Bonus bollette da 115 euro confermato, quando arriva e chi ne ha diritto

Il Senato conferma la fiducia: arrivano aiuti diretti contro il caro energia, lo stop al telemarketing e nuovi incentivi per le rinnovabili

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Il decreto Bollette è legge. Il Senato ha confermato la fiducia sul testo già approvato alla Camera. Con 102 sì, 64 contrari e 2 astenuti, il decreto va a sostenere famiglie e imprese in un contesto geopolitico teso che ha messo a rischio la stabilità energetica. La misura più attesa è il contributo straordinario da 115 euro sulla fornitura elettrica, che supporterà i clienti domestici con Isee non superiore a 25mila euro.

Non manca poi il sostegno alle imprese, con diverse misure pensate per le Pmi e in generale per le utenze non domestiche. Giorgia Meloni commenta l’approvazione con soddisfazione: “È un decreto concreto e coraggioso, con norme che nessun altro prima di noi aveva immaginato di scrivere”.

Decreto Bollette, ora è legge

Il cosiddetto “decreto Bollette” è stato definitivamente approvato. Il Senato lo ha votato con 102 voti a favore, 64 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento “concreto e coraggioso”, per usare le parole della presidente Meloni, vara diverse misure per risparmiare in bolletta, con effetti diretti per famiglie e imprese.

Il Dl Bollette prevede:

Quando arriva il bonus da 115 euro?

Per il bonus da 115 euro per le famiglie, il più atteso, non c’è bisogno di fare domanda. Questo spetta alle famiglie con Isee basso e quindi a chi già beneficia di bonus sociali.

Arera ha chiarito che i destinati non devono presentare domanda e che il contributo sarà riconosciuto automaticamente e in un’unica soluzione ai clienti domestici.

Attenzione: serve aver presentato un Isee valido e aggiornato entro il 21 febbraio 2026.

Sarà quindi visibile sulle bollette nella prima fattura utile successiva all’adozione del provvedimento il 19 marzo.

L’impatto positivo per famiglie e imprese

La stessa Giorgia Meloni ha commentato con soddisfazione l’approvazione del Dl Bollette. Sui social ha spiegato come il provvedimento garantirà risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese.

Scrive:

Aiutiamo chi è più in difficoltà con il bonus sociale che sale a 315 euro, riduciamo gli oneri generali di sistema che gravano sulle bollette di oltre quattro milioni di imprese, poniamo le basi per abbassare in modo strutturale il costo dell’energia.

Per questo lo definisce un “decreto concreto e coraggioso”.

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Anche Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio del Senato, ha commentato il Dl Bollette, parlando in questo caso di:

risposta concreta, seria e tempestiva del Governo alle difficoltà che famiglie e imprese stanno affrontando a causa del caro energia. Con questo provvedimento interveniamo con misure immediate e quantificabili.

Il riferimento è al rafforzamento del bonus sociale, che estende la platea fino a un Isee di 9.796 euro (20mila euro per le famiglie numerose) garantendo così uno sconto, tra luce e gas, che può superare i 300 euro annui per i nuclei più fragili. A questo si aggiunge il beneficio tra i 90 e i 115 euro.

Misure ormai inutili? Le critiche

Da una parte soddisfazione, dall’altra preoccupazione e polemica. Federconsumatori, per esempio, parla di misure insufficienti. Si legge di come, dopo i rincari sui prezzi dei carburanti, dei beni di consumo e dell’energia elettrica, anche le bollette del gas vengano toccate dalla crisi con un +19,2% per i clienti in Servizio di tutela della vulnerabilità.

In questo scenario:

Il Dl Bollette, così com’è, non è sufficiente. È necessario rivederlo e aprire un confronto con le associazioni dei consumatori per interventi davvero efficaci.

Ma non è accaduto. Dello stesso parere le voci dell’opposizione. Silvia Fregolent, senatrice di Italia Viva, ha annunciato il suo voto contrario, spiegandolo:

Dopo quattro anni il Governo presenta altri provvedimenti tampone. Non si è ancora reso conto che il mix dell’Italia non funziona.

Anche la vicepresidente dei senatori del Pd, Beatrice Lorenzin, critica e punta il dito sull’atteggiamento del Governo:

È sotto gli occhi di tutti il fatto che oggi famiglie e aziende pagano il prezzo dell’improvvisazione e della cieca rincorsa a Trump e al suo modello.

Generalmente positivo invece il commento sulla norma che mette fine al telemarketing aggressivo. Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, si è detto soddisfatto perché era una misura attesa da anni.

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