L’Isee aggiornato è necessario per accedere a molte agevolazioni o per poter richiedere una serie di bonus. Uno dei pilastri su cui si basa l’indicatore è il nucleo familiare: ogni membro contribuisce alla formazione del reddito. Gestire correttamente i soggetti che lo compongono permette di ottenere un Isee che rappresenta meglio, da un punto di vista oggettivo, la propria condizione economica.
Spesso si ritiene che per uscire dal nucleo familiare sia sufficiente modificare la residenza anagrafica di uno dei componenti. Questo passaggio potrebbe non essere sufficiente quando si continua a rimanere a carico dei genitori: è il caso, per esempio, degli studenti universitari fuori sede, che devono gestire le pratiche per le agevolazioni negli atenei. Sono fuori casa, magari hanno dei piccoli lavoretti, ma formalmente sono ancora nell’Isee della famiglia di origine.
Indice
Com’è composta la famiglia anagrafica
Con la locuzione famiglia anagrafica ci si riferisce ad un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi. Coabitano e hanno la residenza anagrafica nello stesso Comune.
Il vincolo affettivo
Quando due persone abitano nello stesso immobile e risultano nello stesso stato di famiglia, l’Inps presuppone l’esistenza di un vincolo affettivo. Questo significa che se anche i due soggetti non sono sposati o parenti, fanno parte dello stesso nucleo familiare ai fini Isee.
La residenza è la prova regina
L’elemento principe su cui si basa l’Isee è la residenza anagrafica nel momento in cui viene presentata la Dsu:
- nel caso in cui un familiare convive fisicamente, ma ha la residenza altrove non deve essere inserito (con l’eccezione dei coniugi);
- se invece il familiare non vive più nell’immobile, ma non ha ancora modificato la propria residenza, deve essere inserito.
Cambi di residenza in corso d’anno
L’Isee scatta una fotografia del nucleo familiare nel momento in cui viene sottoscritta la Dsu. I redditi e i patrimoni si riferiscono a due anni prima – per l’Isee 2026 si devono indicare quelli del 2024 -, ma la composizione della famiglia è quella attuale. Se un qualsiasi componente esce oggi, non comparirà nell’indicatore richiesto domani.
Chi non fa parte dello stesso nucleo (anche se coabita)
In alcuni casi la coabitazione non determina automaticamente l’esistenza di un unico nucleo familiare:
- è il caso di persone che convivono per motivi religiosi, di cura o militari, come possono essere i membri di un convento o le persone ricoverate stabilmente in una Rsa;
- nella stessa situazione ci sono i soggetti che sono stati affidati ad una comunità o a degli istituti in virtù di un provvedimento dell’autorità.
Come si fa ad uscire dall’Isee familiare
Una semplice dichiarazione non è sufficiente per uscire dal nucleo familiare ai fini Isee. È necessario che il distacco sia reale e rispetti precisi vincoli anagrafici e reddituali.
Trasferire la propria residenza in un’abitazione diversa da quella del nucleo originario è la soluzione principale: per farlo è necessario presentare la dichiarazione di cambio residenza presso l’Ufficio anagrafe del Comune di riferimento o attraverso il portale Anpr.
Il distacco deve essere reale, non fittizio: la polizia municipale effettuerà degli accertamenti per verificare che il soggetto in questione abbia preso effettivamente dimora presso il nuovo indirizzo.
Autonomia reddituale (figli a carico)
Un figlio maggiorenne, anche con una residenza diversa, rischia di rimanere nell’Isee dei genitori se considerato fiscalmente a carico: per essere autonomi è necessario aver superato queste soglie di reddito lordo (soglie aggiornate al 2026):
- 4.000 euro nel caso in cui il ragazzo abbia meno di 24 anni;
- 2.840,51 euro nel caso in cui abbia più di 24 anni.
Il figlio con più di 26 anni, se non convivente, non viene più considerato a carico dei genitori ai fini dell’Isee, indipendentemente dal suo reddito, a meno che non sia disabile.
Uscire dall’Isee familiare senza cambiare residenza
Uscire dall’Isee senza cambiare residenza è più difficile, ma non impossibile. Le opzioni legali, in questo caso, sono limitate perché la normativa presume che chiunque abiti allo stesso indirizzo, e sia legato da vincoli di parentela, faccia parte dello stesso nucleo familiare..
L’unica soluzione definitiva per mantenere la stessa posizione geografica è dividere materialmente l’immobile: è necessario avviare una pratica edilizia e catastale per scindere l’immobile in due unità abitative indipendenti (es. Subalterno 1 e Subalterno 2).
Pur continuando a vivere nello stesso edificio, i soggetti dello stesso nucleo familiare risultano essere residenti in due appartamenti diversi. Questo rompe automaticamente la coabitazione anagrafica e separa gli Isee.
Questa soluzione non è priva di costi, perché devono essere messe in conto delle spese tecniche, degli oneri comunali e i lavori necessari per rendere le unità autonome (impianti, ingressi e via discorrendo).
Quando mancano i vincoli di parentela
Non si rientra nello stesso Isee quando si convive, ma non esistono vincoli di parentela e non si hanno dei legami affettivi: i vari soggetti sono dei semplici coinquilini, come possono essere due studenti universitari che condividono lo stesso alloggio. In questo caso è possibile chiedere in Comune lo Stato di Famiglia separato.
Nel caso in cui, però esista un legame di parentela tra le due persone (genitore, figlio, fratello, zio, cugino) o di affinità (suocero, cognato), il Dpr n.. 223/1989 prevede che facciano parte dello stesso stato di famiglia. Non è possibile derogare per scelta.
Situazione simile si viene a verificare nel caso in cui una persona dovesse risiedere presso una famiglia per motivi di lavoro (assistenza o servizi domestici), questa non rientra mai nell’Isee del datore di lavoro. Perché questo avvenga, però, ci deve essere un regolare contratto di lavoro domestico e la comunicazione all’Inps. In questo caso, pur avendo la stessa residenza, i nuclei rimangono separati.
Studenti universitari fuori sede
Per essere considerati studenti autonomi (senza i genitori nell’Isee) per le prestazioni universitarie 2026, occorre soddisfare entrambi i requisiti:
- residenza fuori dall’unità abitativa della famiglia d’origine da almeno due anni;
- adeguata capacità di reddito (generalmente fissata a 9.000 euro annui).