La rottamazione delle cartelle esattoriali continua ad essere al centro dell’attenzione del Governo. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, sta tirando le somme relativamente all’adesione alla rottamazione quinquies, il cui termine per la presentazione delle domande è scaduto il 30 aprile. “Stiamo facendo i conti”, ha spiegato.
Intanto si apre l’ipotesi della riapertura della rottamazione quater ai decaduti e dell’allargamento della rottamazione quinquies a tributi locali e casse previdenziali. Per una effettiva modifica al decreto fiscale il primo step è la verifica delle adesioni, poi si procederà a cercare le eventuali coperture.
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Accelerazione sul decreto fiscale
Il decreto fiscale n. 38/2026 è all’esame del Parlamento e l’obiettivo di Governo e maggioranza è quello di chiuderlo al più presto. Il tempo stringe: la deadline per l’approvazione finale è fissata al 26 maggio.
È la Lega a puntare nuovamente sulla estensione di rottamazione quater e la quinquies. Nello specifico, il Carroccio insiste sulla riapertura della quater per chi ha saltato le rate di novembre e febbraio, divenendo quindi decaduto. E si chiede inoltre l’estensione della quinquies agli accertati e alle cartelle dei Comuni e dalle Casse di previdenza.
Tra le proposte ce n’è anche una che riguarda la maggiore flessibilità per il pagamento delle rate.
Sono oltre 400 gli emendamenti al vaglio della Commissione Finanze di Palazzo Madama. Erano 540 prima della scrematura.
Il Governo starebbe puntando a evitare che le rottamazioni vengano viste come proroghe permanenti. Per questo si starebbero valutando interventi circoscritti e mirati a specifiche categorie di contribuenti.
Per quanto riguarda il coinvolgimento dei Comuni, la strada scelta è quella di valutare una soluzione che lasci agli enti la possibilità di scegliere in autonomia se aderire o meno alla rottamazione quinquies. Il rischio è quello di creare disparità fra i vari territori, con città favorevoli alla rottamazione ed altre contrarie. Gli enti dovrebbero comunicare la propria adesione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro termini che verrebbero definiti dal decreto attuativo.
Più tolleranza sulle rate
Nella rottamazione quinquies non sono stati previsti i cinque giorni di tolleranza, che spesso con festività, sabati e domeniche di mezzo diventano molti di più. L’ipotesi è quella di estendere la tolleranza anche a questa forma di definizione agevolata delle cartelle esattoriali, così come è stato previsto per la quater.
Si punta, cioè, a dilatare i tempi dei pagamenti per cercare di allargare la platea dei beneficiari.
La rottamazione quinquies, ovvero la legge n. 199/2025, consente di regolarizzare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, pagando unicamente la quota capitale e le spese di notifica. Cancellati, invece, interessi di mora, sanzioni e maggiorazioni. Dal momento della domanda vengono sospese alcune procedure esecutive come pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche.
Il nodo delle coperture
Calcolatrice alla mano, al ministero dell’Economia si ragiona di simulazioni per capire l’eventuale impatto di ciascuna modifica all’impianto della rottamazione agevolata delle cartelle.
Contrari, come sempre, i rappresentanti delle opposizioni che considerano le rottamazioni per lo più un incentivo all’evasione e un premio per chi ha deliberatamente scelto di evadere. La partita politica rimane aperta.