Ecobonus in detrazione: come funzionano ora le aliquote e cosa può cambiare con la Manovra 2027

La detrazione va recuperata in dieci anni con pagamenti tracciabili: 50% per la prima casa e 36% per le altre, ma dal 2027 rischia di scendere

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Orientarsi nel labirinto dei bonus edilizi e delle agevolazioni fiscali richiede un’attenzione costante. Le regole continuano a cambiare e compiere la scelta sbagliata rischia di penalizzare le tasche dei contribuenti.

Esauriti gli sconti in fattura sul modello del Superbonus, oggi l’unico strumento a disposizione dei proprietari di casa per recuperare parte delle spese sostenute è rappresentato dalla detrazione Irpef in dichiarazione dei redditi.

Come si sono trasformati gli Ecobonus

A partire da quest’anno, l’unico modo per recuperare parte degli investimenti dedicati alla ristrutturazione domestica, che abbia come fine l’efficientamento energetico della propria abitazione, è la detrazione fiscale, che deve essere obbligatoriamente suddivisa in 10 quote annuali di pari importo.

La normativa attuale fissa per il 2026 una struttura a doppio binario basata sulla tipologia dell’immobile interessato:

Quali interventi rientrano nell’Ecobonus

Per poter accedere alle detrazioni fiscali previste per l’efficientamento energetico, gli interventi devono garantire un effettivo miglioramento delle prestazioni termiche dell’edificio. Tra le tipologie di lavori ammesse figurano:

Come si richiede l’agevolazione

Ottenere lo sconto Irpef richiede il rispetto di un iter burocratico rigoroso. Tutti i pagamenti devono essere eseguiti tramite il cosiddetto bonifico parlante, che dovrà essere completato dal codice fiscale del beneficiario, la partita Iva dell’impresa esecutrice e il riferimento normativo.

Inoltre, entro 90 giorni dal termine dei lavori, è obbligatorio inviare la comunicazione telematica all’Enea con la scheda descrittiva dell’intervento.

Cosa prevede la legge per il 2027

Chi sta programmando lavori di ristrutturazione dovrà tenere in considerazione quanto già stabilito dalla legislazione vigente. Qualora non intervengano modifiche normative all’interno della prossima Legge di Bilancio, dal 1° gennaio 2027 scatterà un ridimensionamento automatico delle aliquote:

Le ipotesi per la Manovra

Per scongiurare il depotenziamento degli incentivi e non allentare il lavoro di riduzione dei consumi energetici, il Governo potrebbe valutare una revisione dei tagli previsti per il prossimo anno.

L’ipotesi al vaglio del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Ambiente consisterebbe nel riportare la detrazione al 65% per le prime case, limitando la misura a un perimetro più ristretto di interventi ad alto impatto, come cappotti termici, infissi e pompe di calore.

A confermare l’esistenza del confronto politico sulle agevolazioni è stato anche il vicepremier Antonio Tajani, il quale, intervenendo ai microfoni di Radio24, ha dichiarato:

È certamente una delle scelte sulle quali discuteremo insieme al ministro Pichetto, insieme al ministro Giorgetti.

Trattandosi al momento di proposte legate al cantiere della Manovra di Bilancio, occorrerà attendere i passaggi parlamentari e il confronto con i vincoli di finanza pubblica per verificare se l’aliquota maggiorata del 65% trovi effettivo inserimento nei testi normativi ufficiali.

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