Le scorte di gas italiane sono in aumento. Nelle prime settimane di aprile il livello degli stoccaggi italiani ha sfiorato il 44%, molto più della media europea. L’Ue ha raccomandato agli Stati membri di raggiungere almeno l’80% di riempimento entro ottobre, in modo da poter affrontare l’inverno anche in caso di crisi energetica.
Il momento però è comunque sfavorevole al riempimento degli stoccaggi. Il prezzo del gas sta aumentando a causa della guerra in Medio Oriente, e il collasso dei colloqui tra Iran e Usa, con un nuovo blocco dello stretto di Hormuz, ha aggravato la situazione.
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Aumentano le scorte di gas in Italia e in Europa
In Italia gli stoccaggi di gas sono passati, nelle prime settimane di aprile, dal 43,24% a 87 TWh al 43,61% a 88,7 TWh. La stagione dell’aumento delle scorte è iniziata il 1° del mese, in un momento critico per i mercati energetici. Il gas è attorno a 46 euro al MWh, in aumento di quasi il 40% rispetto a un anno fa. La causa è la guerra in Medio Oriente, una situazione che si è appena aggravata.
Tra sabato e domenica i colloqui di pace tra Iran e Usa, seguiti alla tregua della scorsa settimana, sono collassati. Gli Stati Uniti hanno annunciato che bloccheranno lo stretto di Hormuz, in modo che l’Iran non possa commerciare petrolio. In questo modo i mercati energetici internazionali sono tornati sotto pressione.
In Europa la situazione degli stoccaggi è critica. In media le riserve sono a 323,61 TWh, poco meno del 29%, anche se alcuni Paesi virtuosi, come la Germania, hanno già accumulato più del 50% della loro capacità disponibile. L’Ue ha intimato i Paesi membri a fare scorte fin da subito e a non aspettare un calo dei prezzi che potrebbe non verificarsi in tempo.
Obiettivo 90% entro ottobre
L’Ue ha anche fissato un chiaro obiettivo per le scorte di gas europee. Entro il 31 ottobre, data in cui di solito l’accumulo si conclude in tutta Europa e gli stoccaggi iniziano a calare, l’80% della disponibilità di riserva del gas europeo dovrà essere riempita. In questo modo si potrà garantire sia un inverno senza problemi per i riscaldamenti, anche in caso di crisi, sia un possibile intervento di emergenza.
L’Italia si è posta un obiettivo ancora più ambizioso: riempire le scorte fino al 90% entro il 31 ottobre. Il nostro Paese è particolarmente vulnerabile alle variazioni del prezzo del gas e per questa ragione deve assicurarsi di avere sempre a disposizione metano di riserva in modo da alleviare le fluttuazioni di prezzo sui mercati internazionali.
Quanto possono durare le scorte italiane
Le scorte italiane si dividono in due categorie:
- le scorte strategiche, pari a circa un massimo di 4,6 miliardi di metri cubi standard;
- le scorte per il mercato, pari a circa un massimo di 13,5 miliardi di metri cubi standard.
Utilizzando i consumi medi di gas dell’Italia, se le importazioni terminassero all’improvviso e del tutto (scenario molto improbabile), il nostro Paese avrebbe gas per circa tre mesi. In inverno, quando i consumi sono più alti, anche gli stoccaggi al 100% non potrebbero garantire più di un mese e mezzo di consumi. In una situazione di questo tipo, comunque, verrebbero sicuramente introdotte misure estreme per limitare i consumi.
Queste non sono inoltre le uniche risorse energetiche che l’Italia ha in riserva. Tutte le aziende di prodotti petroliferi, infatti, sono obbligate a tenere in stoccaggio almeno l’equivalente di 90 giorni di importazioni.