Giochi Preziosi è forse uno dei marchi più famosi a livello europeo. L’azienda fondata dal brianzolo Enrico Preziosi si trova di fronte a un bivio decisivo per la sua storia. Il gruppo sembra possa essere assorbito dal gruppo cinese Superhisen, già partner industriale della società. Più che una cessione già definita dal fondatore e Ceo del Gruppo, si tratta di una trattativa avanzata che cambierà gli equilibri futuri dell’azienda.
Come nasce Giochi Preziosi e perché rischia di fallire
Da un piccolo magazzino alle porte di Milano negli anni Settanta, Enrico Preziosi costruisce progressivamente un gruppo che sarebbe diventato uno dei principali operatori europei del settore giocattoli. Il modello di crescita era basato su tre elementi:
- acquisizioni strategiche;
- forte capacità distributiva;
- sfruttamento di licenze legate a brand di grande successo.
Prodotti iconici come Gormiti, Cicciobello e Winx hanno assicurato una presenza stabile del gruppo non solo sul mercato italiano ma anche internazionale. L’espansione del gruppo prosegue anche attraverso operazioni estere, tra cui l’acquisizione della spagnola Famosa nel 2019, rafforzando la presenza del gruppo in Europa.
Ma l’aumento dei costi logistici e le continue crisi lungo le filiere di approvvigionamento hanno eroso i margini di profitto di Giochi Preziosi, in quanto fortemente dipendente dalla produzione asiatica. Il blocco dei trasporti internazionali e l’aumento dei costi logistici, anche per lo stoccaggio dei prodotti durante gli anni della pandemia, hanno avuto un impatto pesante e negativo sul gruppo. Secondo quanto riportato dalla Cisl a inizio aprile, sono almeno 300 i lavoratori che rischiano di rimanere a casa.
Superhisen acquista Giochi Preziosi?
In questo contesto si inserisce il dialogo con il gruppo cinese Superhisen. Più che una semplice operazione finanziaria, si tratterebbe di un’integrazione industriale tra il produttore asiatico e il suo partner.
Secondo le informazioni che circolano, il progetto prevederebbe un aumento di capitale nell’ordine di circa 80 milioni di euro e un ingresso progressivo del partner cinese nell’amministrazione del gruppo. Tuttavia, è importante sottolineare che non si tratta di un’operazione chiusa. La struttura dell’accordo è in fase di definizione e non è stato ancora formalizzato.
L’ipotesi di lavoro sarebbe quella di rafforzare la continuità aziendale attraverso nuova finanza e di costruire una piattaforma integrata tra produzione asiatica e distribuzione europea. Nell’operazione potrebbero essere inclusi anche DeA Capital e la spagnola Famosa.
Quanto vale oggi Giochi Preziosi
Nonostante le difficoltà, Giochi Preziosi resta un marchio con una forte riconoscibilità nel mercato europeo del giocattolo. Il valore del gruppo è oggi legato alla solidità del portafoglio marchi, alla rete commerciale e alle licenze costruite nel tempo.
Tuttavia, la posizione finanziaria complessiva e il livello di indebitamento hanno ridotto il valore potenziale. Per questo l’operazione che chiama in gioco il capitale del Gruppo cinese è più volta a stabilizzare il debito che alla generazione di profitti diretti per gli azionisti.
Cosa racconta il caso Giochi Preziosi sul sistema industriale europeo
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione delle filiere industriali globali. L’esternalizzazione verso l’Asia di parte della produzione operata da molte aziende europee è volta ad ottenere vantaggi immediati in termini di costi di produzione. Tuttavia, come la recente pandemia e le ultime vicende geopolitiche ci dimostrano, si espone ancora di più la produzione a rischi di buchi nella supply chain, a ogni livello.