Nuovi controlli dell’Agenzia delle Entrate: chi rischia di ricevere l’avviso di pagamento

La nuova convenzione tra Mef e Agenzia delle Entrate prevede la notifica di oltre 24 milioni di atti per recuperare 14,3 miliardi nel 2026

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

L’Agenzia delle Entrate, nell’ambito della nuova convenzione triennale sottoscritta con il ministero dell’Economia e delle Finanze, punta a notificare tra i 24 e i 31 milioni di atti di recupero. Per milioni di contribuenti, quindi, questo significa una maggiore probabilità di ricevere cartelle esattoriali, avvisi di pagamento e intimazioni, oltre a possibili misure cautelari e procedure esecutive in caso di mancato pagamento.

Il piano di recupero dell’Agenzia delle Entrate, al via i controlli

Il piano operativo prevede l’invio fino a 20 milioni di cartelle di pagamento e circa 11 milioni di solleciti, con un’accelerazione significativa dei tempi di lavorazione, per recuperare almeno 14,3 miliardi di euro già nel corso del 2026. L’obiettivo dell’amministrazione finanziaria è infatti quello di ridurre il tempo che intercorre tra l’affidamento del credito e la sua notifica al contribuente, portandolo a circa tre mesi, così da aumentare l’efficacia della riscossione e limitare il rischio di insolvenza.

Per raggiungere questo risultato verranno intensificate sia le attività di notifica sia le procedure di recupero forzoso nei confronti dei contribuenti che, dopo aver ricevuto gli avvisi, continueranno a non regolarizzare la propria posizione.

Chi rischia maggiormente i nuovi controlli

I nuovi controlli non riguarderanno indistintamente tutti i cittadini, ma interesseranno soprattutto coloro che presentano posizioni debitorie già accertate e affidate all’agente della riscossione.

Nel mirino finiranno principalmente:

Non si tratta quindi di nuovi accertamenti fiscali in senso stretto, ma di una fase successiva, quella di recupero delle somme già dovute e iscritte a ruolo.

Oltre 1,6 milioni di procedure di recupero coattivo

Le notifiche saranno accompagnate anche da un’intensificazione delle azioni esecutive. Nel corso del 2026 sono previste circa 1,6 milioni di attivazioni di procedure di recupero coattivo, destinate ai contribuenti che continueranno a non pagare nonostante gli avvisi ricevuti. Più della metà di queste attività, pari a circa il 53%, riguarderà misure cautelari.

Tra gli strumenti di recupero più utilizzati continueranno a esserci i fermi amministrativi sui veicoli e le iscrizioni di ipoteca sugli immobili nei casi previsti dalla legge.

Cosa fare se arriva una cartella

Chi riceve una cartella di pagamento ha la possibilità di verificare la correttezza dell’atto, controllare eventuali errori e valutare gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento per regolarizzare la propria posizione.

Tra le possibilità vi sono il pagamento entro i termini previsti, la richiesta di rateizzazione quando consentita dalla normativa oppure, nei casi in cui sussistano motivi di illegittimità dell’atto, l’impugnazione davanti all’autorità competente.

Ignorare la cartella, invece, può comportare il successivo avvio delle procedure di recupero forzoso, con conseguenze anche sul patrimonio del debitore. Per i contribuenti diventa quindi ancora più importante monitorare la propria posizione fiscale, verificare tempestivamente eventuali comunicazioni ricevute e intervenire senza ritardi in caso di debiti tributari, evitando che una semplice cartella possa trasformarsi in un fermo amministrativo, in un’ipoteca o in altre procedure di recupero coattivo.

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