Il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) ha definito i criteri per la concessione di nuovi contributi a fondo perduto destinati a finanziare manifestazioni e attività di valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari made in Italy.
L’aiuto può arrivare fino a 40.000 euro, coprendo il 50% delle spese ammissibili, mentre la dotazione complessiva è pari a 3 milioni di euro destinati alle annualità 2026 e 2027.
Indice
Come funzionano i nuovi contributi a fondo perduto
Come stabilito dal decreto ministeriale Masaf, le risorse non andranno direttamente alle imprese del comparto, ma saranno indirizzate agli enti che organizzano manifestazioni ed eventi capaci di promuovere le produzioni italiane presso cittadini, consumatori e visitatori.
Le iniziative finanziabili sono quelle che hanno come oggetto:
- le produzioni agroalimentari e vitivinicole di qualità certificata, agricole o di prodotti iscritti nel registro dei prodotti agricoli tradizionali;
- il patrimonio forestale italiano;
- i prodotti della pesca e dell’acquacoltura;
- i territori e le comunità rurali.
Chi può richiedere il contributo
Possono presentare domanda:
- enti pubblici, sia singolarmente sia in forma associata;
- associazioni riconosciute e non riconosciute operanti nei settori interessati;
- comitati organizzatori costituiti in forma scritta, anche mediante atto non pubblico, purché regolarmente registrato e contenente l’indicazione degli scopi e degli organi responsabili;
- cooperative sociali.
In ogni caso, per accedere ai contributi tutti questi soggetti devono avere la sede in Italia e operare senza scopo di lucro. Il decreto stabilisce che possono essere finanziate le attività aperte o destinate ai cittadini a titolo completamente gratuito, finalizzate alla valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari.
Sono pertanto escluse:
- le persone fisiche;
- le società di persone;
- le società di capitali, indipendentemente dalla forma giuridica adottata.
Quanto spetta
Il decreto riconosce un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili fino a un massimo di 40.000 euro. L’importo minimo dell’investimento finanziato è invece pari a 5.000 euro.
Per finanziare la misura il Masaf ha stanziato 3 milioni di euro, destinati alle iniziative riferite alle annualità 2026 e 2027.
Nel caso in cui vengano trasmesse più richieste dallo stesso soggetto e riferite allo stesso anno, il decreto Masaf ha chiarito che sarà presa in considerazione esclusivamente la prima domanda presentata in ordine temporale, mentre tutte le successive saranno dichiarate inammissibili.
Modalità di assegnazione
Il decreto ministeriale ha definito il quadro generale della misura, rinviando a successivi provvedimenti della direzione generale degli affari generali e del bilancio la disciplina operativa. Le modalità di domanda non sono state quindi ancora definite, ma è stato già specificato che quelle considerate ammissibili saranno finanziate seguendo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
I soggetti interessati dovranno quindi monitorare la pubblicazione dei provvedimenti attuativi e preparare con attenzione la documentazione necessaria per cogliere questa opportunità di finanziamento. Saranno infatti questi atti a stabilire nel dettaglio:
- i requisiti soggettivi e i criteri di ammissibilità definitivi;
- l’elenco di tutte le attività che rientrano tra quelle finanziabili e quello dettagliato delle spese ammissibili;
- le modalità operative per la presentazione delle domande e la concessione dei contributi.
Solo dopo la pubblicazione di tali provvedimenti sarà possibile conoscere le istruzioni pratiche per accedere all’incentivo.