Mps, prosegue il risiko tra Opas di Intesa e proposta di Banco Bpm: cosa può succedere

Il Monte dei Paschi prende tempo e affida agli advisor il compito di esaminare le offerte sul tavolo. Intanto prosegue il piano di riorganizzazione interna promosso dal CdA

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Mps si conferma al centro una delle partite più importanti del risiko bancario italiano. Da una parte c’è l’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo insieme a Unipol, dall’altra la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm. Per il momento il Consiglio di Amministrazione della banca senese non ha preso una decisione definitiva e ha affidato agli advisor il compito di analizzare i diversi scenari.

L’ultimo CdA ha infatti confermato che proseguono le attività di valutazione sia dell’offerta notificata da Intesa Sanpaolo sia della possibile operazione di integrazione prospettata da Banco Bpm. Una scelta che testimonia la volontà del Monte di non chiudere alcuna porta e di verificare attentamente quale strada possa creare maggior valore per gli azionisti.

Le due opzioni sul tavolo di Mps

Il nodo è duplice e riguarda, com’è noto, due possibili operazioni molto diverse tra loro. La prima è l’Opas presentata da Intesa Sanpaolo, notificata due settimane fa, che punta a rafforzare ulteriormente la propria posizione nel sistema bancario italiano attraverso l’integrazione del Monte dei Paschi.

La seconda è la proposta avanzata da Banco Bpm, che mira invece a creare un grande polo bancario alternativo, capace di competere con i principali gruppi del settore. Secondo le stime presentate dal Banco, l’aggregazione potrebbe generare sinergie superiori a un miliardo di euro prima delle imposte.

Al momento nessuna delle due opzioni è stata formalmente accettata. Il CdA dell’istituto di Siena ha preferito mantenere una posizione prudente, proseguendo le analisi con il supporto di consulenti finanziari e legali.

Perché il CdA non ha ancora preso una decisione

La cautela non ha sorpreso gli osservatori. Le operazioni sul tavolo hanno implicazioni molto rilevanti sia sotto il profilo industriale sia sotto quello finanziario. Gli advisor incaricati da Mps proseguono nelle valutazioni che abbracciano aspetti come il valore delle offerte, gli impatti sugli azionisti, le prospettive di crescita e le eventuali criticità regolamentari.

In una situazione così complessa il Consiglio di Amministrazione ha scelto di non sbilanciarsi prima del tempo. L’obiettivo è comprendere quale scenario possa garantire il miglior equilibrio tra sviluppo industriale e ritorno economico per gli investitori.

Secondo diversi analisti, inoltre, Monte dei Paschi di Siena potrebbe cercare di utilizzare questa fase negoziale per ottenere condizioni più favorevoli nell’eventuale trattativa con i soggetti interessati.

Cosa prevede il piano di riassetto di Mediobanca

Nel frattempo il progetto industriale del gruppo va avanti e l’Opas di Intesa Sanpaolo non ferma il riassetto di Mediobanca. I consigli di amministrazione di Mps e delle controllate coinvolte hanno approvato una riorganizzazione che interessa alcune attività oggi riconducibili all’istituto monzese.

Il piano prevede una redistribuzione di asset tra diverse società del gruppo e rappresenta uno dei passaggi centrali della strategia delineata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. L’operazione dovrà comunque passare attraverso ulteriori autorizzazioni e attraverso il voto delle assemblee straordinarie previste nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda il management, il riassetto rappresenta un tassello fondamentale per aumentare l’efficienza del gruppo e valorizzarne gli asset strategici indipendentemente dagli sviluppi del risiko bancario.

Quanto potrebbe valere Mps dopo la riorganizzazione

Va senza dire che uno degli aspetti che gli investitori stanno osservando con maggiore attenzione riguarda il possibile impatto della riorganizzazione sul valore del Monte dei Paschi di Siena.

Secondo diverse valutazioni, l’integrazione completa delle attività collegate a Mediobanca potrebbe consentire a Mps di incorporare ulteriore valore patrimoniale attualmente non pienamente riflesso nella capitalizzazione di mercato.

Questo è senza dubbio uno degli elementi perché il gruppo stia portando avanti il proprio piano industriale parallelamente alle offerte ricevute. In altre parole, Mps punta a rafforzare la propria posizione negoziale dimostrando di avere una strategia autonoma e un percorso di crescita già definito.

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