Asta dei Btp, 7 miliardi collocati sul mercato: rendimenti fino al 4,84%

I Btp collocati all'asta il 13 ottobre hanno restituito rendimenti in forte aumento, con quelli a 15 anni che hanno toccato il 4,84% lordo, ben al di sopra del 4% netto

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Si è conclusa la collocazione dei Btp all’asta per i titoli a medio e lungo termine. I rendimenti sono stati valutati in forte aumento a causa del basso prezzo di vendita in particolare dei titoli a 15 anni. Questi ultimi, che già partivano da una cedola del 3,95%, hanno toccato rendite del 4,84% lordo, superando il 4% netto.

Anche gli altri due prodotti, un Btp a 3 anni e un altro a 7 anni, hanno raggiunto rendimenti notevoli, rispettivamente del 3,69% e del 4,24%. Si tratta di risultati relativamente prevedibili, visto che si trattava di tranche avanzate di prodotti già sul mercato da settimane.

Come è andata l’asta dei Btp del 13 ottobre

Il Tesoro è riuscito a piazzare tutti e 7 i miliardi di euro in Btp previsti per l’asta del 13 ottobre. L’importo è stato diviso come previsto in:

Anche i rapporti di copertura sono stati buoni, tutti superiori all’1,50. I rendimenti però si sono adeguati alle ultime dinamiche di mercato, che non sono state particolarmente favorevoli al Tesoro.

I rendimenti dei Btp sono aumentati molto

L’aumento dei rendimenti è stato molto significativo in tutti i prodotti e mai inferiore a 26 punti base:

Come interpretare questi risultati

I risultati erano in parte prevedibili, ma si tratta comunque di rendimenti molto alti. Tutti questi Btp erano già sul mercato e, almeno nel caso di quelli a più breve termine, i rendimenti erano simili a quelli ottenuti: 3,70% per il 3 anni e 4,12% per il 7. È il 15 anni a essere andato molto oltre le aspettative, visto che veniva scambiato al 4,58%.

Il mercato ha quindi prezzato questo prodotto in maniera molto sfavorevole, ritenendolo non competitivo con altri sul mercato. Effettivamente, in un contesto in cui i Btp a 10 anni rendono il 4,50% circa, si tratta di un titoli di Stato con una cedola relativamente bassa.

Perché i rendimenti dei Btp sono così alti

Le ragioni dietro a questi risultati sono molteplici e, a differenza che in passato, non hanno molto a che fare con i problemi del debito italiano. Anche se la situazione finanziaria del nostro Paese è un fattore di debolezza, è l’intero mercato internazionale delle obbligazioni a essere in una condizione precaria.

La base di questa crisi sono i tassi di interesse sui depositi, alti a causa dell’inflazione che viene spinta dalle guerre che compromettono il mercato dell’energia. A questo si aggiunge una tendenza di lungo periodo: i grandi fondi pensione, in diversi Paesi, non sono più obbligati ad acquistare per legge i titoli di Stato, e questo sta inondando il mercato di bond.

Infine, c’è molta competizione per il capitale disponibile. Non sono solo gli Stati a cercare prestiti, ma anche le grandi aziende, soprattutto quelle tecnologiche per finanziare l’infrastruttura necessaria per intelligenza artificiale. Nel 2026 big tech ha già emesso obbligazioni che valgono più del debito pubblico italiano.

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