Bonus barriere architettoniche, niente proroga: quali agevolazioni usare nel 2026

Il bonus barriere architettoniche non è stato prorogato nel 2026, ma è possibile utilizzare delle altre agevolazioni per rimuovere gli ostacoli negli immobili

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

A differenza di altre agevolazioni per la casa, il bonus barriere architettoniche non è stato prorogato per il 2026 ed è scaduto lo scorso 31 dicembre 2025. A partire dal 1° gennaio di quest’anno, per i lavori che portano all’eliminazione degli ostacoli per accedere agli edifici è possibile utilizzare il bonus ristrutturazioni. Non è, però, più possibile beneficiare dell’aliquota al 75% per l’agevolazione.

Cosa sostituisce il bonus barriere architettoniche nel 2026

Non prorogato per il 2026, il bonus barriere architettoniche può essere sostituito dal bonus ristrutturazioni, che costituisce la principale alternativa per quanti abbiano intenzione di rimuovere degli ostacoli fisici per l’accesso negli immobili.

Le aliquote della detrazione fiscale sul massimale di spesa di 96.000 euro sono:

Attenzione però: l’ammontare massimo di 96.000 euro sul quale è possibile calcolare la detrazione viene ridotto man mano che sale il reddito:

Chi può accedere alla misura

Alla misura sostitutiva del bonus barriere architettoniche possono accedere i contribuenti che sostengono le spese per effettuare gli interventi edilizi, indipendentemente dal fatto che all’interno dell’immobile vivano delle persone con disabilità motorie.

Possono accedere all’agevolazione:

Quali interventi sono agevolabili

Attraverso il bonus ristrutturazioni 2026, nel corso del 2026, è possibile agevolare gli interventi che migliorino l’accessibilità nell’immobile. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici previsti dal Decreto ministeriale n. 236/1989.

Gli interventi agevolabili possono essere suddivisi in 4 differenti gruppi:

Collegamenti verticali

In questa categoria rientrano l’installazione ex novo o la sostituzione di impianti esistenti con modelli accessibili di ascensori, montacarichi, montascale e piattaforme elevatrici.

Vi rientra anche la costruzione di rampe a norma con una pendenza che non deve superare l’8%, in modo da garantire l’accesso autonomo.

Interventi su infissi e serramenti

I lavori possono riguardare porte interne ed esterne, che comportino l’allargamento dei vani porta – devono essere minimo 80 centimetri per facilitare il transito delle sedie a rotelle – e l’installazione di maniglie ad altezza agevolata.

Per quanto riguarda la parte di detrazione nota anche come bonus infissi, le finestre e le portefinestre devono essere installati degli infissi con dei meccanismi di apertura che ne permettano l’uso a delle persone con delle capacità motorie ridotte.

Adeguamento dei locali

Il lavoro più importante in questa categoria è costituito dai rifacimenti dei bagni, nei quali devono essere installati dei sanitari con modelli sospesi o specifici per disabili. E l’installazione di docce a filo pavimento e corrimano di sicurezza.

Automazione e domotica

Altre voci importanti sono l’automazione e la domotica: è agevolabile l’installazione di strumenti tecnologici per il controllo remoto di luce, tapparelle e citofoni, in modo da facilitare la mobilità interna.

Spazi esterni e comuni

La realizzazione di percorsi esterni con dei materiali antisdrucciolo e privi di ostacoli e gli interventi necessari per rendere i posti auto e i box auto pertinenziali accessibili.

Quali documenti sono necessari per ottenere l’agevolazione

Per le agevolazioni sostitutive al bonus barriere architettoniche è importante preparare e conservare un vero e proprio fascicolo contenente una serie di documenti, che dovrà essere esibito nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate effettua dei controlli.

Deve essere conservata la documentazione tecnica e abilitativa, nella quale rientrano:

La documentazione fiscale e di pagamento da conservare è la seguente:

I documenti amministrativi e di proprietà da conservare sono i seguenti:

Quando arriva il bonus: 10 rate in 10 anni

Per i lavori effettuati nel 2026 non è possibile ottenere l’agevolazione attraverso lo sconto in fattura o la cessione del credito: è possibile ottenere unicamente una detrazione fiscale Irpef.

Questa arriverà a seguito della presentazione della dichiarazione dei redditi, suddivisa in 10 quote annuali di pari importo: ogni anno il contribuente deve indicare nel Modello 730 o nel Modello Redditi la quota spettante. L’importo andrà a ridurre le tasse che il contribuente deve pagare.

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