Fisco, al via nuove verifiche con l’incrocio dati: come funziona e chi rischia

Al via nuovi controlli dell'Agenzia delle Entrate: come funziona l'incrocio dei dati fiscali per prevenire errori e favorire il ravvedimento.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Con il provvedimento del 14 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato una nuova campagna di comunicazioni relative a possibili anomalie riscontrate nei dati dichiarati ai fini Isa. Si tratta di controlli che sfruttano l’incrocio delle informazioni presenti nelle banche dati fiscali, con l’obiettivo di individuare incongruenze, omissioni o errori prima dell’avvio di eventuali accertamenti.

Prima di contestare formalmente eventuali irregolarità, però, l’amministrazione finanziaria dà la contribuente la possibilità di rimediare.

Come funziona il nuovo incrocio dei dati fiscali

Il meccanismo di controllo si basa su un’attività di incrocio automatizzato tra i dati indicati dai contribuenti nei modelli Isa a partire dal 2024 e le informazioni inserite nelle dichiarazioni dei redditi presentate negli stessi periodi di imposta soggetti a verifica. A queste si aggiungono i dati contenuti in:

Attraverso questi confronti automatici possono emergere omissioni, incoerenze oppure semplici errori materiali che rendono necessario un approfondimento da parte del contribuente.

Perché il Fisco parte dai soggetti Isa

Gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) rappresentano uno degli strumenti attraverso cui l’Agenzia delle Entrate valuta il livello di affidabilità fiscale di imprese e lavoratori autonomi e, ogni anno, sulla base dei dati dichiarati e di una serie di indicatori economici, da questi dipende il punteggio che misura il grado di coerenza e affidabilità del contribuente.

Un punteggio elevato consente di accedere a diversi benefici premiali e, proprio per questo motivo, l’Agenzia ha deciso di rafforzare il sistema di controlli preventivi, segnalando direttamente ai contribuenti eventuali anomalie emerse durante l’analisi delle dichiarazioni.

Chi rischia di ricevere la comunicazione

Le comunicazioni riguardano principalmente:

Ricevere una comunicazione di anomalia non significa automaticamente essere destinatari di un accertamento fiscale. In molti casi potrebbe trattarsi di semplici errori di compilazione, dati inseriti in modo incompleto oppure informazioni non correttamente interpretate dai sistemi informatici.

Cosa fare se emerge un’anomalia

Una volta presa visione della comunicazione, il contribuente può:

Come arriva l’avviso dell’Agenzia delle Entrate

In caso di incongruenze emerse durante la fase di verifica degli Isa, l’Agenzia invierà un avviso. In particolare:

Né l’e-mail ordinaria né la Pec conterranno il dettaglio dell’anomalia. Il messaggio infatti avrà esclusivamente la funzione di notifica: tutte le informazioni saranno consultabili soltanto entrando nel Cassetto fiscale.

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