Patrimoniale e successioni, la proposta per tassare le grandi ricchezze oltre i 2 milioni

Dalle indicazioni Ue alla proposta di iniziativa popolare: ipotesi patrimoniale oltre i 2 milioni e revisione delle tasse di successione

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Tassare i grandi patrimoni dei ricchi: l’ipotesi torna al centro della discussione politica con una doppia spinta.

Da un lato c’è la Commissione europea e dall’altro lato c’è una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a introdurre un’imposta progressiva sulle ricchezze superiori ai 2 milioni di euro e a riformare la tassa di successione.

Ipotesi riforma delle tasse su patrimonio e successioni

Bruxelles ha evidenziato che il sistema fiscale italiano continua a poggiare in modo significativo sul lavoro. Dalle raccomandazioni si apre spazio per una diversa distribuzione del carico fiscale.

Secondo l’Ue, “l’Italia trarrebbe vantaggio da un sistema fiscale più equo e più favorevole alla crescita, oltre che da ulteriori sforzi per ridurre l’evasione fiscale. Vi è margine per spostare parte del carico fiscale relativamente elevato che grava sul lavoro verso altre basi imponibili attualmente sottoutilizzate, tra cui il patrimonio e le successioni”.

Per avere un quadro preliminare della situazione, si ricordano le analisi della Banca d’Italia secondo le quali il 10% più ricco delle famiglie detiene oltre il 60% della ricchezza netta complessiva, mentre la metà meno abbiente si ferma a una quota marginale. L’asimmetria ha riacceso il confronto politico di chi in Italia spinge per una patrimoniale, con Avs in testa.

Proposta di legge di iniziativa popolare

A metà maggio il comitato “1% Equo” ha presentato alla Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare. Il testo prevede l’introduzione di una tassazione progressiva sui patrimoni netti oltre i 2 milioni di euro (esclusa la prima casa) e una revisione dell’imposta di successione.

Il percorso ora punta alla raccolta di almeno 50mila firme entro il 15 novembre, soglia necessaria per l’esame parlamentare. Il comitato promotore riunisce oltre trenta tra economisti, accademici ed esponenti della società civile.

Come funzionerebbe la tassa sui patrimoni

Il meccanismo delineato dalla proposta prevede un’imposta progressiva applicata alle quote di patrimonio:

La struttura dell’imposta si basa su un principio di progressività applicato all’intero patrimonio dichiarato oltre la soglia di ingresso.

Le stime sul gettito per lo Stato

Secondo le simulazioni, l’imposta potrebbe coinvolgere tra 200mila e 500mila contribuenti. Il potenziale gettito stimato varia tra 26 e 60 miliardi di euro, a seconda dell’ampiezza della base imponibile effettivamente intercettata.

Ma attenzione: si tratta di stime teoriche dal momento che quando i grandi ricchi vedono che la situazione cessa di essere favorevole hanno grande facilità nello spostare patrimoni e residenze.

La riforma delle successioni

Accanto alla patrimoniale, come detto, si aggiunge una proposta per l’imposta di successione. Il sistema verrebbe riallineato alla media europea con:

Il testo prevede inoltre l’eliminazione di alcune agevolazioni oggi previste per il trasferimento di aziende e partecipazioni familiari. Il gettito aggiuntivo stimato è compreso tra 5,5 e 8 miliardi di euro.

Gli obiettivi

Secondo i promotori le nuove entrate sarebbero destinate a rafforzare il welfare: sanità, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale e sostegno alla disabilità. Una quota potrebbe essere utilizzata anche per ridurre la pressione fiscale sul lavoro. Cosa che potrebbe favorire le assunzioni.

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