L’Agenzia delle Entrate mette nel mirino i bonus edilizi e under 36, i controlli del Fisco

Agenzia delle Entrate, nel 2026 aumentano i controlli su bonus edilizi, prima casa under 36 e altre agevolazioni fiscali

Pubblicato:

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Agevolazioni prima casa per gli under 36, bonus edilizi, redditi prodotti all’estero e attività degli enti del Terzo settore. Sono questi alcuni dei principali ambiti sui quali si concentreranno i controlli dell’Agenzia delle Entrate nel corso del 2026. L’Agenzia punta a individuare eventuali irregolarità nell’applicazione dei regimi fiscali agevolati e a rafforzare l’attività di selezione dei contribuenti da sottoporre a verifica.

Agevolazioni prima casa, verifiche sugli under 36

Tra le novità dei controlli 2026 rientra l’avvio delle verifiche sulle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa da parte dei giovani under 36. Il beneficio era stato introdotto dall’articolo 64 del decreto legge 73/2021, il cosiddetto decreto Sostegni bis, convertito nella legge 106/2021.

La misura riconosceva una serie di vantaggi fiscali ai contribuenti che, al momento dell’acquisto, possedevano determinati requisiti. In particolare, era necessario:

In presenza dei requisiti, l’acquirente poteva beneficiare dell’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Nel caso di acquisto sostenuto da un mutuo, era inoltre previsto l’azzeramento dell’imposta sostitutiva.

L’agevolazione fiscale era prevista per gli atti stipulati tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023. Il beneficio poteva riguardare anche i contratti definitivi stipulati entro il 31 dicembre 2024, purché il preliminare fosse stato sottoscritto e registrato entro il 31 dicembre 2023. Il requisito era valido anche nel caso in cui il preliminare fosse stato firmato prima del 26 maggio 2021, data di entrata in vigore della norma.

Una disciplina specifica riguardava inoltre gli atti definitivi stipulati tra il 1° gennaio e il 29 febbraio 2024. Chi aveva pagato le imposte senza applicare l’agevolazione, pur avendone i requisiti, poteva ottenere un credito d’imposta pari alla differenza tra quanto versato e quanto dovuto con il regime agevolato. Il credito poteva comprendere anche l’imposta sostitutiva pagata sul mutuo.

I numeri dei mutui sotto osservazione

I dati degli archivi notarili mostrano la consistenza del fenomeno. Nella fascia di età compresa tra zero e 35 anni, negli anni considerati, sono stati stipulati complessivamente 692.490 contratti di mutuo. I contratti sono così distribuiti per anno:

Proprio l’elevato numero di operazioni rende necessario un controllo selettivo, basato sull’incrocio delle informazioni disponibili e sull’individuazione delle posizioni che presentano anomalie o elementi da approfondire.

Bonus edilizi, verifiche su professionisti e contribuenti

Un altro importante filone di controllo riguarda i lavoratori autonomi coinvolti negli adempimenti legati ai bonus edilizi. La priorità di questo settore era già stata indicata nelle linee programmatiche del ministero dell’Economia all’inizio del 2026.

L’attenzione degli uffici si concentrerà in particolare sulla documentazione collegata ai lavori edilizi e sugli adempimenti richiesti per accedere alle agevolazioni. Tra gli elementi che potranno essere analizzati rientrano:

Gli atti saranno esaminati concentrandosi sulle situazioni con significativi o elevati profili di rischio. L’obiettivo è verificare che i lavori rientrino effettivamente tra quelli agevolati e che la documentazione sia completa, coerente e conforme alle disposizioni fiscali.

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