegna 113
  7. Lombardia 56
  8. Basilicata 46
  9. Marche 46
  10. Emilia-Romagna 45
  11. Abruzzo 43
  12. Veneto 40
  13. Toscana 40
  14. Umbria 39
  15. Piemonte 33
  16. Molise 28
  17. Liguria 19
  18. Friuli-Venezia Giulia 10
  19. Trentino-Alto Adige (Bolzano 1 / Trento 0);
  20. Valle d’Aosta 0.

Per quanto riguarda le percentuali di adesione (cioè il numero di Comuni aderenti sul totale dei Comuni di una Regione) il podio è questo:

Cosa fare per capire se è possibile aderire

La percentuale di adesione dei Comuni non dice quanti debiti saranno effettivamente interessati dalla rottamazione: un Comune può infatti aderire alla misura ma avere un numero limitato di carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. Un altro Comune, invece, può avere molti più carichi.

E ci sono anche casi in cui l’adesione regionale riguarda soltanto determinate entrate. Per esempio: Puglia e Umbria risultano aderenti a livello regionale soltanto per il bollo auto.

Prima di decidere di aderire bisogna verificare:

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