Vertice Nato, Trump gela l’Europa e attacca ancora Meloni: “Ci avete voltato le spalle”

Ad Ankara il presidente Usa attacca Italia, Germania e Francia e rivendica la Groenlandia, mentre accelera la corsa al riarmo del continente

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

Un vertice Nato ad alta tensione, com’era prevedibile. Ad Ankara si sono riuniti i 32 Paesi dell’Alleanza atlantica, insieme all’Ucraina e ai vertici dell’Ue, per un impegno della durata di due giorni: 7-8 luglio 2026. A rubare la scena, neanche a dirlo, Donald Trump.

Il Presidente statunitense ha infatti aperto il summit con una raffica di attacchi agli alleati europei, accusati d’aver “voltato le spalle” a Washington. Nuovamente al centro della scena, dunque, il rapporto tra Stati Uniti ed Europa.

Un affondo, l’ennesimo, tanto politico quanto economico. Dietro le sue parole ci sono la spesa militare in aumento, i maxi-contratti sulla difesa e la vendita di armi americane al Vecchio continente “a prezzo pieno”. Dal vertice arrivano però anche altre notizie di peso, dall’Ucraina ai colloqui di Mosca. Vediamo i punti principali.

Trump contro l’Europa: tutti gli attacchi

Nel suo intervento, già virale, Trump ha puntato il dito contro:

Paesi, a suo dire, colpevoli di aver “voltato le spalle” agli Stati Uniti. Il rapporto con Giorgia Meloni è ormai congelato, verrebbe da dire, al netto delle manifestazioni d’affetto pro americane di Salvini e Tajani, tra gli altri.

Il Presidente è arrivato a dire d’aver raggiunto Ankara “soltanto per Erdogan”. Non sono poi mancati attacchi personali, come quelli alla Premier italiana, accusata di non aver dato una mano sul dossier Iran. Si è poi tornati su un vecchio pallino, quello della Groenlandia, definita nuovamente “importante per gli Usa”.

Sul piano economico il messaggio è stato nettissimo: Washington non intende più finanziare la Nato più degli altri. Venderà inoltre i propri armamenti agli alleati europei a prezzo pieno, senza sconti. Una linea che scarica sui bilanci Ue buona parte del peso del riarmo.

Spesa militare e maxi-contratti: i numeri del vertice Nato

Il cuore finanziario del summit di Ankara è la difesa. La Nato punta ad alzare l’asticella della spesa militare, con un obiettivo chiaro: raggiungere il 3,5% del Pil entro il 2035. L’Italia, dal canto suo, ha confermato l’impegno a raggiungere il 5% in 10 anni. Rassicurazioni in merito sono giunte da Giorgia Meloni, dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal Ministro della Difesa Guido Crosetto.

Passando ai contratti, invece, si è discusso di circa 35 miliardi di euro di investimenti in sistemi anti-drone nei prossimi 5 anni. Un’iniziativa di cooperazione industriale da circa 2,5 miliardi di euro, che tiene conto di:

Ucraina e i colloqui con Putin

Al di là del braccio di ferro con l’Europa, il vertice ha affrontato anche il delicatissimo fronte ucraino. Il Presidente Zelensky ha chiesto con urgenza nuovi sistemi antimissile Patriot, indicando come priorità la difesa aerea e rivendicando la capacità di Kiev di intercettare più del 90% dei droni russi.

Sul fronte diplomatico, invece, Trump ha avuto colloqui telefonici con entrambi i rappresentanti politici impegnati nel conflitto. Confronto, dunque, anche con Putin. Segnali di un possibile canale negoziale che si intreccia, ancora una volta, con i fragili equilibri economici e strategici dell’intera Alleanza.

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