Lo spread tra Btp e Bund è calato rispetto alla scorsa settimana, ma i rendimenti sono rimasti sostanzialmente stabili a livelli tra i più alti degli ultimi anni. Questo nonostante il ministro Giorgetti abbia annunciato che il Governo punta a una crescita del Pil dell’1%, di circa il un terzo più alta delle aspettative.
La situazione sui mercati finanziari rimane però molto incerta, sia a causa delle tensioni internazionali, sia soprattutto per il comportamento della Federal Reserve. I mancati aumenti dei tassi mantengono i rendimenti dei Treasury Bond rimangono ai massimi e i titoli di Stato europei devono competere alzando a loro volta le cedole.
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Perché lo spread cala ma i rendimenti no
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è calato arrivando a 82, dopo i picchi della scorsa settimana. Un risultato dovuto però principalmente all’aumento, seppur leggero, dei rendimenti dei titoli tedeschi. Non c’è stato, in fatti un calo di quelli italiani, che sono fermi al 4,18%.
Si tratta di uno dei dati più alti degli ultimi anni, e le ragioni sono varie, dalla crisi energetica alle tensioni internazionali. Le parole di Giorgetti, che ha parlato di un aumento del Pil all’1% nel 2026, ben oltre le attese, non hanno rassicurato i mercati.
Cosa c’entra la Fed con i rendimenti italiani
Una delle ragioni per cui i rendimenti non accennano a scendere, né in Italia né nel resto d’Europa, è il comportamento della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, e del suo presidente, Kevin Warsh.
Negli Usa l’inflazione è molto alta e questo dovrebbe spingere la Fed ad alzare i tassi di interesse, per far rallentare l’economia e quindi anche l’aumento dei prezzi. La Casa Bianca sta però da tempo facendo pressione sulla Fed perché abbassi i tassi di interesse. Tra queste due spinte, Warsh è rimasto fermo.
Il risultato delle sue politiche, volte anche a diminuire gli acquisti di titoli di Stato, è stato un aumento molto marcato dei rendimenti dei Treasury Bond, i titoli di debito degli Usa. I Bund, i Btp e tutti gli altri titoli europei devono competere con il 4,8% che quelli statunitensi rendono agli investitori, e quindi le cedole non possono che salire.
Gli spread europei
Questa situazione continua a riflettersi anche sugli spread dei principali Paesi europei. In Spagna, i Bonos hanno rendimenti del 3,80%, con uno spread di 44 punti.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,36% | – |
| Btp italiani | 4,18% | 82 |
| Oat francesi | 4,22% | 86 |
| Bonos spagnoli | 3,80% | 44 |
In Francia il differenziale sta faticosamente diminuendo e si è portato a 86 punti, con rendimenti del 4,22% degli Oat.
Le prossime aste dei titoli di Stato
Tra mercoledì e giovedì gli investitori potranno approfittare di questi rendimenti con due aste dei titoli di Stato italiani. Della prima, quella dei Bot, si conoscono già i dettagli dei titoli che saranno emessi:
- 7,5 miliardi di euro in Bot a un anno, in scadenza il 14 settembre 2027;
- 1,5 miliardi di euro in Bot con 4 mesi di vita residua, in scadenza il 14 gennaio 2027.
Il 10 settembre è invece prevista l’asta dei titoli a medio e lungo termine, i cui dettagli saranno resi noti nella giornata di oggi. Le altre date da segnarsi in calendario per le aste sono:
- il 24 settembre per l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 25 settembre per l’asta dei Bot;
- il 26 settembre per l’asta dei titoli a medio e lungo termine.