Tra pochissimi giorni, esattamente dal 2 al 6 marzo 2026, è prevista una nuova emissione del Btp Valore, il titolo di Stato italiano dedicato ai risparmiatori individuali e retail. Si tratta di una forma di investimento adatta anche a chi non ha esperienza con i mercati finanziari e desidera strumenti trasparenti e a medio-lungo termine. Vediamo come sottoscriverlo senza dover sostenere alcuna commissione bancaria e perché è così speciale.
Indice
Le caratteristiche del Btp Valore
Il Btp Valore è un titolo di Stato speciale perché è pensato esclusivamente per il mercato retail, ovvero per gli investitori individuali e i piccoli risparmiatori. A differenza di altri prodotti, viene collocato sul mercato mediante la piattaforma Mot (Mercato Telematico delle Obbligazioni) di Borsa Italiana grazie alla quale la procedura di sottoscrizione è più semplice e accessibile.
Questo titolo è inoltre caratterizzato da un meccanismo di cedole crescenti nel tempo, chiamato step-up. Significa che gli interessi che vengono pagati dallo Stato non restano uguali per tutta la durata del titolo ma aumentano dopo un determinato numero di anni.
Nella prima parte dell’investimento, il tasso di interesse che si riceve è solitamente più basso mentre negli successivi cresce. Il sistema è pensato per premiare coloro che mantengono il buono fino alla scadenza.
Le caratteristiche principali del nuovo Btp Valore sono le seguenti:
- dura 6 anni;
- le cedole sono trimestrali con un meccanismo step-up 2+2+2 – il rendimento aumenta ogni 2 anni;
- il capitale è garantito alla scadenza;
- non c’è nessun vincolo di detenzione – il titolo si può vendere in qualsiasi momento;
- la tassazione è agevolata, l’imposta è del 12,5% sul premio finale e sulle cedole;
- nel caso di trasferimento agli eredi non si paga l’imposta di successione;
- l’investimento minimo deve essere di 1.000 euro.
Come funziona il premio finale e come non perderlo
Se si acquista il Btp Valore durante il periodo di collocamento e lo si mantiene fino alla scadenza si ha diritto a un premio finale che è uguale allo 0,8% dell’importo investito.
Nel caso si acquistino 10.000 euro in Btp Valore, alla scadenza si riceveremmo 80 euro di premio extra.
Il premio non è collegato al Pil. Questo significa che non cambia in base all’andamento dell’economia, la percentuale è infatti fissa fin dal momento dell’acquisto, rendendo più facile calcolare il rendimento complessivo dell’investimento.
Per non perdere il premio è però necessario rispettare alcune importanti tegole. Se il Btp Valore viene prestato a un istituto di credito o a un intermediario mediante un operazione di prestito titoli, si perde il diritto di ricevere il premio finale extra. Il motivo è che, seppure temporaneamente, il titolo non risulta più nella piena disponibilità dell’investitore.
Qualora, invece, venga spostato tra conti con intestazioni diverse, il premio si può ricevere ma solo se alla scadenza è presente almeno uno dei cointestatari originari. Se nessuno degli intestatari è presente, il bonus non viene riconosciuto.
Infine, nel caso di morte del titolare, gli eredi possono ricevere il premio finale a patto che mantengano il titolo fino alla sua scadenza naturale.
Quando e come acquistare il Btp Valore di marzo 2026
Il Btp Valore si può acquistare durante il periodo di collocamento stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal 2 e fino alle ore 13 del 6 marzo 2026, salvo chiusura anticipata.
Durante tali giorni, il titolo si può acquistare mediante:
- la propria banca;
- ufficio postale;
- la propria applicazione di home banking se abilitata al trading.
Per sottoscriverlo, è però necessario avere avere un conto deposito titoli attivo collegato al proprio conto corrente o al libretto di risparmio e aver compilato il questionario di profilazione Mifid.
Se non si possiedono questi requisiti, non si può partecipare al collocamento dei titoli senza l’ausilio di intermediari specializzati.
Commissioni e tasse: cosa paga davvero l’investitore
Durante il collocamento del Btp Valore, l’investitore paga soltanto il prezzo nominale del titolo che è uguale al valore di emissione senza costi aggiuntivi applicati dall’Istituto di credito o dagli intermediari.
Questo significa che l’intero importo che si investe va direttamente nell’acquisto del Btp per cui non si deve sostenere alcuna spesa di sottoscrizione.
Possono però esserci dei costi in caso di:
- vendita anticipata prima della scadenza;
- acquisto successivo alla prima emissione, quindi sul mercato secondario.
In questi casi le commissioni dipendono dalle condizioni stabilite tra la banca o la piattaforma di trading che si utilizza e il cliente. Possono quindi essere diverse in base ai servizi che si scelgono, alle regole dell’intermediario e ai servizi scelti.
Chi dovrebbe investire nel nuovo Btp Valore
I Btp Valore sono pensati soprattutto per i piccoli risparmiatori con un profilo prudente e un orizzonte di medio periodo.
Non richiedono delle competenze avanzate di trading per cui sono adatti anche a chi si avvicina per la prima volta ai mercati finanziari.
Come abbiamo visto, durano sei anni, hanno cedole trimestrali crescenti con meccanismo step-up e un premio fedeltà dello 0,8% per cui sono ideali per chi cerca entrate periodiche stabili e un rendimento certo nel tempo.
Oggi i conti deposito offrono rendimenti più bassi rispetto al passato e si prevede che le banche centrali possano tagliare i tassi in futuro. Per questo, bloccare i propri risparmi adesso con titoli a lunga scadenza può essere una buona mossa per proteggersi.
Come spiegato da Gian Marco Salcioli (Assiom Forex) a La Stampa, non si hanno certezze assolute, ma è probabile che la Banca Centrale Europea mantenga i tassi stabili per i prossimi dodici mesi. In questo scenario, l’Italia è vista dal mercato come meno rischiosa rispetto a colossi come Giappone o Stati Uniti ed è per questo che i titoli in scadenza tra molti anni offrono rendimenti più alti e interessanti rispetto a quelli a breve termine
Quali sono gli errori da non compiere
Se si decide di investire nel nuovo Btp Valore ci sono degli errori comuni che si dovrebbero evitare:
- non considerare l’orizzonte temporale e vendere anticipatamente riducendo di fatto il rendimento complessivo:;
- ignorare la tassazione e le condizioni del conto, le eventuali spese di gestione o i costi del trading – anche se non ci sono commissioni all’emissione, infatti, potrebbero influire sul rendimento netto;
- cercare rendimenti elevati nel breve periodo, dato che sono strumenti di medio-lungo termine e non sono adatti a chi cerca guadagni rapidi.
Seguire queste indicazioni aiuterà a sfruttare al meglio le caratteristiche del titolo, riducendo il rischio di perdere soldi e incorrere in costi imprevisti.