Da gennaio ad agosto 2026 il gettito tributario erariale è cresciuto di oltre 10 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dal Bollettino delle entrate tributarie pubblicato dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) il 5 ottobre. Ma quanto ha incassato complessivamente lo Stato? E chi ha pagato di più?
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Quanto ha incassato lo Stato in tasse
Nei primi otto mesi del 2026 lo Stato italiano ha incassato quasi 399 miliardi di euro. Il dato complessivo è però il risultato della combinazione di aumenti e diminuzioni di diverse voci fiscali. Infatti, anche se rispetto all’anno scorso le entrate erariali sono aumentate, non tutte le imposte hanno seguito la stessa direzione.
Nel dettaglio, nel corso del mese:
- le entrate tributarie sono state pari a 52.664 milioni di euro, in aumento di 742 milioni rispetto ad agosto 2025, con una crescita dell’1,4%;
- le imposte dirette sono diminuite di 155 milioni di euro, pari allo 0,6%, mentre quelle indirette sono aumentate di 897 milioni, con una crescita del 3,5%.
Quali imposte dirette sono aumentate: chi paga di più
A trainare le imposte dirette è soprattutto l’Irpef, che nei primi otto mesi del 2026 ha prodotto un gettito superiore di 4.341 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, con una crescita del 2,8%. In questo caso, a contribuire maggiormente all’aumento sono state le ritenute sui redditi dei lavoratori dipendenti, cresciute di 4.697 milioni di euro, pari al 3,6%.
Nonostante le misure destinate a ridurre il prelievo Irpef, introdotte dal governo con la legge di bilancio 2026, le ritenute sui redditi da lavoro dipendente sono aumentate. Questo perché, secondo i dati Istat richiamati dal Bollettino, ad agosto 2026 gli occupati risultavano 291 mila in più rispetto a un anno prima, con una crescita dell’1,2%. Inoltre, nel periodo gennaio-giugno 2026 la retribuzione oraria media è aumentata del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Di conseguenza, più occupati e retribuzioni mediamente più elevate possono tradursi in una maggiore base imponibile e, quindi, in maggiori ritenute fiscali.
Tuttavia, anche i lavoratori autonomi hanno contribuito alla crescita delle entrate Irpef. In particolare, le ritenute sui redditi di lavoro autonomo sono aumentate di 337 milioni di euro, pari al 3,3%. Mentre ha garantito maggiori entrate l’imposta sostitutiva sul valore attivo dei fondi pensione, che da gennaio ad agosto 2026 è aumentata di 815 milioni di euro (+54,2%).
Tra le voci in entrata, infine, c’è anche il gettito garantito dal contributo straordinario previsto dalla legge di bilancio 2026 per le banche che hanno scelto di assoggettare a contribuzione la riserva costituita in alternativa al versamento dell’imposta straordinaria sugli extraprofitti. Trattandosi di una misura di nuova introduzione non è possibile effettuare un confronto con gli anni precedenti. Tuttavia, pur non potendo parlare di un aumento vero e proprio, questa nei primi otto mesi dell’anno ha generato un gettito pari a 1.655 milioni di euro.
Di quanto sono aumentate le imposte indirette
Se si osserva invece l’andamento delle imposte indirette, il principale motore della crescita è rappresentato dall’Iva, con un gettito che è aumentato di 4.490 milioni di euro, con una crescita del 3,9%. L’incremento riguarda:
- l’Iva sugli scambi interni, cresciuta di 3.286 milioni di euro, pari al 3,2%;
- l’Iva sulle importazioni, aumentata di 1.204 milioni, con una crescita del 9,8%.
Tra i soggetti che contribuiscono maggiormente:
- il 75,5% dell’Iva è riconducibile alle società di capitale. All’interno di questa categoria, il 42,9% fa riferimento alle società a responsabilità limitata;
- seguono le persone fisiche, con una quota dell’8,5%, e le società di persone, che rappresentano il 5,8%.
Continuando ad analizzare poi il gettito delle imposte indirette, hanno contribuito all’aumento anche:
- l’imposta di registro (+49 milioni di euro, pari all’1,2%);
- l’imposta sulle assicurazioni (+44 milioni, pari al 9,4%);
- l’accisa sul gas naturale per combustione (+679 milioni di euro, pari al 42,6%).
Le imposte in calo
Tra le voci che hanno registrato una diminuzione ci sono:
- l’Ires, l’imposta sul reddito delle società, il cui gettito è diminuito di 332 milioni di euro, pari all’1,1%;
- l’imposta sostitutiva sui redditi e delle ritenute sugli interessi e sugli altri redditi di capitale, che ha riportato un calo pari a 1.385 milioni di euro (-9,3%). A pesare è stata soprattutto la riduzione del gettito derivante dalle ritenute sugli interessi e sui premi corrisposti dagli istituti di credito, diminuito di 2.727 milioni di euro (-60,7%).
Inoltre, non tutte le componenti dell’Irpef sono cresciute. I versamenti effettuati in autoliquidazione sono infatti diminuiti di 213 milioni di euro (-2,1%). In particolare, il versamento a titolo di acconto è sceso di 345 milioni, con una riduzione del 5,2%.
Tra le imposte indirette che hanno riportato un andamento al ribasso, invece:
- l’imposta di bollo ha perso 436 milioni di euro (-5,3%);
- le accise sui prodotti energetici, si sono ridotte di 1.247 milioni di euro (-7,6%);
- le tasse e le imposte sulle attività di gioco, hanno perso 306 milioni di euro (-7,1%). La riduzione è dovuta in larga parte al comparto degli apparecchi e dei congegni di gioco, che ha registrato una diminuzione del gettito di 185 milioni di euro (-5,4%).
Le somme recuperate grazie agli accertamenti
Nel Bollettino Mef vengono anche analizzati i risultati ottenuti dalle attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate. E quello che è emerso è che le somme recuperate attraverso le attività di controllo del Fisco, nei primi otto mesi del 2026, sono aumentate di 711 milioni di euro, con una crescita del 6,7%.
L’aumento in questo caso riguarda sia le imposte dirette, cresciute di 123 milioni di euro (+2,3%), sia soprattutto quelle indirette, che hanno registrato un incremento di 588 milioni (+11,5%).