Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è aumentato ulteriormente nella mattinata del 30 luglio, riportandosi a 85 punti base, uno dei livelli più alti degli ultimi mesi. Crescono anche i rendimenti, che raggiungono nuovamente cifre record e rischiano di influenzare le aste dei titoli di Stato in corso.
Le emissioni continuano però ad andare bene. Dopo quella dei Btp a breve termine di ieri, i Bot hanno raccolto 7,5 miliardi di euro, con una domanda sostenuta ma rendimenti in netto rialzo rispetto al passato. Oggi si concluderanno le aste di luglio, con quella dei titoli a medio e lungo termine.
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Lo spread e i rendimenti sono tornati a livelli record
Le prospettive di un allargamento del conflitto in Medio Oriente agitano i mercati dei titoli di Stato. In pochi giorni, quella che era una guerra tra Usa e Iran con il coinvolgimento di Israele e Libano ha visto partecipare a operazioni di vario tipo l’Ucraina, l’Arabia Saudita e lo Yemen ed è arrivata a toccare l’Egitto. Nel frattempo l’Opec+ ha fatto capire che, dopo settembre, non ci saranno altri aumenti della produzione di petrolio, con relativi rischi per l’aumento del prezzo.
Ancora un record per lo spread
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è quindi rapidamente riportato sui livelli della scorsa settimana. Il differenziale ha toccato 85 punti base in apertura del 30 luglio, il picco più alto al pari dei giorni più difficili della recente ripresa delle operazioni militari statunitensi in Iran.
I rendimenti verso nuovi record
L’aumento dello spread è la conseguenza di quello dei rendimenti dei Btp decennali benchmark, che sono improvvisamente arrivati al 4,04%, dopo giorni passati sotto la soglia del 4%. La crescita dello spread è stata limitata solo dall’aumento repentino degli interessi sui Bund, i titoli di Stato tedeschi, che hanno toccato il 3,19% in mattinata.
Le aste dei titoli italiani continuano ad andare bene
Nella giornata di ieri si è tenuta l’asta dei Bot, i titoli di Stato a breve termine, in questo caso con scadenza a sei mesi, senza cedola che rappresentano uno dei metodi di finanziamento più comuni per le necessità del Governo. La domanda è stata sostenuta e tutti i 7,5 miliardi di euro previsti sono stati assegnati. I rendimenti sono però aumentati significativamente, portandosi al 2,567%, quasi un decimo in più dell’ultimo prodotto simile, emesso a giugno.
L’ultima asta di luglio, domani
Nella giornata di domani si terrà una delle aste più varie e significative dal punto di vista dell’importo messo a disposizione, quella dei titoli a medio e lungo termine. Saranno messi all’asta:
- un Btp 5 anni, codice Isin IT0005707614, con scadenza il 1° giugno del 2031 e cedola del 3,15%;
- un Btp 10 anni, codice Isin IT0005706285, con scadenza il 1° luglio del 2036 e cedola del 3,80%;
- un Btp 15 anni, codice Isin IT0005402117, con scadenza il 1° marzo del 2036 e cedola dell’1,45%;
- un CCTeu, codice Isin IT0005707689, con scadenza il 15 aprile del 2036 e tasso cedolare annualizzato del 3,237%.