Il prossimo 3 novembre si terranno le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, le Midterm. Non si vota per il Presidente, ma per rinnovare tutta la Camera e un terzo del Senato. Donald Trump è, per varie ragioni, molto impopolare, ma non è detto che i Democratici siano in grado di approfittarne.
Dai sondaggi, non sembrano esserci dubbi sul fatto che la Camera cadrà sotto il controllo dei Democratici. Il Senato, invece, è molto più incerto e si decide in tre Stati: il Maine, l’Ohio e il Texas.
Indice
Maine, il pasticcio dei Democratici
Se si guardano le elezioni presidenziali, il Maine è uno Stato democratico. Anche se assegna sempre un grande elettore ai Repubblicani, per una legge statale che ha diviso i distretti rurali da quelli urbani, non c’è dubbio che, in un’elezione statale, i Dem dovrebbero vincere senza problemi.
Al Senato, però, uno dei due seggi del Maine è occupato da Susan Collins dal 1997. Collins ha 73 anni, è una Repubblicana moderata e per quasi due decenni ha avuto la fama di senatrice in grado di far passare i provvedimenti che interessavano alla popolazione del Maine. Negli ultimi due anni, però, Trump l’ha costretta a piegarsi alla sua volontà, e alcuni suoi voti in Senato non sono andati giù ai suoi elettori.
Collins non è una preda facile, ma è sicuramente indebolita. I Democratici, però, si sono incartati in delle primarie che hanno portato il candidato di estrema sinistra Graham Platner alla nomination. Fin dall’inizio controverso, Platner è stato affondato dall’accusa di stupro emersa a luglio da parte di una sua ex fidanzata. Al suo posto si è candidato un altro progressista, Troy Jackson, dal profilo più basso, con l’obiettivo di contenere le conseguenze dell’inciampo Platner e attaccare Collins.
Gli ultimi sondaggi danno il democratico Jackson in leggero vantaggio su Collins, ma non oltre il margine di errore.
L’Ohio non è più l’Ohio d’America
In Italia l’Ohio ha ancora la fama di “swing state” per eccellenza. Lo Stato in bilico per definizione, quello che, durante le elezioni presidenziali, va dalla parte di chi vince la corsa alla Casa Bianca. Da almeno un decennio, però, non è più così. L’Ohio ha votato con Trump anche quando il candidato Repubblicano ha perso, nel 2020.
La crisi dell’industria locale ha portato il Partito Repubblicano ad avanzare in maniera netta e, a tutti gli effetti, oggi l’Ohio è uno Stato “rosso” (i colori dei partiti negli USA sono invertiti: la destra è rossa, la sinistra è blu).
Per questa elezione al Senato, che in Ohio è straordinaria per rimpiazzare JD Vance, diventato vicepresidente, i Democratici hanno però arruolato Sherrod Brown. Senatore per tre mandati tra il 2007 e il 2025, ha perso due anni fa, ma con un ottimo risultato. In uno Stato vinto da Trump per 11 punti percentuali contro Harris, Brown è arrivato a 4 punti dal suo rivale.
A lui i Repubblicani contrappongono Jon Husted, scelto come sostituto di Vance in Senato due anni fa in attesa di queste elezioni. Husted è un politico locale, per lo più di secondo piano, e questo sta giocando a suo sfavore. Il suo nome è meno conosciuto di quello di Brown.
Il suo vantaggio principale era quello di essere un Repubblicano “della vecchia guardia”, pre-Trump e quindi non associato all’impopolarità del Presidente. Negli ultimi due anni in Senato, però, Husted ha votato sempre in linea con il Partito, anche in caso di leggi controverse, come quella che ha pesantemente censurato i cosiddetti Epstein Files.
Gli ultimi sondaggi danno i Democratici in leggero vantaggio in Ohio, ma non oltre il margine di errore.
Texas, finalmente blu?
Da anni i Democratici sognano di “rivoltare” il Texas. Uno degli Stati più conservatori d’America sta cambiando. La popolazione ispanica sta aumentando e c’è stato un immigrazione di ricchi professionisti del settore tecnologico, molto progressisti, da altri Stati.
A livello presidenziale questo non è mai bastato. Per il Senato, le cose sono state leggermente differenti. Nel 2018 Beto O’Rourke è arrivato a una manciata di punti da sconfiggere Ted Cruz. Ma anche in quel caso, le speranze dei Democratici sono state frustrate. Il partito concorda ormai che per ottenere una vittoria in Texas serva una tempesta perfetta. Gli elementi dovrebbero essere:
- un’annata di “blue wave”, in cui la popolazione americana si sposta a sinistra;
- un presidente repubblicano estremamente impopolare;
- un candidato repubblicano impresentabile;
- un candidato Democratico in grado di raggiungere anche l’elettorato Repubblicano, senza perdere voti a sinistra.
Le attuali condizioni della corsa per il seggio del Texas in Senato sono:
- l’intenzione di voto generica dà i Democratici in vantaggio di 8 punti;
- il tasso di approvazione di Trump è il più basso della storia di qualsiasi Presidente;
- il candidato Repubblicano è Ken Paxton, ex procuratore generale coperto di scandali e sconfessato dal suo stesso partito;
- il candidato Democratico è James Talarico, giovane, cristiano, moderato e popolarissimo.
A dimostrazione di quanto il Texas sia conservatore, nonostante tutti questi fattori, il Democratico Talarico è dato in vantaggio di soli 2 punti percentuali, sotto il margine di errore, nella media dei sondaggi.
Le altre corse da tenere d’occhio
Anche se, con ogni probabilità, è in questi tre Stati che si deciderà la maggioranza al Senato, non è impossibile che ci siano sorprese, da una parte e dall’altra, in vari Stati. I Democratici devono difendere due seggi importanti che non sono scontati e senza i quali la maggioranza al Senato sarebbe fondamentalmente compromessa:
- il Minnesota, dove il partito deve affrontare uno scandalo di corruzione;
- il Michigan, dove il candidato democratico Abdul El-Sayed è un socialista democratico, piuttosto divisivo anche all’interno del suo partito.
Allo stesso tempo i Repubblicani si sono trovati a dover difendere Stati normalmente sicuri, come:
- il Nebraska, dove un indipendente corre da solo contro il candidato del partito di Trump;
- il Kansas, dove i Democratici sono dati alla pari con i Repubblicani;
- l’Iowa, dove i Repubblicani stanno perdendo terreno;
- la South Carolina, dove la sorella del defunto senatore uscente Lindsey Graham, senza esperienza politica, rischia di perdere uno degli Stati più rossi d’America;
- il Mississippi, dove la numerosa popolazione nera potrebbe mobilitarsi in favore dei Democratici;
- l’Alaska, che da Stato profondamente Repubblicano è passato a essere favorevole alla candidata Dem Mary Peltola.