Dopo la pausa di agosto, l’Agenzia delle Entrate riprende a pieno ritmo con l’invio delle notifiche. Il calendario torna a scorrere per comunicazioni, avvisi e cartelle di pagamento, mentre per i contribuenti riprendono a decorrere diversi termini che erano rimasti sospesi durante la tregua fiscale estiva. Da settembre, quindi, il Fisco torna a battere cassa.
Indice
Ripartono comunicazioni, avvisi e cartelle dell’Agenzia delle Entrate
Tutte le comunicazioni che l’amministrazione finanziaria non ha potuto inviare durante il mese di agosto riprenderanno puntualmente a settembre. Si tratta in particolare di:
- comunicazioni relative agli esiti dei controlli automatizzati delle dichiarazioni presentate, a cui si aggiungono quelli dei controlli formali e degli esiti della liquidazione delle imposte dovute sui redditi assoggettati a tassazione separata;
- lettere di compliance, ovvero comunicazioni attraverso cui il Fisco segnala al contribuente possibili anomalie e lo invita a regolarizzare spontaneamente la propria posizione;
- notifiche delle cartelle di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate sospese ad agosto.
Avvisi bonari dal 4 settembre
Un calendario diverso seguono invece gli avvisi bonari, le comunicazioni con cui l’Agenzia delle Entrate informa il contribuente dell’esistenza di un’anomalia o di un importo da versare emerso dai controlli sulla dichiarazione dei redditi. L’avviso non è ancora una cartella esattoriale ma rappresenta, in molti casi, la fase precedente e offre al contribuente la possibilità di regolarizzare la propria posizione pagando entro il termine previsto e beneficiando di sanzioni ridotte.
Per gli avvisi relativi ai controlli automatizzati, l’Agenzia indica ordinariamente un termine di 30 giorni per il pagamento delle somme dovute. Tuttavia, lo stesso termine è sospeso dal 1° agosto al 4 settembre. Solo per i controlli formali, invece, il termine ordinario per la regolarizzazione è anch’esso interessato dalla sospensione estiva.
Questo implica che:
- per chi ha ricevuto una comunicazione prima dell’inizio della pausa estiva vale il conteggio dei giorni residui. Se il termine era già iniziato prima del 1° agosto, cioè, i termini si interrompono durante la sospensione (dal 1° al 31 agosto 2026) e riprendono subito dopo la fine della tregua fiscale;
- per chi, invece, il termine avrebbe dovuto iniziare proprio durante il periodo di sospensione, la decorrenza viene differita. Dal 4 settembre, quindi, riprendono a decorrere i termini sospesi per le somme dovute a seguito dei controlli automatici e formali e della liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata.
Il pagamento entro le scadenze previste comporta la riduzione delle sanzioni. In particolare, come specificato dall’Agenzia delle Entrate:
- per gli esiti del controllo automatizzato, una sanzione pari al 10% dell’imposta, corrispondente a un terzo della sanzione ordinaria del 30%;
- per gli esiti del controllo formale l’importo indicato è invece pari al 20%.
Chi rischia
A essere maggiormente esposti alla ripresa dell’attività di riscossione sono i contribuenti che hanno debiti fiscali già affidati all’agente della riscossione, ma anche coloro che hanno ricevuto comunicazioni del Fisco e non hanno ancora regolarizzato la propria posizione.
Se il contribuente ritiene che la richiesta da parte dell’amministrazione finanziaria sia errata, non può semplicemente non pagare, ma deve verificare i dati e fornire all’Agenzia delle Entrate la documentazione necessaria a dimostrare l’eventuale errore.
Se invece la somma è effettivamente dovuta, il pagamento nei termini consente normalmente di evitare l’aggravarsi della posizione e il successivo passaggio alla riscossione mediante ruolo.