Settimana debole per il comparto immobiliare diviso tra molteplici driver

Occhi sulle dinamiche del settore in un clima condizionato da numerosi fattori a livello globale e italiano

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Redazione

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Settimana debole per il settore immobiliare in un contesto borsistico nel quale l’attenzione degli operatori è rimasta divisa tra i segnali provenienti dal lato geopolitico e macroeconomico, dagli operatori delle banche centrali e dal settore tecnologico con focus sul segmento dei chip e dell’intelligenza artificiale.

Occhi, tra i driver, sull’inflazione USA che ha mostrato una accelerazione dei prezzi, seppur in linea alle attese, continuando a esercitare pressione sulla Federal Reserve per un aumento dei tassi di interesse per quest’anno.

A tutto ciò, si aggiungono i ravvivati dubbi che le elevate valutazioni raggiunte dalle aziende AI siano o meno eccessive e che gli ingenti investimenti messi in campo si tradurranno in ritorni adeguati e duraturi.

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare sulla piazza milanese ha chiuso l’ottava in territorio negativo con l’indice FTSE Italia All Share Real Estate che segna un calo intorno all’1%, sottoperformando il comparto, a livello europeo, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che guadagna oltre il 4%.

Focalizzando l’attenzione sui singoli titoli, emerge la performance positiva di Aedes che segna un rialzo settimanale intorno al 2%. mentre contiene le perdite IGD, poco distante dalla parità. Vendite, invece, su AbitareIn, in calo complessivamente, di oltre il 2%, Risanamento (circa -3,7%), Bastogi (intorno a -6%) e Gabetti (oltre -9%).

I dati macro della settimana

Sono tornate a salire le domande di mutuo negli Stati Uniti. Nella settimana al 19 giugno, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario è infatti aumentato dell’1%, dopo il -3,8% della settimana precedente. L’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è salito del 3%, mentre quello relativo alle nuove domande ha registrato una lieve flessione dello 0,1%. Lo ha reso noto la Mortgage Bankers Associations (MBA), indicando che i tassi sui mutui trentennali si sono marginalmente ridotti al 6,59% dal 6,60%.

Sempre oltreoceano, continuano a calare le vendite di case nuove nel mese di maggio. Il dato ha evidenziato un decremento del 7,3% a 580 mila unità rispetto alle riviste 626 mila unità precedenti, quando si era registrato una diminuzione del 5,7% (rivisto al rialzo rispetto ad un -6,2% iniziale).

Studi di settore

Secondo quanto rilevato dall’ISTAT, il quarto trimestre chiude l’anno 2025 con 282.274 compravendite immobiliari. I volumi intermediati diminuiscono dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su base congiunturale, l’indice destagionalizzato diminuisce (-1,5%), dopo l’incremento del terzo trimestre (+2,0%).

Nello stesso trimestre, le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (104.669) aumentano del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’indice destagionalizzato mostra una ripresa (+1,4%) dopo la stabilità osservata nel terzo trimestre.

Nell’intero anno 2025, il mercato immobiliare con 986.940 convenzioni notarili di compravendita registra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (+3,9% nel complesso; +4,0% il settore abitativo e +1,5% il comparto economico). I mutui, con 382.389 convenzioni, sono in aumento del 15,5%.

Nel 2025 le compravendite di immobili retail hanno registrato un incremento del 7,0% secondo l’Agenzia delle Entrate, raggiungendo quota 46.036 transazioni. Si tratta di acquisti effettuati quasi sempre con finalità d’investimento. Le rilevazioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, basate sulle reti specializzate Tecnocasa e Tecnorete Immobili per l’Impresa, indicano che nel secondo semestre del 2025 la quota di acquirenti orientati all’investimento è stata pari al 25%. La maggior parte dei negozi oggetto di compravendita presenta superfici inferiori ai 100 mq; gli investitori puntano mediamente a rendimenti lordi annui del 9-10%, accettando valori più contenuti nelle posizioni prime, dove il rischio di vacancy è più basso. Nelle vie non di passaggio, quando possibile, l’acquisto è spesso finalizzato anche a un successivo cambio d’uso in residenziale.

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