Il Fisco torna a battere cassa, da settembre ripartono cartelle e avvisi: chi rischia

Da settembre riprendono a pieno ritmo l'invio delle notifiche e lo scorrimento dei termini sospesi per comunicazioni, avvisi e cartelle esattoriali

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Dopo la pausa di agosto, l’Agenzia delle Entrate riprende a pieno ritmo con l’invio delle notifiche. Il calendario torna a scorrere per comunicazioni, avvisi e cartelle di pagamento, mentre per i contribuenti riprendono a decorrere diversi termini che erano rimasti sospesi durante la tregua fiscale estiva. Da settembre, quindi, il Fisco torna a battere cassa.

Ripartono comunicazioni, avvisi e cartelle dell’Agenzia delle Entrate

Tutte le comunicazioni che l’amministrazione finanziaria non ha potuto inviare durante il mese di agosto riprenderanno puntualmente a settembre. Si tratta in particolare di:

Avvisi bonari dal 4 settembre

Un calendario diverso seguono invece gli avvisi bonari, le comunicazioni con cui l’Agenzia delle Entrate informa il contribuente dell’esistenza di un’anomalia o di un importo da versare emerso dai controlli sulla dichiarazione dei redditi. L’avviso non è ancora una cartella esattoriale ma rappresenta, in molti casi, la fase precedente e offre al contribuente la possibilità di regolarizzare la propria posizione pagando entro il termine previsto e beneficiando di sanzioni ridotte.

Per gli avvisi relativi ai controlli automatizzati, l’Agenzia indica ordinariamente un termine di 30 giorni per il pagamento delle somme dovute. Tuttavia, lo stesso termine è sospeso dal 1° agosto al 4 settembre. Solo per i controlli formali, invece, il termine ordinario per la regolarizzazione è anch’esso interessato dalla sospensione estiva.

Questo implica che:

Il pagamento entro le scadenze previste comporta la riduzione delle sanzioni. In particolare, come specificato dall’Agenzia delle Entrate:

Chi rischia

A essere maggiormente esposti alla ripresa dell’attività di riscossione sono i contribuenti che hanno debiti fiscali già affidati all’agente della riscossione, ma anche coloro che hanno ricevuto comunicazioni del Fisco e non hanno ancora regolarizzato la propria posizione.

Se il contribuente ritiene che la richiesta da parte dell’amministrazione finanziaria sia errata, non può semplicemente non pagare, ma deve verificare i dati e fornire all’Agenzia delle Entrate la documentazione necessaria a dimostrare l’eventuale errore.

Se invece la somma è effettivamente dovuta, il pagamento nei termini consente normalmente di evitare l’aggravarsi della posizione e il successivo passaggio alla riscossione mediante ruolo.

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