Nasdaq ai record con Meta e AMD: quanto pesa l’IA negli ETF dei risparmiatori

Il rally dei chip si trasferisce nei fondi passivi: come riconoscere concentrazione, doppioni e rischio dollaro

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Donatella Maisto

Esperta in digital trasformation

Dopo 20 anni nel legal e hr, si occupa di informazione, ricerca e sviluppo. Esperta in digital transformation, tecnologie emergenti e standard internazionali per la sostenibilità, segue l’Innovation Hub della Camera di Commercio italiana per la Svizzera. MIT Alumni.

Il boom dell’intelligenza artificiale riporta il Nasdaq ai massimi e si trasferisce anche nei portafogli di chi non ha mai comprato direttamente un’azione tecnologica. Nell’ultima seduta l’indice Nasdaq Composite ha guadagnato oltre il 2%, chiudendo su un nuovo record. Meta è salita dell’11,4%, aggiungendo circa 192 miliardi di dollari alla propria capitalizzazione, mentre AMD ha guadagnato circa il 10% e ha superato per la prima volta la valutazione di 1.000 miliardi di dollari.

Il movimento ha coinvolto l’intera filiera: Intel è avanzata di oltre il 12% e l’indice Philadelphia Semiconductor ha segnato un rialzo del 4,3%. A favorire gli acquisti hanno contribuito anche la discesa del petrolio e l’arretramento del rendimento del Treasury decennale sotto il 5%. Il record, dunque, non nasce soltanto dall’entusiasmo per l’IA, ma quest’ultima rimane il principale motore del comparto tecnologico.

Per i risparmiatori la questione non riguarda esclusivamente chi possiede Meta o AMD. Queste società, insieme a Nvidia, Microsoft, Amazon, Alphabet e agli altri protagonisti della corsa all’intelligenza artificiale, occupano posizioni rilevanti negli indici replicati dagli ETF, i fondi quotati che seguono un paniere di titoli.

Perché il rialzo arriva anche negli ETF

Gli indici più diffusi sono generalmente ponderati per capitalizzazione: più una società vale in Borsa, maggiore tende a essere il suo peso. Quando le azioni delle grandi aziende tecnologiche corrono più velocemente del resto del mercato, aumenta anche la loro influenza sulla performance dell’indice.

C’è, inoltre, una distinzione importante. Il record registrato a Wall Street riguarda il Nasdaq Composite, che comprende migliaia di titoli quotati sul mercato Nasdaq. Molti ETF acquistati dagli investitori europei replicano, invece, il Nasdaq 100, composto dalle cento maggiori società non finanziarie quotate sul Nasdaq.

Secondo l’ultima scheda ufficiale del Nasdaq 100, aggiornata al 30 giugno, la tecnologia rappresentava il 68,5% dell’indice. Le prime dieci componenti valevano complessivamente circa il 45%, con AMD già al 4,11%. Le percentuali cambiano con i prezzi e i ribilanciamenti, ma mostrano quanto l’andamento di poche società possa condizionare il risultato complessivo.

Indice Indicatore di concentrazione Che cosa significa
Nasdaq 100 Tecnologia al 68,5% Forte dipendenza da chip, software e grandi piattaforme
S&P 500 Prime 10 società al 37,8% Le maggiori aziende determinano una parte consistente del rendimento
MSCI World Prime 10 società al 26,6% Anche un indice globale conserva una rilevante concentrazione
MSCI World Stati Uniti al 72,1% “Globale” non significa distribuito in modo uniforme tra i Paesi

I dati si riferiscono alle ultime schede ufficiali disponibili: giugno per il Nasdaq 100 e agosto per S&P 500 e MSCI World.

Anche un ETF globale è esposto al boom dell’IA

Il nome “World” può far pensare a una ripartizione equilibrata tra le principali economie. In realtà, il peso dei Paesi dipende dal valore delle società presenti sui rispettivi mercati.

Nell’MSCI World Index, aggiornato al 31 agosto, gli Stati Uniti rappresentavano il 72,14%, mentre la tecnologia pesava per il 29,81%. Nvidia da sola valeva il 5,56%; seguivano Apple con il 5,07%, Microsoft con il 3,90% e Amazon con il 2,74%. Tra le prime dieci figuravano anche Broadcom, Meta e Micron. Complessivamente, i dieci titoli maggiori rappresentavano il 26,61% dell’indice.

L’S&P 500 offre un’esposizione più ampia rispetto al Nasdaq 100 e comprende aziende appartenenti a tutti i principali settori dell’economia americana. Rimane, però, ponderato per capitalizzazione: alla fine di agosto le prime dieci società valevano il 37,8% dell’indice.

La concentrazione non rende automaticamente un ETF inadeguato. Ha contribuito, anzi, ai rendimenti ottenuti durante la crescita delle grandi aziende tecnologiche. Significa, però, che la diversificazione indicata dal numero delle società può essere inferiore a quella percepita.

Il rischio dei doppioni tra ETF diversi

Possedere più ETF non equivale necessariamente ad avere più diversificazione. Un fondo sull’MSCI World, uno sull’S&P 500 e uno sul Nasdaq 100 possono contenere contemporaneamente molte delle stesse società.

Combinazione Diversificazione apparente Possibile sovrapposizione
MSCI World + S&P 500 Mondo più Stati Uniti Le grandi aziende americane sono presenti in entrambi
S&P 500 + Nasdaq 100 Mercato Usa più tecnologia Doppia esposizione alle principali megacap
Nasdaq 100 + ETF sui chip Tecnologia più semiconduttori Maggiore peso di Nvidia, AMD, Intel e filiera
MSCI World + ETF sull’IA Indice globale più tema specifico Le piattaforme tecnologiche possono ripetersi

Il problema non è la presenza dello stesso titolo in due strumenti, ma la possibilità che l’investitore non ne conosca il peso complessivo. Un portafoglio composto da tre fondi può risultare meno diversificato di uno costruito con un solo ETF ampio e strumenti realmente complementari.

Come controllare la concentrazione del portafoglio

Prima di acquistare un ETF, o di aggiungerne uno a quelli già posseduti, non basta confrontare rendimento e commissioni. Nel documento informativo e nella scheda del fondo occorre verificare:

Quest’ultimo punto è spesso sottovalutato. La quotazione di un ETF in euro non elimina automaticamente l’esposizione al dollaro. Se i titoli sottostanti sono statunitensi, il cambio euro-dollaro può influire sul risultato, salvo che il prodotto utilizzi una copertura valutaria.

Una corretta diversificazione del portafoglio non consiste, quindi, nell’aumentare semplicemente il numero degli strumenti, ma nel combinare attività, settori e aree geografiche con comportamenti differenti.

Il record del Nasdaq è un’opportunità o un rischio?

Il rally di Meta, AMD e dei semiconduttori riflette aspettative elevate sulla crescita dei ricavi, degli investimenti nei data center e della domanda di potenza di calcolo. Non dimostra, però, che ogni società legata all’IA continuerà a salire né che le valutazioni siano prive di rischio.

La concentrazione funziona in entrambe le direzioni: quando le megacap avanzano, trascinano gli indici; quando deludono su utili, margini o investimenti, possono amplificarne le correzioni.

Il punto non è uscire dagli ETF tecnologici o globali, ma sapere che cosa contengono. Un ETF può includere centinaia di società e dipendere comunque, per una parte rilevante del risultato, da pochi colossi. Il nuovo record del Nasdaq rende visibile proprio questa differenza tra diversificazione numerica e diversificazione reale.

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