Ravvedimento operoso o accertamento con adesione, quale conviene nei contenziosi col Fisco

L'accertamento con adesione e il ravvedimento operoso sono due differenti scelte per risolvere i contenziosi con il Fisco, ma quale conviene?

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Trenta giorni di tempo per prendere una decisione dal momento in cui arriva lo schema di atto da parte dell’Agenzia delle Entrate. Una volta ricevuta la documentazione da parte degli uffici giudiziari, il contribuente può decidere di presentare istanza di accertamento con adesione o procedere con il ravvedimento operoso. Due opzioni distinte, ma fare la scelta sbagliata può costare caro da un punto di vista economico, per le sanzioni aggiuntive che ci si ritrova a dover versare.

A partire dal 1° settembre 2024. il Dlgs 87/2024 ha modificato drasticamente le regole in materia, facendo diventare questa data un vero e proprio spartiacque tra le violazioni che sono state commesse prima e dopo.

Quando conviene aderire al ravvedimento operoso

Sanare la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso è conveniente nel momento in cui l’errore commesso è puramente formale o matematico – dovuto, magari, a un omesso versamento – e la priorità è quella di abbattere drasticamente le sanzioni prima che il Fisco interventa.

Il ravvedimento operoso è, infatti, lo strumento più economico in assoluto nel caso in cui si riesca ad agire tempestivamente: l’accertamento con adesione riduce le sanzioni a un terzo del minimo, il ravvedimento permette di ottenere degli sconti molto più convenienti:

Il fattore degli interessi

Uno dei fattori da tenere a mente riguardo al ravvedimento operoso riguarda gli interessi legali, che per il 2025 erano fissati al 2%, mentre per il 2026 sono scesi all’1,6%.

Quando scatta la fase dell’accertamento, gli interessi possono essere calcolati con criteri diversi e risultare leggermente più onerosi nel corso del tempo.

La novità del cumulo giuridico

Il ravvedimento operoso, a partire dal 2024, è diventato più conveniente per chi dovesse aver commesso delle violazioni multiple: lo stesso errore commesso in più anni.

Il contribuente ha la possibilità di applicare il cumulo giuridico anche nel ravvedimento operoso, andando a pagare una sola sanzione aumentata, invece della somma delle singole sanzioni. In precedenza questo vantaggio era un appannaggio quasi esclusivo dell’accertamento.

Quando conviene l’accertamento con adesione

Noto anche come concordato, l’accertamento con adesione conviene quando il debito fiscale non è un semplice errore di calcolo, ma è scaturito da una valutazione soggettiva dell’Agenzia delle Entrate. E come tale può essere messa in discussione.

In questo caso il vantaggio principale non è costituito dallo sconto sulle sanzioni che si può ottenere, ma dalla possibilità di ridurre la base imponibile.

Uno degli esempi classici in questo senso è il seguente: l’Agenzia delle Entrate contesta un reddito maggiore rispetto a quello dichiarato basandosi su degli studi di settore o dei parametri induttivi.

In sede di adesione il contribuente ha la facoltà di presentare delle prove – che possono essere dei costi non considerati o delle situazioni eccezionali – per dimostrare che il suo reddito reale è inferiore.

Se il contribuente riesce a dimostrare le proprie ragioni, potrà pagare le tasse su una cifra più bassa. Con il ravvedimento operoso, invece, è necessario pagare il 100% di quanto stimato dal Fisco.

Riduzione delle sanzioni e benefici penali

Benché il ravvedimento operoso abbia delle sanzioni percentualmente più basse, l’adesione permette di avere delle certezze legali importanti:

Rateizzazione più flessibile

Il ravvedimento operoso prevede il pagamento immediato per evitare la decadenza dei benefici, l’accertamento con adesione permette di accedere ad una dilazione più strutturata:

Quando conviene rinunciare al ricorso

L’accertamento con adesione è un’alternativa al contenzioso tributario. Conviene aderirvi se:

Una breve sintesi per fare una scelta

Nella tabella riportiamo uno schema delle due possibilità per raffrontare le due opzioni.

Caratteristica Ravvedimento operoso Accertamento con adesione
Tempistiche Prima dell’atto formale Dopo l’avvio del controllo
Sanzioni Molto basse (da 1/10 a 1/6) Ridotte a 1/3 del minimo
Imposta Si paga il 100% dell’errore Si può trattare l’importo

Alcuni consigli per non fare errori

Quando si deve gestire un confronto con l’Agenzia delle Entrate è necessario avere una strategia chiara, in modo da muoversi con consapevolezza tra le due opzioni.

Prima dell’invio dell’avviso vero e proprio, l’AdE invia spesso un schema d’atto: è importante non ignorarlo. Se si ha la possibilità di procedere con un ravvedimento operoso, la possibilità di risparmiare è maggiore rispetto all’adesione successiva. Nel caso in cui si dovesse aspettare l’avviso definitivo, le sanzioni passeranno dal ravvedimento all’adesione.

L’accertamento con adesione è una negoziazione tecnica. È opportuno farsi assistere da un professionista. Tutti i documenti e le dichiarazioni rilasciati durante il contraddittorio possono essere usati contro il contribuente in un eventuale futuro processo, anche se l’accordo non viene firmato.

È importante arrivare al primo appuntamento con il personale dell’Agenzia delle Entrate ben preparati. Si devono presentare delle memorie difensive scritte ben documentate. Le parole dette a voce hanno poco peso rispetto a prove tangibili come fatture, perizie o contratti.

Durante una verifica o un controllo, molti contribuenti forniscono documenti non richiesti sperando di essere collaborativi. Deve essere consegnato solo ciò che è strettamente pertinente alla richiesta. Fornire spiegazioni approssimative o documenti fuori contesto può aprire nuovi fronti di accertamento che non erano previsti inizialmente.

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