Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha fatto registrare un leggerissimo calo in apatura lunedì 30 marzo rispetto alla chiusura di venerdì 27. I 96 punti fatti segnare in apertura indicano che i mercati obbligazionari non sono stati smossi dalle ipotesi di un’invasione di terra dell’Iran e dalle previsioni che, in questo scenario, il petrolio potrebbe raggiungere i 200 dollari al barile.
Nel fine settimana sono stati pubblicati i risultati delle aste di fine marzo dei titoli di Stato, attraverso cui il Tesoro ha raccolto più di 21 miliardi di euro. La domanda è stata alta, molto oltre l’offerta, ma i rendimenti influenzati dallo spread hanno registrato un significativo aumento.
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Stabile lo spread tra Btp e Bund, in attesa degli sviluppi in Iran
I Btp benchmark a 10 anni hanno raggiunto in apertura del 30 marzo un rendimento del 4,05%. In confronto i Bund tedeschi si sono mantenuti al 3,05%, determinando una sostanziale stabilità dello spread, a 96 punti base contro i 97 della chiusura di venerdì27.
Il differenziale rimane alto. Il recente picco ha annullato tutti i progressi fatti negli ultimi sei mesi. Durante quel periodo l’aumento dello spread è stato dell’11,94%, ma dall’inizio del 2026 il differenziale è cresciuto di quasi il 48%.
Ancora ferme Spagna e Francia
La scorsa settimana i Btp italiani hanno subito grosse fluttuazioni di rendimento, che si sono ripercosse sullo spread. A confronto i Bonos spagnoli sono rimasti molto stabili, fermi appena sotto i 55 punti base per buona parte delle giornate. Una tendenza confermata anche in apertura di lunedì 30 marzo, con i titoli di Madrid a 54 punti da quelli tedeschi.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,09% | – |
| Btp italiani | 4,05% | 96 |
| Oat francesi | 3,84% | 75 |
| Bonos spagnoli | 3,63% | 54 |
Fermi sui rendimenti di venerdì anche gli Oat francesi, che mantengono un differenziale di 75 punti base e un rendimento del 3,84%, del tutto simili a quelli delle ultime ore della scorsa settimana.
Come sono andate le aste di marzo
Nonostante le difficoltà sui mercati finanziari, le aste dei Btp e dei Bot di fine marzo si sono concluse con ottimi risultati per il Tesoro. La domanda ha sempre superato significativamente l’offerta, anche nelle aste supplementari, portando all’esaurimento dei prodotti proposti. Sono stati collocati in tutto 21,125 miliardi di euro di titoli di Stato, divisi in:
| Titoli di Stato | Importo venduto | Data di scadenza | Rendimenti |
|---|---|---|---|
| Btp a 2 anni | 2 miliardi di euro | 28 febbraio 2028 | 2,20% |
| Btp€i a 5 anni | 1 miliardo di euro | 15 agosto 2031 | 1,10% |
| Btp€i a 10 anni | 1 miliardo di euro | 15 maggio 2036 | 1,80% |
| Bot a 6 mesi | 8,625 miliardi di euro | 30 settembre 2026 | 2,48% |
| Btp a 5 anni | 2,5 miliardi di euro | 1° febbraio 2031 | 3,48% |
| Btp a 10 anni | 2,5 miliardi di euro | 1° febbraio 2036 | 4,09% |
| CctEu | 3,5 miliardi di euro | 15 aprile 2035 | 3,05% |
Le prossime aste dei titoli di Stato italiani si terranno ad aprile e saranno:
- il 9 aprile si terrà l’asta dei Bot;
- il 10 aprile si terrà l’asta dei Btp a medio e lungo termine;
- il 24 aprile si terrà l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 28 aprile si terrà una nuova asta dei Bot;
- il 29 aprile si terrà l’ultima asta del mese, sempre di Btp a medio e lungo termine.