Manovra 2027, banche e assicurazioni nel mirino: il Governo punta a 3 miliardi

Banche e assicurazioni: il ministero dell’Economia valuta un contributo compreso tra 2 e 3 miliardi di euro ma l'Abi frena

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il Governo accelera sulla legge di Bilancio e torna a fare i conti con le coperture da trovare per finanziare le misure annunciate, vale a dire il taglio dell’Irpef, la flat tax per i giovani e gli interventi sulla sanità.

Tra le ipotesi al vaglio del ministero dell’Economia spunta un nuovo contributo a carico di banche e assicurazioni, con un obiettivo compreso tra 2 e 3 miliardi di euro. Il dibattito, va chiarito, non riguarda gli extraprofitti. Il confronto con il settore è aperto, ma la strada pare in salita. Anche per le divisioni interne alla maggioranza.

Manovra, che succede alle banche

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, frena all’ipotesi di un nuovo contributo richiamando l’accordo triennale già sottoscritto con il Governo, che prevede contributi per 10,5 miliardi di euro.

Il primo anno dell’accordo ha visto il contributo di 4,4 miliardi di euro da parte di banche e assicurazioni.

All’interno della maggioranza, è braccio di ferro fra i due vicepremier con il leghista Matteo Salvini che spinge per una richiesta più consistente agli istituti di credito, mentre l’azzurro Antonio Tajani si dichiara contrario a nuove tasse sulle banche.

Il tempo intanto stringe: martedì 13 ottobre è atteso il Documento programmatico di bilancio, da inviare alla Commissione europea.

Manovra, quanto possono pagare banche e assicurazioni

La cifra citata da recuperare dalle banche (fra 2 e 3 miliardi) per la Manovra prevede ipotesi tecniche diverse che riguardano soprattutto il trattamento fiscale di alcune componenti dei bilanci degli istituti di credito e delle compagnie assicurative. Tra gli strumenti valutati figurano gli interventi sulle Dta (acronimo di Deferred Tax Assets), cioè attività fiscali differite che possono tradursi in benefici fiscali futuri.

Sul tavolo ci sono anche possibili modifiche al trattamento degli avviamenti, alla valutazione degli strumenti finanziari secondo il principio contabile internazionale Ifrs 9 e alla svalutazione dei crediti. L’attenzione si estende inoltre agli avviamenti delle assicurazioni. Da definire ancora importi effettivi e la distribuzione dell’eventuale contributo.

Il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha confermato che le interlocuzioni sono avviate:

Non vogliamo dare schiaffoni a nessuno. Il dialogo è sempre aperto, come c’è stato lo scorso anno, vediamo di farlo anche quest’anno.

Energia, il Governo cerca risorse

E il confronto sulle coperture potrebbe estendersi anche alle società dell’energia. In questo caso, però, il tema si intreccia con la discussione sul tetto al prezzo dei carburanti.

Il presidente dell’Unem, Gianni Murano, ha messo in guardia. Così ha dichiarato, come riporta Il Sole 24 Ore:

Extraprofitti? Tutte le risorse che vengono sottratte agli investimenti nel settore creeranno problemi domani.

Al momento, non sono indicate cifre definitive da attribuire alle società del comparto.

Comuni e Sanità

Fra chi chiede attenzione ci sono i Comuni italiani, che attraverso l’Anci chiedono 1 miliardo di euro per diverse esigenze, fra le quali l’assistenza ai minori stranieri non accompagnati, il sostegno agli alunni con disabilità, il pagamento delle bollette e un piano di assunzioni per 12.000 addetti della Polizia locale.

E anche la sanità è in pressing sul Governo: nei giorni scorsi il ministro della Salute Orazio Schillaci ha indicato in 5,5 miliardi di euro aggiuntivi la somma minima necessaria per il settore.

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