Nuova emissione di monete celebrative: quanto valgono per i collezionisti

Nuove monete celebrative 2026: emesse le edizioni per Milano-Cortina e Arnaldo Pomodoro. Una guida su prezzi, valore reale e potenziali di investimento per collezionisti

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Il 2026 si apre con una nuova emissione di monete celebrative italiane, ufficializzata con una serie di decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 19 gennaio 2026. Le nuove coniazioni, tutte dotate di corso legale, riguardano eventi storici, culturali e sportivi di rilievo nazionale e internazionale. Considerando quanto valgono, rappresentano un tema di particolare interesse non solo per i collezionisti ma anche per gli investitori.

Quali sono le nuove monete celebrative emesse dallo Stato italiano

I decreti emanati disciplinano l’emissione e il corso legale di cinque nuove monete celebrative, tutte con millesimo 2026, in metalli preziosi (argento e oro) e con finiture di pregio come fior di conio, elementi colorati e reverse proof.

Nel dettaglio, le emissioni sono le seguenti:

Tutte le monete sono a corso legale nello Stato italiano, come previsto dall’articolo 128 del TFUE e dalla normativa nazionale in materia di emissione monetaria.

Valore nominale e valore reale: due piani diversi

Quando si parla di monete, è fondamentale distinguere tra valore facciale (ossia quello indicato sulla moneta: 3, 4, 5, 10 o 50 euro) e valore reale. Questo, in particolare, dipende da una combinazione di fattori, quali tipo metallo, tiratura, qualità di conio, interesse collezionistico e andamento del mercato.

Dal punto di vista strettamente legale, queste monete possono essere utilizzate come mezzo di pagamento, ma nella pratica il loro valore economico supera quasi sempre quello nominale, rendendole di fatto pezzi da collezione o investimento, non di circolazione.

Quanto valgano per i collezionisti e gli investitori

Se guardiamo a quanto valgono oggi, in concreto, le nuove monete celebrative, è importante chiarire subito un punto: il loro valore reale non coincide quasi mai con quello facciale. Parliamo di monete a corso legale, sì, ma pensate fin dall’origine per il mercato numismatico e professionale, non per la circolazione quotidiana.

Partiamo dalle monete in argento, che rappresentano il nucleo più ampio dell’emissione. Ebbene, quella da 5 euro in argento dedicata all’850° anniversario della Battaglia di Legnano, in versione fior di conio con elementi colorati, ha un valore nominale simbolico, ma viene collocata sul mercato a un prezzo decisamente più alto. Al momento dell’emissione, il prezzo si colloca intorno ai 65-70 euro, una cifra coerente con le precedenti emissioni IPZS di pari caratteristiche. Sul mercato secondario, visto che già nelle prime settimane la valutazione tende a salire leggermente, potrebbe essere rivenduta sui 90 euro, soprattutto per l’interesse storico e per la lavorazione colorata, che intercetta un pubblico più ampio del collezionista tradizionale.

La 10 euro in argento dedicata ai 100 anni dalla nascita di Arnaldo Pomodoro ha un profilo ancora più interessante per i professionisti. Il valore facciale è di 10 euro, ma il prezzo di emissione si colloca tra 80 e 90 euro, con valutazioni di mercato che possono arrivare anche a 110-120 euro. Questo perché qui il valore non è solo numismatico: il nome di Pomodoro ha un peso internazionale e intercetta anche il mondo dell’arte contemporanea. È una moneta che tende a mantenere bene il prezzo nel tempo e che può rivalutarsi più per reputazione culturale che per il semplice contenuto in argento.

La 3 euro in argento dedicata alle relazioni Italia-USA nel 250° anniversario dell’indipendenza americana, in versione reverse proof, ha un taglio facciale molto basso, ma questo è del tutto irrilevante nella valutazione reale. Il prezzo di emissione si colloca tra 55 e 65 euro, mentre il valore di mercato potrebbe arrivare tra 70 e 85 euro. La finitura reverse proof e il tema internazionale la rendono appetibile anche fuori dall’Italia, soprattutto negli Stati Uniti. È una moneta che, per i professionisti, funziona bene in termini di liquidità e rotazione, più che come pezzo da tenere a lungo.

Sempre in argento, la 4 euro Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 – Handover, anch’essa reverse proof, si colloca su valori simili: 60-70 euro in emissione e circa 95 euro sul mercato. Il tema olimpico è uno dei più solidi in assoluto dal punto di vista collezionistico, perché mantiene interesse anche a distanza di anni. Non è una moneta speculativa, ma ha una buona tenuta e una discreta rivendibilità, qualità molto apprezzate dagli operatori.

Il discorso cambia in modo netto con la moneta d’oro da 50 euro dedicata alle relazioni Italia–USA, sempre per il 250° anniversario dell’indipendenza americana. Qui il valore facciale è puramente formale. Il prezzo di emissione è intorno ai 3.450 euro e il valore di mercato segue da vicino la quotazione dell’oro, oscillando tra 3.450 e 3.700 euro a seconda dell’andamento del metallo prezioso. In questo caso il peso numismatico c’è, ma è secondario: per i professionisti si tratta soprattutto di un bene patrimoniale, assimilabile a un investimento in oro con un piccolo premium legato alla tiratura e alla finitura reverse proof.

Il loro valore potrebbe aumentare in futuro?

Il valore di queste monete potrebbe aumentare nel tempo, ma non tutte nello stesso modo e soprattutto non per gli stessi motivi. Per capirlo conviene ragionare come farebbe un professionista, distinguendo tra monete in argento a vocazione numismatica e moneta in oro a vocazione patrimoniale.

Tenendo conto dei fattori analizzati sopra, il potenziale di crescita delle monete emesse a gennaio 2026 è reale, ma va letto in modo selettivo. Le monete in argento (3, 4, 5 e 10 euro) possono aumentare di valore, ma in genere lo fanno nel medio-lungo periodo, non nel giro di pochi mesi.

La 10 euro dedicata ad Arnaldo Pomodoro è probabilmente quella con il miglior potenziale di rivalutazione. Il motivo non è l’argento in sé, ma il nome dell’artista: se l’interesse per Pomodoro continuerà a crescere (mostre, anniversari, mercato dell’arte), anche la moneta potrebbe beneficiare di questa attenzione. In questo caso un aumento nel tempo è plausibile, soprattutto oltre i 5-10 anni.

La 5 euro della Battaglia di Legnano ha un tema storicamente importante, ma più “nazionale”. Questo significa che il valore può crescere, ma in modo più lento e contenuto, legato soprattutto alla scarsità degli esemplari disponibili sul mercato.

La 3 euro Italia-USA e la 4 euro Milano-Cortina 2026 hanno un buon potenziale perché legate a eventi internazionali. In particolare, la moneta olimpica potrebbe beneficiare dell’effetto “post-evento”: spesso, dopo i Giochi, l’interesse collezionistico aumenta invece di diminuire. Anche qui, però, parliamo di una crescita progressiva, non speculativa.

Per quanto riguarda infine la moneta d’oro da 50 euro, il suo valore futuro dipende soprattutto dalla quotazione dell’oro.  Se il prezzo dell’oro sale, sale anche il valore della moneta, quasi automaticamente. Il premio numismatico (reverse proof, tiratura, tema) tende a restare stabile e difficilmente esplode, ma contribuisce a proteggere il valore anche in fasi di mercato meno favorevoli. Per questo motivo, per un professionista o un investitore, questa moneta non è tanto una scommessa quanto una forma di conservazione del capitale con una componente collezionistica.

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