L’Inps ha definito le istruzioni per accedere al bonus per le assunzioni di lavoratrici mamme nel 2026. Con la circolare n. 82 del 29 luglio 2026 sono state chiarite modalità di accesso, durata dell’agevolazione, limiti economici e procedure da seguire per ottenere fino a 8.000 euro di sconto contributivo.
L’incentivo spetta per ogni dipendente assunta, ma solo nel rispetto di precisi requisiti e condizioni.
Indice
Come funziona il bonus assunzioni mamme 2026
Il bonus è previsto dall’articolo 1 – commi da 210 a 213 – della legge di bilancio 2026 e riconosce ai datori di lavoro privati un esonero totale dei contributi previdenziali a loro carico per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026.
L’agevolazione riguarda esclusivamente la contribuzione previdenziale dovuta dal datore di lavoro. Restano infatti esclusi:
- i premi e i contributi Inail;
- alcune contribuzioni specifiche previste dalla normativa;
- altri versamenti che non hanno natura previdenziale.
Quanto spetta
L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, ma entro il limite massimo di 8.000 euro annui, circa:
- 666,66 euro al mese;
- 21,50 euro per ogni giorno di agevolazione nei rapporti iniziati o cessati durante il mese.
Nel caso di rapporti di lavoro part time, il massimale viene ridotto proporzionalmente in base all’orario di lavoro.
Chi può beneficiare del bonus
Possono richiedere l’incentivo tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dal fatto che svolgano o meno attività d’impresa. Rientrano quindi tra i beneficiari anche:
- le aziende agricole;
- gli enti privati;
- le associazioni.
Sono invece esclusi:
- le pubbliche amministrazioni;
- i rapporti di lavoro domestico;
- i contratti di apprendistato, già caratterizzati da una contribuzione agevolata.
Inoltre per poter usufruire del bonus, la lavoratrice deve essere:
- madre di almeno tre figli con meno di 18 anni al momento dell’assunzione (se successivamente uno dei figli compie 18 anni, il beneficio continua, non si perde il diritto in caso di cambiamenti del nucleo familiare);
- priva di impiego, ovvero non occupata in un lavoro subordinato regolarmente retribuito della durata di almeno sei mesi, oppure titolare di un’attività autonoma ma con un reddito inferiore a 5.500 euro annui (mentre per collaborazioni coordinate e continuative e altre prestazioni assimilate il limite è di 8.500 euro annui).
Quali contratti sono incentivati
L’esonero spetta in caso di stipula di:
- contratto a tempo determinato;
- contratto a tempo indeterminato;
- somministrazione a tempo determinato;
- trasformazione da contratto a termine a tempo indeterminato, purché il rapporto originario fosse già agevolato.
Restano invece esclusi:
- apprendistato;
- lavoro domestico;
- lavoro intermittente o a chiamata, anche se a tempo indeterminato.
Quanto dura il bonus
La durata dell’incentivo varia in base al tipo di contratto. Nel dettaglio, lo sconto sui contributi spetta per:
- 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato;
- 18 mesi complessivi se il contratto agevolato a termine viene trasformato in tempo indeterminato;
- 24 mesi per le assunzioni direttamente a tempo indeterminato.
In caso di proroga di un contratto a termine, è possibile continuare a beneficiare dell’agevolazione fino al limite massimo dei 12 mesi previsti.
Il periodo di fruizione può essere sospeso esclusivamente durante l’astensione obbligatoria per maternità, consentendo di recuperare successivamente i mesi non utilizzati.
Condizioni da rispettare
L’accesso al bonus rimane subordinato al rispetto delle regole generali previste per tutti gli incentivi alle assunzioni. In particolare il datore di lavoro deve:
- essere in regola con il Durc;
- rispettare la normativa in materia di lavoro e sicurezza;
- applicare e rispettare i contratti collettivi nazionali e territoriali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Inoltre, in accordo con quanto previsto dall’articolo 31 del decreto legislativo n. 150/2015, lo sgravio non spetta se:
- l’assunzione costituisce un obbligo di legge;
- viene violato il diritto di precedenza di altri lavoratori;
- sono presenti sospensioni dal lavoro per crisi aziendale, salvo specifiche eccezioni;
- la lavoratrice proviene da aziende con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti nei sei mesi precedenti.
Come fare domanda
I datori di lavoro in possesso dei requisiti richiesti possono ottenerlo presentando apposita istanza all’Inps attraverso il modulo telematico “ELM3“, disponibile nel Portale delle agevolazioni (ex DiResCo).
Come specificato nella circolare del 29 luglio, nella domanda devono essere indicati:
- i dati della lavoratrice;
- la dichiarazione relativa ai requisiti richiesti;
- gli estremi della comunicazione obbligatoria di assunzione;
- la retribuzione media mensile;
- l’eventuale percentuale di part-time;
- l’aliquota contributiva datoriale oggetto dell’esonero.
L’Istituto effettuerà una serie di verifiche automatiche per accertare requisiti e condizioni e, solo in caso di esito positivo, autorizza la fruizione del beneficio.
Come si ottiene fino a 8.000 euro
Una volta ottenuta l’ok dall’Inps, il datore di lavoro recupera mensilmente l’agevolazione tramite conguaglio nelle denunce UniEmens. La circolare ha confermato anche la possibilità di recuperare gli importi spettanti per le assunzioni effettuate da gennaio a luglio 2026 attraverso le denunce contributive dei mesi successivi.