Lo spread si mantiene stabile a 111 punti base, ma sui Btp c’è ancora pressione

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è mantenuto stabile mentre il Tesoro ha raccolto 4,5 miliardi dai nuovi Btp valore nel primo giorno dell'emissione

Aggiornato: 2 min di lettura

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Apertura stabile i 20 ottobre per i Btp, che si sono mantenuti su rendimenti e spread del tutto simili a quelli di ieri. Si tratta comunque di risultati critici, 111 punti di differenziale e rendimenti oltre il 4,55%, che testimoniano una certa pressione dei mercati finanziari verso i titoli di Stato.

Ieri si è conclusa la prima giornata dell’emissione dei Btp Valore, i nuovi titoli di Stato destinati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto 4,5 miliardi, grazie a cedole molto generose che lo Stato può permettersi per la tendenza dei privati italiani a non vendere i propri titoli di Stato prima della scadenza.

Spread stabile, ma i rendimenti rimangono alti

Giornata di stabilità per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. L’apertura ha confermato i livelli di ieri, con il differenziale che per tutta la giornata è rimasto attorno a quota 111 punti base. I rendimenti sono però ancora piuttosto alti, al 4,55%, a confermare che c’è ancora molta pressione sui titoli di Stato.

Petrolio i gas mantengono alti i rendimenti

Negli ultimi gironi prezzi di petrolio e gas hanno ricominciato ad aumentare. Per quanto riguarda il greggio, il problema rimane il Medio Oriente. La situazione tesa a Hormuz e gli attacchi sempre più frequenti degli Houthi contro l’Arabia Saudita agitano i mercati e fanno alzare i prezzi.

Per quanto riguarda il gas invece, l’aumento dei prezzi è dovuto a una crescita della domanda. Molti Paesi europei sono rimasti indietro sulle scorte e stanno correndo ai ripari proprio nei mesi prima del periodo invernale. L’Italia ha riempito gli stoccaggi all’88%, un buon risultato ma più basso rispetto al passato.

L’aumento dei prezzi dell’energia è una delle cause principali dell’inflazione, che a sua volta è una delle metriche più osservate per determinare l’andamento dei tassi di interesse e dei titoli di Stato. Questa situazione, quindi, impedisce ai Btp di tornare ai rendimenti di qualche mese fa.

Buona partenza per i Btp Valore

Nella giornata di ieri si è tenuta la prima parte dell’emissione dei Btp Valore, dedicati agli investitori retail. Il Tesoro ha raccolto circa 4,5 miliardi di euro. Gli strumenti a disposizione sono due:

I rendimenti di questi Btp, che durano 7 anni, sono tendenzialmente più alti della media dei titoli di durata simile sul mercato. Il Tesoro può permettersi questo tipo di offerta perché, tendenzialmente, i privati non vendono i propri titoli di Stato se non in rare occasioni. Il debito pubblico di proprietà dei cittadini tende quindi a essere più stabile. L’emissione dei Btp Valore continuerà fino al 23 ottobre.

A fine mese si terranno invece le aste dei titoli di Stato regolari. Le date da segnarsi sono:

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