Anche nel 2026 torna il bonus colonnine domestiche, il contributo per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici da parte di persone fisiche e condomìni. Si tratta di un rimborso fino a 1.500 euro per tutti i lavori, comprese le spese per l’adeguamento dell’impianto, che può salire fino a 8mila euro per le colonnine condominiali.
La misura è stata confermata fino al 31 marzo 2030 dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026. Non c’è ancora una data per richiedere il bonus, ma bisogna attendere i provvedimenti attuativi e l’apertura dello sportello per presentare domanda.
Indice
Come funziona il bonus
L’articolo 6 del testo ufficiale del DPCM Automotive 2026 stabilisce un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica destinate agli utenti domestici nel limite massimo di euro 1.500 per persona fisica richiedente. Il limite di spesa è innalzato a euro 8.000 in caso di posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Nel caso di persone fisiche le infrastrutture devono essere ad esclusivo uso privato e non accessibili al pubblico. Nel caso di condomini, le infrastrutture devono essere destinate all’utilizzo collettivo da parte dei condomini e non accessibili al pubblico.
Quanti fondi sono stati stanziati
Il DPCM Automotive destina al bonus colonnine domestiche 68 milioni di euro complessivi per il periodo 2026-2030, all’interno di un fondo automotive da circa 1,34 miliardi. I fondi sono gestiti da Invitalia e promossi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e sono così suddivisi:
- 10 milioni di euro disponibili come residui del 2025;
- 5 milioni di euro per il 2026;
- 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029;
- 8 milioni di euro per il 2030.
Si attende il provvedimento operativo che dovrà chiarire quanti fondi saranno effettivamente disponibili nel primo sportello, se le risorse verranno suddivise per annualità e quale criterio sarà adottato in caso di domande superiori alla disponibilità.
Quali spese sono ammesse
Il bonus non riguarda soltanto l’acquisto della colonnina o wallbox. Tra le spese agevolabili rientrano:
- acquisto della colonnina o wallbox;
- posa in opera;
- impianti elettrici necessari;
- opere edili strettamente collegate.
Rientrano nel massimale anche le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi e i costi per la connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD (point of delivery). Per accedere all’incentivo l’infrastruttura di ricarica deve essere di nuova fabbrica, con una potenza standard ad uso domestico (tipicamente tra i 3 kW e i 22 kW) e deve essere installata da un elettricista qualificato.
Come richiedere il bonus
La domanda può essere presentata online attraverso la piattaforma di Invitalia, solo dopo che la colonnina è stata installata e non per il semplice acquisto. Per ottenere il contributo è generalmente necessario allegare:
- fattura in formato elettronico con la descrizione dettagliata dei beni e dei lavori di posa;
- ricevute dei pagamenti tracciabili;
- dichiarazione di conformità dell’impianto;
- documentazione tecnica richiesta.
Per i condomini si aggiungono: codice fiscale del condominio, documento dell’amministratore, delibera assembleare che autorizza i lavori sulle parti comuni e dichiarazione che la delibera non è stata impugnata nei termini di legge.
Per ottenere il rimborso è obbligatorio il pagamento con sistemi tracciabili (bonifico o carta di credito).
Da quando è possibile fare domanda
Il Bonus colonnine domestiche è stato confermato dal nuovo DPCM Automotive fino al 2030, ma per le nuove richieste bisogna attendere il decreto attuativo che definirà calendario, modalità operative e apertura dello sportello gestito da Invitalia. Per questo motivo, chi intende installare una wallbox dovrebbe monitorare gli aggiornamenti del Ministero e di Invitalia.