Guerra Iran-Usa, bozza d’accordo in 9 punti: cessate il fuoco e Stretto di Hormuz libero

I nove punti della bozza di tregua mediata dal Pakistan prevedono anche la revoca delle sanzioni Usa all'Iran. Fuori il nodo del nucleare

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Nella guerra fra Usa e Iran, la bozza di accordo in nove punti attualmente al vaglio delle parti va considerata una strada per la tregua. E sarà questo cessate il fuoco, se fondato su basi solide, a condurre infine alla pace.

La diplomazia in Medio Oriente potrebbe ripartire grazie a questo testo redatto con la mediazione del Governo del Pakistan, che si è detto cautamente ottimista.

Tregua Usa-Iran, i punti sul tavolo

Al centro del testo compare come obiettivo immediato il cessate il fuoco totale. Poi si prosegue con la sicurezza navale nello Stretto di Hormuz, la cui chiusura ha fatto esplodere i prezzi dell’energia in mezzo mondo.

Qui di seguito i nove punti della bozza di accordo Usa-Iran:

  1. cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato su tutti i fronti di guerra;
  2. garantita la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Mar di Oman;
  3. le parti si impegnano a non colpire strutture militari, civili o economiche;
  4. rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Iran;
  5. non interferenza negli affari interni;
  6. meccanismo congiunto per il monitoraggio e la risoluzione delle controversie;
  7. entro sette giorni far iniziare le trattative sulle questioni rimaste in sospeso;
  8. graduale revoca delle sanzioni statunitensi all’Iran;
  9. entrambe le parti si impegnano al rispetto delle condizioni concordate.

Il nucleare iraniano

Come si nota, dai 9 punti manca la questione più delicata: quella che riguarda il programma nucleare iraniano. Per l’Iran si tratta di una necessità strategica, mentre per gli Usa è un punto inaccettabile. La questione potrebbe essere discussa in seguito.

Al di là della bozza di accordo, Washington si aspetta che i materiali utili alla realizzazione del programma nucleare vengano trasferiti o eliminati mentre Teheran prepara la risposta alla cosiddetta “lettera di intenti” inviata dagli Stati Uniti per tentare di chiudere il conflitto. Trump ha ribadito la posizione americana: “Lo avremo noi. Non ne abbiamo bisogno, non lo vogliamo e probabilmente lo distruggeremo. Ma non consentiremo che lo abbia [l’Iran]”.

Lo Stretto di Hormuz

Sotto il profilo strettamente economico, il punto cardine della bozza di accordo Usa-Iran riguarda il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. Dalle notizie sul canale dipendono le reazioni nelle Borse mondiali e le conseguenze su costo dell’energia e inflazione. Secondo Bloomberg, un blocco fino ad agosto potrebbe generare effetti economici paragonabili alla crisi finanziaria del 2008, con ricadute sui mercati energetici e sulla intera catena degli approvvigionamenti.

Gli iraniani avevano inizialmente imposto il blocco a Hormuz, ma poi gli americani avevano ordinato il loro stop alla navigazione. Alla fine Trump si è preso il merito dei risultati: “Il blocco navale ha funzionato al cento per cento”.

Il ruolo della Cina

Il premier cinese è nel pieno di una maratona diplomatica: nel giro di pochi giorni Xi Jinping ha incontrato Trump prima e Putin dopo. E dal 23 maggio sarà la volta del bilaterale Cina-Pakistan con la visita del presidente Shehbaz Sharif. Fra i dossier che stanno più a cuore alla Cina, oltre a Taiwan e alla tregua commerciale con gli Usa, c’è certamente anche la questione della guerra in Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz.

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