Penny Italia, 200 milioni di investimenti entro il 2028 e nuove aperture al Sud

Penny Italia prevede 200 milioni di investimenti entro il 2028 e 15 nuove aperture all’anno. Piano per il Centro-Sud

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Penny Italia accelera sul mercato italiano della grande distribuzione e punta a rafforzare la propria presenza con nuove aperture, rinnovamento dei punti vendita e un modello sempre più vicino alle abitudini di consumo locali. Il discount ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro e punta a raggiungere quota 2 miliardi nel giro di pochi anni. A indicare l’obiettivo è il nuovo amministratore delegato Arnd Riehl. La crescita si inserisce in un contesto in cui il canale discount ha guadagnato peso anche in Italia.

Il piano di crescita di Penny Italia

Penny Italia conta oggi circa 460 punti vendita attivi sul territorio nazionale. Il piano di sviluppo prevede una media di 15 nuove aperture all’anno, con l’obiettivo di aumentare gradualmente la copertura del Paese. “Nel 2025 il nostro fatturato è stato pari a circa 1,7 miliardi di euro, e vogliamo arrivare a 2 miliardi nel giro di pochi anni”, ha spiegato Riehl. Secondo l’amministratore delegato, le premesse per raggiungere il target sono positive, anche perché nell’ultimo anno l’azienda è cresciuta più della media del canale discount. Riehl ha precisato che l’azienda resta aperta a possibili attività di fusioni e acquisizioni, se dovessero presentarsi opportunità coerenti con il piano di sviluppo.

Investimenti per 200 milioni entro il 2028

Nel 2026 Penny Italia ha destinato circa 70 milioni di euro a nuove aperture, rinnovamento della rete e ammodernamento dei negozi esistenti. L’obiettivo è arrivare a 200 milioni di euro complessivi entro il 2028. Le risorse saranno utilizzate per rafforzare la presenza dell’insegna, migliorare l’efficienza dei punti vendita e intervenire anche sulla sostenibilità degli edifici.

Tra le priorità indicate dall’azienda ci sono l’efficientamento energetico, la modernizzazione degli spazi commerciali e l’adattamento dei negozi alle nuove esigenze dei clienti. Il piano potrà prevedere anche alcune chiusure, ma il saldo complessivo resterà positivo grazie al numero di nuove aperture programmate.

Made in Italy e filiera nazionale

Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato, il 90% dei fornitori di Penny Italia è nazionale e circa il 75% dei prodotti è Made in Italy. La scelta risponde alla necessità di adattare il modello discount alla cultura alimentare italiana, molto diversa da quella di altri mercati europei. “Qui da voi c’è una cultura del cibo estremamente diversa da quella tedesca”, ha sottolineato Riehl. Per questo motivo l’azienda punta a offrire risparmio senza rinunciare alla qualità e alla riconoscibilità dei prodotti.

In questa direzione rientra anche il programma “Abbracciamo l’impresa italiana”, nato durante la pandemia e rivolto soprattutto ai prodotti a marchio del distributore. Il progetto consente di mantenere una filiera più corta e di rafforzare il rapporto diretto con piccole e medie imprese locali.

Focus su Centro-Sud, Puglia e Sicilia

Il piano di espansione guarda con particolare attenzione al Centro-Sud, area in cui il discount ha storicamente incontrato maggiori difficoltà per la presenza diffusa di operatori locali della grande distribuzione. Nel 2026 Penny Italia ha già aperto nuovi negozi a Locri, in Calabria, e a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania.

Secondo Riehl, i mercati meridionali più interessanti per le prossime aperture sono Puglia e Sicilia. Tra le aree considerate strategiche figura anche il Lazio, che pur trovandosi più a nord rispetto al Mezzogiorno offre opportunità di crescita per l’insegna.

Lo sviluppo territoriale, insieme agli investimenti sulla rete e al rafforzamento dell’offerta fresca, rappresenta una delle leve principali per raggiungere il traguardo dei 2 miliardi di fatturato nei prossimi anni.

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