Scorte del gas, l’Italia sfiora il 50%: record Ue nonostante i prezzi in rialzo

Italia vicina al 50% di stoccaggi gas e leader in Europa, mentre i prezzi salgono e l’UE resta indietro tra strategie divergenti

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

A un mese esatto dall’avvio della stagione degli stoccaggi, l’Italia sfiora il 50% di riempimento dei depositi di gas, superando nettamente la media europea e confermandosi tra i Paesi più virtuosi del continente. Un risultato ancora più significativo perché ottenuto in un contesto di prezzi in forte rialzo, con il Ttf di Amsterdam che ha chiuso la settimana a 45,76 euro al MWh, sui massimi dal 14 aprile scorso.

Il quadro europeo

I dati di Gas Infrastructure Europe (GIE) fotografano uno scenario a due velocità all’interno dell’Unione Europea. L’Italia dispone di 101,6 TWh in stoccaggio, equivalenti a quasi il 50% della capacità nazionale. Gli altri principali Paesi europei restano ancora lontani da questi livelli, soprattutto se si considerano quelli con maggiore capacità complessiva di stoccaggio.

Paese Gas in stoccaggio (TWh) Riempimento (%)
Italia 101,6486 49,87
Germania 63,6929 25,71
Francia 40,0686 32,35
Austria 38,8305 38,72
Ungheria 23,8536 35,08
Spagna 22,8796 63,85
Paesi Bassi 14,3759 10,00
Repubblica Ceca 13,5609 29,93
Polonia 16,1299 43,77
Romania 9,5256 28,13

Va sottolineato che Portogallo, Spagna e Polonia, pur con percentuali elevate, dispongono di capacità di stoccaggio nettamente inferiori a quella italiana. La classifica della percentuale di stoccaggio dei paesi europei è la seguente:

L’Italia cresce e va controcorrente

Il dato più eclatante è il confronto con maggio 2025. L’Italia è l’unico Paese europeo a presentare stoccaggi superiori a quelli di dodici mesi fa: allora i depositi nazionali disponevano di 96,7 TWh, oggi siamo a 101,6 TWh. Un segnale di controtendenza rispetto al resto d’Europa, dove la situazione è peggiorata sensibilmente: l’Ue è scesa da 446,37 TWh a 370,7 TWh, mentre la Germania ha visto calare le proprie riserve da oltre 81 TWh agli attuali 63,7 TWh.

Questo divario riflette scelte strategiche differenti in risposta alle tensioni geopolitiche e alla volatilità dei prezzi energetici. Come dichiarato dal ministro Urso a margine di un recente Consiglio europeo, l’Italia è oggi diventata:

un hub di transito del gas naturale e anche gli stoccaggi si attestano su livelli elevati superiori al 50%, il più alto in Ue.

Il premio di giacenza

La volatilità dei prezzi rimane il principale ostacolo alla campagna di riempimento. Il gas Ttf ha chiuso la settimana ad Amsterdam a 45,76 euro al MWh, il livello più alto dal 14 aprile scorso. Per sostenere le iniezioni anche in un contesto di mercato caratterizzato da prezzi elevati, l’Arera ha introdotto il cosiddetto “premio di giacenza”. Si tratta di uno strumento che compensa gli operatori tenendo conto degli oneri finanziari legati all’immobilizzazione del gas e del differenziale di prezzo tra i contratti con consegna invernale e quelli stipulati durante il periodo di iniezione.

In sostanza, chi stocca gas anche quando i prezzi sono più alti viene remunerato per il rischio assunto, garantendo così la continuità delle operazioni di riempimento indipendentemente dalle oscillazioni del mercato.

Sul fronte operativo, il 23 aprile Snam ha annunciato la chiusura delle aste per l’assegnazione di capacità di stoccaggio, comunicando di aver raggiunto il target del 90% di riempimento entro il 31 ottobre 2026, ultimo giorno della stagione degli stoccaggi. La capacità assegnata ammonta a 17,5 miliardi di metri cubi, su una capienza totale nazionale di poco superiore a 19 miliardi.

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